Come il “Padre”, il “Figlio” e lo “Spirito Santo”, vai però a capire chi sia il padre, il figlio, figuriamoci lo spirito santo. E sono tre i referenti a cinque stelle che s’aggirano sul web e nella posta elettronica. E si comincia dal gruppo che fa riferimento al consigliere comunale Massimo Fresc, unico deputato a parlare e ad esprimere opinioni sulle rosse torri, con tanto di logo del movimento, poi si passa ad Ami5stelle, il meet-up fondato da Valentina Pretato (candidata alla carica di consigliere regionale) che in realtà si definisce meet-up “sì” ma dell’eporediese. E infine ci sono loro. E son quelli di “Oltre Ivrea”. A sentire gli “altri” non rappresentano alcunchè salvo che sè stessi, poi però, qualche confusione l’han già creata, non foss’altro che sul web è ancora intestato a loro il sito ufficiale del “Movimento 5 stelle di Ivrea” in cui a tutta pagina compare come ultima notizia, toh guarda, un articolo sul movimento spaccato in due e pubblicato da questo giornale nell’ormai lontanissimo settembre 2018, e ci scusino i lettori per il quasi scioglilingua. Segue un commento al vetriolo di Paolo Roselli del Mee-up di Ivrea, contro il consigliere comunale Massimo Fresc.
Bene. Ci risiamo. Anche se oggi non si capisce bene chi fa che cosa e chi parla di chi, Paolo Roselli è tornato con un secondo “commento” ancora più al vetriolo. Titolo: “Il carro davanti ai buoi”.
E con chi se la prende? Di nuovo con il consigliere comunale Massimo Fresc ma anche con il consigliere regionale grillino Davide Bono e con l’altrettanto grillino, oggi candidato alla presidenza della Regione Piemonte, Giorgio Bertolo. Il tutto, sembra di capire, nel solco di una tradizione pentastellata in cui uno vale uno, e il tutto non riesce a fare un insieme... Al centro del dibattito il nuovo ospedale di Ivrea
“Ormai - commenta Toselli - comincia a ricordarci il famigerato ponte sullo stretto, che vorrebbe unire Sicilia e Calabria: un’opera assurda, inutile, voluta e sostenuta solo da chi ha degli interessi diretti, sulla loro costruzione. Un ritornello che torna periodicamente, ad accendere e riscaldare l’atmosfera delle genti locali, che cosi hanno di che discutere, almeno per un po’ di tempo. E questa, è l’ultima “bella pensata” di Davide Bono, Consigliere Regionale M5S Piemonte e Vice Presidente della sanità piemontese, che ha riportato alla ribalta il tema, chiedendo alla Giunta regionale, un’analisi cosi/benefici, per la realizzazione del nuovo nosocomio eporediese. Richiesta a cui si accodano, stranamente, Giorgio Bertola, Candidato Presidente Regione Piemonte M5S eMassimo Fresc, Consigliere Comunale M5S nella giunta eporediese....”.
Finita qui? Macchè! E infatti Toselli ricorda a tutti e a chi ha orecchie per intendere che per anni ed anni, Ivrea5Stelle “di cui faceva parte anche Massimo Fresc” ha espresso con forza e chiarezza, che la vera priorità dell’Ospedale di Ivrea, è quella di farlo funzionare bene.
“Come? - si interroga Toselli - Disponendo di personale adeguato, in quanto a numeri e competenze, apparecchiature all’avanguardia, che funzionino al meglio e che, in caso di disfunzioni, vengano riparate o sostituite in tempi accettabili e non biblici. Prestazioni al pubblico, di qualità ed in tempi accettabili e certi....!”
Insomma per “Oltre Ivrea” la costruzione di un nuovo ospedale, rimetterebbe sul tavolo la logica dei vecchi partiti tradizionali, di centrodestra e sinistra, sempre inclini a costruire, spendendo cifre spropositate e consumando suolo che si potrebbe utilizzare molto meglio.
“Cattedrali nel deserto - insiste Toselli - che, se poi non funzionano, beh, pazienza, è trascurabile, perché abbiamo una grande, bella, rilucente costruzione… ma inutile, vuota, e che non funziona.Ossia, mettere il carro davanti ai buoi.
All’indice i ticket, le attese nei pronto soccorso e le strutture private. “Oggi - passa e chiude Toselli - tutti vanno a fare gli esami alla “clinica” perché le liste di attesa all’ospedale sono di molti mesi e uno ha tempo di morire prima dell’esame. E la “clinica”, essendo stata comprata da Berlusconi, ti fa pagare cifre esagerate. Questi sono i problemi a Ivrea, non i muri dell’Ospedale -Parole sante, che speriamo vengano ascoltate da chi, a questo è preposto...”.
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