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in foto, da sinistra: Viviana Valentino, Vanessa Vidano, Ming Chen, Stefano Sertoli, Alessandro Battaglia, Gabriella Colosso, Maya Taylor, bambini ass. Eshorouk, Simonetta Valenti, Jessica Passafiume. Sulla panchina della Pace: Luigi Bettazzi, Letizia Carluccio.

IVREA. Incontrarsi per conoscersi. Un successo l’iniziativa della Consulta Stranieri

Grande successo degli eventi organizzati dalla Consulta Stranieri nella settimana appena trascorsa. Mostre, incontri, scambi di culture e tanti colori che hanno portato un po’ leggerezza in un momento cupo pur affrontando temi seri come l’uguaglianza e le discriminazioni.

La mostra #immaginideipregiudizi

Il ricco programma di eventi organizzato dalla Consulta Stranieri del Comune di Ivrea intitolato “Incontrarsi per conoscersi” è iniziato domenica 4 ottobre con l’inaugurazione della mostra fotografica #immaginideipregiudizi realizzata da ragazzi dell’Istituto Albe Steinerdi Torino sull’origine dell’intolleranza e delle discriminazioni. La mostra, anche grazie all’attacco della consigliera Bono della Lega, ha avuto più visibilità e visite di quanto sperato. Le parole della consigliera leghista hanno fatto venir la voglia a molte persone di andare a vedere le “immagini dello scandalo”. Fra queste Marta Mosca, antropologa Università di Torino, che dopo la visita alla mostra ha commentato: «Le immagini e le didascalie realizzate dalle ragazze e dai ragazzi del liceo Albe Steiner di Torino sono il risultato del loro sguardo sul presente, sugli spazi e sulle relazioni che abitano e sperimentano nel quotidiano dentro e fuori la scuola, raccontano e denunciano le brutture di questi ultimi anni, è questo l’obiettivo. Visitando la mostra francamente non ho percepito alcuna minaccia alla mia bianchezza e alla mia autoctonia. Certo, a prescindere, essere bianca e nativa italiana non le ritengo condizioni che devono essere difese da qualcuno. È questo il punto.»

L’incontro con l’altro è un punto di vista

Il primo degli incontri pubblici si è tenuto il 9 ottobre al Polo Universitario Officine H. Durante la serata, molto partecipata, la Consulta e i suoi componenti si sono presentati. Sono intervenute e intervenuti Giorgia Povolo, assessora Politiche sociali Comune di Ivrea, Gabriella Colosso, presidente Consulta, Ellade Peller, presidente Consorzio IN.RE TE, Savino Beiletti, presidente CISS – CA, Emiliano Ricci, responsabile Caritas Ivrea, l’Osservatorio Migranti.
Durante la serata si sono potuti ammirare i prodotti del laboratorio di tessitura Bantaba e le creazioni dell’associazione Moabi.

La Consulta Stranieri che esiste a Ivrea da qualche decennio, molto attiva agli inizi degli anni novanta con presidente Andrea Morniroli, ha inaugurato quest’anno, con il nuovo direttivo presieduto da Gabriella Colosso, un nuovo corso orientato a favorire l’integrazione sociale degli stranieri e la loro partecipazione attiva alla vita della Comunità eporediese; coinvolgere i cittadini italiani e stranieri in una forte azione di legalità e di lotta alle discriminazioni; favorire, attraverso iniziative culturali e di informazione, lo sviluppo dei valori della solidarietà e dello scambio interculturale nel rispetto delle diverse identità.

Eguaglianza e discriminazione

Sabato 10 ottobre il secondo degli incontri pubblici dal titolo “Equaglianza e discriminazione” ha offerto ai presenti testimonianze e spunti di riflessione sulle diverse discriminazioni e pregiudizi che colpiscono la nostra società.
Ha moderato l’incontro Vanessa Vidano, antropologa, che ha sottolineato un passaggio molto importante per il superamento dei pregiudizi, l’attenzione al linguaggio: «Le parole con cui descriviamo l’Altro non sono mai o quasi neutre e quindi dobbiamo porci molta attenzione soprattutto quando si agisce in veste “pubblica”. Dicotomie continuamente ripetute come “noi/loro” alla lunga creano barriere invece che toglierle. Importante che si comprenda a fondo che non si “tollera” l’altro o il diverso, ma lo si “riconosce” in quanto altro o diverso da noi. Il riconoscimento implica uguaglianza fra le parti, la tolleranza una superiorità da parte di chi tollera.»
Il primo intervento è stato quella della presidente Colosso che ha ringraziato i partecipanti e con particolare riconoscenza e affetto Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, che aveva inviato il testo del suo intervento pensando di non poterci essere e invece, immancabile agli incontri “importanti”, era in prima fila con il suo consueto sguardo sereno e aperto che conta ormai 97 anni.

A seguire è intervenuta la presidente della Casa delle Donne – Associazione Donne contro le discriminazioni, Letizia Carluccio che ha parlato di “comunità umana” che avrà futuro solo nell’interscambio e nell’accettazione dell’altro. La presidente ha poi illustrato i servizi e le tante iniziative della Casa, nella loro sede di via Dora Baltea e nelle scuole. La Casa delle donne di Ivrea ha diversi sportelli di ascolto e sostegno alle donne che attraversano momenti difficili o che vivono situazioni di violenza. Al termine del suo intervento Letizia Carluccio raccomanda  «Per vincere le discriminazioni dobbiamo accettare la diversità».
La serata è proseguita con l’intervento dell’ANGI (Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese) rappresentata dal presidente Ming Chen e dal vicepresidente Fabio Nalin. La principale attività dell’associazione è la prevenzione attraverso il dialogo interculturale. «Scambiandosi un sorriso due sconosciuti possono conoscersi, riconoscersi e condividere», assicura Chen. Sono 350mila i cinesi residenti in Italia (circa 20mila in Piemonte), la metà dei quali è sotto i 30 anni e tantissimi di loro sono nati in Italia (da qui “Nuova generazione Italo-Cinese” nel nome) e crescono con una educazione biculturale. «Sono loro le future risorse per la mediazione.»

Il successivo intervento è stato quello di Alessandro Battaglia presidente del coordinamento Pride di Torino e tra i fondatori dell’associazione Quore. Battaglia, felice di vedere Bettazzi in prima fila perché lui “è sempre stato attento alle nostre tematiche”, ha illustrato uno dei progetti di Quore, un co-housing sociale a Torino che accoglie persone Lgbt+ in difficoltà e in condizioni di vulnerabilità (spesso cacciati di casa senza un soldo perché si erano dichiarati gay) ospitati in appartamenti Atc di edilizia agevolata. Ci ha raccontato dell’ostilità iniziale degli altri abitanti degli stabili, ma ad un anno e mezzo dall’inizio del progetto il clima è totalmente cambiato. Il surplus di raccolta alimenti per gli ospiti del co-housing viene redistribuito nel quartiere (aiutando 40 famiglie), si condividono le storie personali, ci si conosce. Così oggi i nuovi abitanti sono circondati da molto affetto, come fossero di famiglia. Il progetto TO housing, che accoglie in cinque alloggi 24 persone tra giovani, meno giovani, migranti, transessuali, è il primo in Italia con queste caratteristiche e dimostra che la conoscenza reciproca abbatte il muro della diffidenza e dei pregiudizi.

Sono seguite le due testimonianze di Viviana e Maya. Viviana Valentino, una ragazza trasferitasi a Torino dalla Puglia, ha vissuto sulla sua pelle una discriminazione che si pensava ormai morta, quella riservata a chi arrivava dal sud d’Italia negli anni 50-60.  Emozionante poi l’intervento di Maya Taylor che a metà agosto è stata fatta bersaglio di squallide scritte razziste. Maya ha voluto ricordare e ringraziare per la forza e cultura che le hanno trasmesso sua madre Elsa e suo padre, il musicista jazz Sonny Taylor, purtroppo prematuramente scomparso 25 anni fa. Leggendo il messaggio di solidarietà e vicinanza che le ha inviato Paolo Conte, ha voluto ringraziare tutte e tutti per l’immediata ed enorme solidarietà ricevuta da tutta la città, da singole persone e da organizzazioni e associazioni.
Ha chiuso l’intensa serata, dopo i ringraziamenti di Gabriella Colosso a tutti gli intervenuti, l’intervento di Jessica Passafiume dell’associazione Eshorouk (Aurora). L’associazione, nata a Ivrea nel 2014,  su iniziativa di alcune mamme che trovandosi a studiare italiano presso il Centro Migranti han sentito la necessità di trasmettere la propria cultura e lingua ai propri figli. L’associazione organizza corsi di lingua araba ed educazione islamica, incontri di intermediazione culturale, attività di sostegno allo studio ad attività motorie per donne musulmane e non e molto altro. «Ma la scelta più rivoluzionaria – dice Jessica – è l’aver scelto me, cittadina italiana, come delegata presso la Consulta.» Jessica ha incontrato l’associazione durante gli studi universitari alla ricerca di un luogo in cui approfondire la conoscenza della lingua araba e cultura islamica. «Non smetterò mai di ringraziarli perché oltre a trasmettermi nuove conoscenze mi hanno permesso di allargare i miei orizzonti di pensiero attraverso un’indagine di ricerca etno-educativa sulle emozioni della seconda generazione araba a Ivrea.».
Alla fine Jessica ha inviato tutti i bambini dell’associazione presenti in sala ad avvicinarsi alla panchina che loro stessi hanno dipinto con i colori dell’arcobaleno come segno di lotta contro la discriminazione.

Gli interventi sono stati intercalati dalle letture di Simonetta Valenti e un unico forte messaggio è arrivato a tutti presenti “La differenza crea sempre ricchezza e non vi è vantaggio per nessuno a discriminare“.

In chiusura il sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli, molto attento e partecipe per tutta la serata, ha ringraziato la presidente Colosso e la Consulta tutta per l’iniziativa (sicuramente non gradita invece da buona parte della compagine della sua maggioranza). Una serata intensa e partecipata, dove non si sono potute non notare alcune assenze politiche, talune pesanti, ma si sa “nemo propheta in patria”.

E per finire … i colori della PACE

Domenica 11 gran finale del programma “Incontrarsi per conoscersi” in piazza Ottinetti con i suoi portici rallegrati dai banchetti colorati con i prodotti e i manufatti delle associazioni aderenti alla Consulta.
E miglior chiusura non poteva esserci della catena per la pace al centro della piazza in concomitanza con la Catena Umana Perugia/Assisi.

Cadigia Perini (www.Rossetorri.it)

 

Il messaggio del vescovo Bettazzi alla Consulta Stranieri

Il messaggio che il vescovo emerito di Ivrea, mons. Luigi Bettazzi, ha inviato alla Consulta Stranieri per la serata su “Eguaglianza e Pregiudizi” del 10 Ottobre 2020 pensando di non poterci partecipare e poi … il suo arrivo!

Gentile Presidente e presenti tutti,
sono lontano da Ivrea, ma partecipo con tutto il cuore all’iniziativa su Eguaglianza e Pregiudizi. Il pregiudizio maggiore credo sia che si parte dal primato dell’”io” a cui vanno subordinati tutti gli altri, mentre noi siamo immersi nel “noi”, che intuiamo nascendo e crescendo nei primi anni di vita.
Quando ci rendiamo consapevoli dell’”io”, dovremmo mantenerlo inserito nel “noi” che ha condizionato la nostra nascita e la nostra crescita umana (se no, saremmo “bestie”, anche se queste seguono l’istinto del gruppo).
Tanto più dovremmo esserlo se “cristiani”, cioè fedeli di un Dio che è “uno” perché comunione di “tre”, e seguaci di un Cristo venuto sulla terra per insegnarci che dobbiamo amare il prossimo come noi stessi e per darne l’esempio e la forza, fino ad accettare di essere crocifisso, per poi risorgere ad una vita nuova, per sé e per tutti noi.
Credo non vi sia tradimento maggiore del messaggio evangelico che privilegiarci – some singoli, come gruppo, come popolo – escludendo e umiliando “gli altri”.
Lo ripeto laicamente, richiamando la Carta dei diritti umani dell’Onu (S. Francisco, 10 dicembre 1948) sottoscritta dalla quasi totalità delle nazioni, che inserisce i diritti di ogni persona nella realtà dei diritti di tutti, tanto da essere denominata da qualcuno “il Vangelo secondo l’Onu”.
Plaudo quindi alla vostra iniziativa, a cui auguro un largo successo.

+ Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea

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