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Sertoli Stefano

IVREA. Il cambiamento passa dal Mein Kampf

IVREA. “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.”  diceva Martin Luther King e mai citazione è stata così attuale. Ancora più se si pensa a Ivrea e all’esecutivo guidato da Stefano Sertoli.

Basta guardarsi intorno. Non è cambiato nulla. Al contrario, insieme all’erba, è cresciuto il degrado. L’amianto è rimasto lì dov’era, il MovicentRo è pulito solo grazie all’indomabile Rita Munari e gli ascensori continuano a rompersi un giorno sì è l’altro pure.

Ma è nella sostanza delle cose che il “cambiamento” lungi dall’essersi visto, dopo averlo tanto strombazzato in campagna elettorale, lo si è lasciato ancorà lì a dormire per un po’.

Rimbombano nella testa i motivi con cui una parte della maggioraza e tutta la minoranza, per un’intera legislatura, han criticato l’ex sindaco Calo Della Pepa (povero…). E si va dalla gestione nullafacente della Fondazione Guelpa, passando per il Cic,  fino ad approdare all’ex hotel La Serra, al Castello, alla piazza del mercato e alla liberalizzazione dell’autostrada. Il Cic come sappiamo è praticamente morto senza che si alzasse un dito, la Fondazione Guelpa è ancora lì che cerca una biblioteca da copiare come la Titina (ma si capisce lontanto un miglio che è tutta fuffa), per l’Hotel La Serra l’arresa è totale, idem per il Castello, per l’area mercatale e per la liberalizzazione dell’autostrada. E su quest’ultima il silenzio che sta contraddistinguendo l’emanazione del bando è qualcosa di veramente tombale.

Eppure ci doveva essere un limite da non superare a governare le cose nel solco dei predecessori. 

Avrebbe potuto esserlo il vicesindaco Elisabetta Ballurio, ma se ne fotte, felice come una “cocorita” d’essersi rimessa ad occuparsi di commercio e commercianti che era poi uno dei motivi per i quali si era scontrata con Della Pepa. Quindi no: Ballurio non pervenuta. 

Forse la Lega? Peccato che si sveglino solo quando si parla di profughi e i migranti.

Tra le critiche più feroci del passato quella riferita all’ex consulente Unesco Renato Lavarini. Cos’ha fatto Sertoli? Lo ha addirittura assunto! Promosso sul campo a capo di gabinetto. E questa – ce lo si consenta – a Della Pepa davvero non sarebbe mai venuta in mente. 

Insomma peggio di così si muore. E infatti la città sta già cominciando a boccheggiare tra saracinesche che si abbassano e irrisolte polemiche sul traffico e sulla rotonda.

Troppo critici? 

Forse “sì”. Ci siamo dimenticati dei fuochi d’artificio, riposizionati al sabato per la gioia della città festante. E poi della Fondazione dello storico Carnevale. E lì il “cambiamento” eccome se c’è stato. E’ bastata un’edizione per occupare tutto quello che c’era da occupare in un clima nazifascista preso, copiato e incollato dal Mein Kampf. 

Il cambiamento poteva iniziare da qualcos’altro è iniziato da qui, facciamocene una ragione.

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