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Gianpiero Frigo
Gianpiero Frigo

IVREA. I segreti del “Cercamugnaie”

Serietà, concentrazione e amore sviscerato per lo Storico Carnevale di Ivrea: sono questi comportamenti tenacemente perseguiti il segreto di Gianpiero Frigo, da sei anni uomo “di punta” della Fondazione cui è stata affidata l’organizzazione della prestigiosa manifestazione. Frigo è approdato nella nuova squadra voluta dal Sindaco Carlo Della Pepa e oggi presieduta da Alberto Alma, dopo aver ricoperto con successo e dedizione i panni del Sostituto Gran Cancelliere, vibrante di emozione e teso come uno studente di fronte a un severo esaminatore quando il Notaio Gian Maria Soudaz, allora Gran Cancelliere, gli affidava i “Libri” del Carnevale con dotte e bonarie raccomandazioni sulla difesa dei valori tradizionali, piacevolmente “innaffiate” da un sorso di rosolio e animate da una cerimonia sentita.

Prima ancora Frigo era stato Ufficiale di Stato Maggiore, più volte Addetto alla Mugnaia e prima ancora Arancere nella gloriosa compagine degli Scacchi. In questa edizione 2015 festeggia la trentennale ricorrenza del suo arruolamento nell’Etat Major, di cui è stato esponente brillante e carismatico. Un lunga storia di “Campagne” di Carnevale che non poteva che accrescere in lui la passione per le radici storiche della manifestazione: con la Fondazione è stato fra i promotori di tante iniziative finalizzate a far conoscere la storia e le tradizioni del Carnevale eporediese nelle scuole e fra i giovani e poi nel 2012 ha portato a termine un progetto a lui carissimo, quello del restauro del Cocchio Dorato della Violetta, un intervento di artigianato paziente ed eccellente che ha restituito a uno dei simboli più amati tutto il suo splendore.

Soprattutto da sei anni, Gianpiero è il “Cercamugnaie”, cioè quella figura del Carnevale così ammantata di fascino e dietrologie, in pratica colui che sceglie e accompagna la signora Mugnaia nel percorso che, in poche e intese settimane di attesa e preparazione la porta ad affacciarsi trionfante di sorrisi, lacrime e applausi, alla loggia di Palazzo Civico allo scoccare delle 21 del Sabato Grasso.

Il”Cercamugnaie” è da sempre, consentiteci il gioco di parole, la persona più “ricercata” e inseguita dello Storico Carnevale: un tempo erano gli appassionati e i diretti protagonisti del Carnevale a tentare di strappargli qualche indizio sull’identità dell’amatissima protagonista dei tre giorni di sfilate e battaglie, poi negli anni è stata la pressione dei mezzi d’informazione, locali e non solo, a far sentire il fiato sul collo a questa figura così importante: perché una Mugnaia applaudita e a proprio agio nella sua veste bianca è una sorta di garanzia del successo dello Storico Carnevale e in qualche edizione non sono mancati, se pur isolati, i fischi di contestazione alla Violetta prescelta dagli organizzatori.

Gianpiero lo sa, ha vissuto tutti questi momenti da Arancere e poi da Ufficiale e infine da Sostituto per poi tornare in abiti borghesi a una sorta di piccolo rito scaramantico che lo porta a scendere in piazza di città solo dopo le 21,15, quando la “sua” Mugnaia è già sorridente al braccio del Cittadino Generale.

Perciò, la curiosità di cogliere i retroscena e i riti di questo suo delicatissimo ruolo è tanta da strapparle letteralmente Frigo a una delle numerose riunioni che preparano la grande festa, dribblando pure i suoi impegni professionali che lo porteranno all’estero per qualche giorno proprio a ridosso delle domeniche che precedono il Carnevale.

“Ricopro questo ruolo da sei anni per la Fondazione – ci spiega con la consueta disponibilità e pazienza – e se mi chiedete quale deve essere il requisito principale per ricoprire il ruolo di Violetta vi dico che prima di tutto la signora deve vivere consapevolmente i valori più autentici del Carnevale, saperli riconoscere e difendere. Questo rende subito la protagonista un simbolo amato e indiscusso, al riparo da qualche inevitabile polemica e critica, perché in una manifestazione così rilevante tutto ciò non può mancare. Negli ultimi anni ho visto comunque crescere il rispetto e la centralità della Mugnaia proprio grazie all’attenzione a questi valori della nostra tradizione che le Signore bene incarnavano, con partecipazione e intensità. E poi – prosegue sorridendo – se dovessi farvi una sintesi, vi direi che la Mugnaia deve avere più passione e convinzione che non velleità di ricoprire questo ruolo. Non è un particolare di poco conto, perché solo la passione e la consapevolezza la mettono in diretta sintonia con il “popolo festante” e con gli altri protagonisti, Guai se il sogno di essere Violetta è vissuto come un capriccio personale, perché non si reggerebbe allora all’impegno emotivo.”

 

“E’ successo che qualche volta la Violetta che aveva scelto e contattato manifestasse incertezze e difficoltà?” chiediamo a Frigo.

“Beh, è chiaro che i giorni precedenti la sera del Sabato sono un crescendo di tensione – ci spiega – e mi è successo che una Signora Mugnaia mi confidasse il suo timore di non essere accettata, magari di non essere all’altezza. Tuttavia, due minuti dopo che era stata proclamata e mentre salutava la folla, ho visto che tutto era stato superato, anzi, era lei la portavoce di quel boato di entusiasmo che l’aveva     accolta. Perché vedete – prosegue il Cercamugnaie – sono la passione e l’adesione ai valori del nostro Carnevale a fare la differenza, a far superare anche le incertezze, come avvenne nel caso di Ileana Galeano, che arrivava da Milano pur essendo entrata in una famiglia dove la suocera era stata Mugnaia, il suocero Generale e il marito e il cognato appassionati e “malati” di Carnevale. Alla fine proprio questa passione che lei aveva condiviso negli anni le ha consentito di essere amata e di mostrare un’energia così coinvolgente da spiazzare anche coloro che avevano storto il naso per le sue origini non eporediesi.”

 

C’è chi dice che l’impegno finanziario renda questo ruolo non più così raggiungibile da Signore che lo sognano da tempo…

“Non mi voglio soffermare su questo aspetto, perché non è un elemento centrale e mortifica lo spirito e la figura di Violetta, credetemi – replica Frigo – Vestire i panni della Mugnaia è un’esperienza unica, forse in assoluto il più bel regalo che un marito o una famiglia possano fare a una giovane sposa, a una donna a una mamma, direi un’emozione superiore al matrimonio, perché le nozze sono un progetto di vita, lo Storico Carnevale di Violetta è invece un crescendo di emozioni breve e intensissimo che è totalizzante e unico. Quindi non mi chiedete quanto spende una Mugnaia, quale è il budget di quest’anno e via calcolando, perché non è questa la questione centrale che guida le scelte di questa Fondazione e poi è un argomento troppo delicato e quasi offensivo …”

 

Allora parliamo di come sceglie Violetta…

Comincio a novembre a fare qualche opzione, entro i 7 gennaio la scelta ufficiale, poi un cammino intenso di preparazione e formazione : più la signora è preparata e più sarà se stessa e senza preoccupazioni. In questo guscio che ne avvolge le sue giornate di Carnevale, importantissimo è il ruolo della mia piccola squadra e poi la presenza dell’Ufficiale Addetto. Sì, ho dei collaboratori e hanno fatto un così splendido lavoro che vorrei pubblicamente riconoscerlo e ringraziarli: si tratta di due ex Mugnaie come Elisa Gusta e Francesca Vanoni e di due esponenti del Circolo Ufficiali, due gloriosi Ufficiali Addetti come Franco Sabolo e, da quest’anno Giacomo Garello. A loro il compito di vegliare sulla Mugnaia durate il corteo, Garello, che ha chiuso in bellezza le sua “campagne” lo scorso anno, si occuperà in questa edizione dei rifornimenti del Cocchio della Signora. Invece Elisa e Francesca, due Mugnaie amatissime, affiancano la nuova Violetta fin da subito, l’accompagnano con discrezione e saggezza, due consigliere preziose e irrinunciabili.”

E intanto lei custodisce gelosamente il segreto dell’identità della protagonista…

“Certo – stavolta il tono di Frigo si fa sornione – e magari lascio che circolino quei 4 o 5 nomi, fra i quali magari c’è quello giusto, o forse no…”

P

er il Cercamugnaie alla fine quel segreto è una tradizione difesa con orgoglio e puntiglio, ma anche una sorta di gioco raffinato che alla fine accende i riflettori sullo Storico Carnevale, che diventa un appassionante mistero, lui impegnato a disseminare indizi spesso fuorvianti, gli altri, giornalisti in primis, a cercare di intuire il nome vero. Spesso è la famiglia di Violetta a lasciarsi scappare qualcosa di più, talvolta la stessa Signora arriva quasi a tradirsi, altre volte il nome diventa di dominio pubblico per tutta una serie di combinazioni. Ma è vero che ci sono dei precetti e delle raccomandazioni ferree, tipo quella di non partecipare alle giornate come quella di Giovedì Grasso?

Gianpiero Frigo non ha dubbi: “Sì, è vero. Io stesso lo raccomando alla Signora che continua a fare la vita di sempre, ma deve evitare di lasciar trasparire la sua emozione speciale, perché se già è entrata in quel gioco simpatico e pettegolo del cosiddetto “Totomugnaie”, è facile che si scopra, magari inconsapevolmente…”

E allora vediamola in atto questa tattica difensiva del dolce segreto del Carnevale. Noi buttiamo lì una domanda impertinente: ”Circola con insistenza la voce che quest’anno, con quel manifesto che amplifica graficamente la “Vittoria Popolana” della canzone, la Mugnaia sia proprio una “Popolana. C’è qualcosa di vero”?

“La Mugnaia sarà davvero una Popolana, un’Eporediese che lavora con suo marito, una coppia semplice e meravigliosa, lei che si cresce personalmente i figli…”

Ascoltiamo e ci sembra fin troppo facile: sono pezzi di un identikit della Violetta 2015 o un sottile e divertito “diversivo” per proteggere il Segreto di Violetta?

La Mugnaia resta comunque l’unico mistero sempre sul punto di essere svelato, ma che, alla fine, resiste anche nel tempo dei “social” che tutto condividono e rivelano, forse perché per Violetta, simbolo di libertà, si rinnova ogni volta un rispettoso, devoto e gioioso grido d’amore.

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