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IVREA. Ma galeotto non fu il Carnevale

Celestiana Ronchetto

Lei ascolta le domande, sorride di quelle un poco più maliziose, divertita di certo, quasi un poco rassegnata a tutta quella attenzione che si è concentrata su di lei e il suo compagno in attesa di un altro indimenticabile Carnevale. La signora in questione è la dolce e bellissima Cristina Mosca Zonca, già applaudita e ammirata Violetta della Storico Carnevale di Ivrea, bionda e fulgida su quel Cocchio dorato tanto da essere paragonata alla bellezza allora emergente e fresca di Cameron Diaz.

Oggi Cristina, che gestisce il suo noto Atelier per abiti da sposa a San Giorgio Canavese, si prepara ad affrontare una “campagna” carnevalesca che vedrà in un ruolo fondamentale, quello di Sostituto Gran Cancelliere, Marco Adriano, divenuto suo compagno qualche tempo dopo averla accompagnata come Ufficiale nel “suo” Carnevale.

Invece, dal 6 gennaio, l’edizione 2015, sarà il “Carnevale” di Marco, che ha già coinvolto e appassionato tutti con quel verbale di apertura colorato da un tocco linguistico improvviso, quel verbo “trabalzare” usato per definire l’effetto della musica dei Pifferi sulle case della città. Cristina ne è orgogliosa, lo affianca con affetto e complicità,  come emerge dalla sua risposta  quando le chiediamo che effetto faccia tornare in prima fila nella manifestazione più importante  di Ivrea: “ Stavolta sarò solo Cristina – ci dice sicura e serena – io  sarò a fianco di Marco, pronta per qualsiasi sua necessità, ma stavolta tocca a lui. Del resto – aggiunge – Marco ama talmente il Carnevale e la città che questo ruolo è una sorta di coronamento di questa sua grande passione, di questo suo amore per Ivrea”.

Scopriamo allora che arriva proprio da qui quel “trabalzano” di ottocentesca scrittura che ha reso subito originale il suo racconto. “A Marco piace raccontare il Carnevale, è attento ai dettagli, scrupoloso e gli piace far cogliere l’atmosfera più autentica di questa festa e di questa tradizione. Ad esempio, quando ha parlato di case che “trabalzano” si è voluto riferire – precisa Cristina – alle case della vecchia Ivrea e a quel loro avvertire con grande forza ed emozione l’arrivo dei suoni del Carnevale. Noi stessi abitiamo in centro e quel suono improvviso della “timbala” che precede i Pifferi è come se entrasse all’improvviso e con forza nelle stanze di casa.”

In quel “trabalzano” riconosci dunque tante immagini e foto d’epoca del Carnevale: le persiane antiche e le finestre aperte per la gente affacciata ad applaudire il corteo del Carnevale che passa nel cuore di Ivrea, i Pifferi che talvolta avanzano nella neve, i comignoli che fumano, l’aria profumata di arance, il sapore dei piatti “grassi” che si mescola nell’aria invernale. Ricordi di tanti Carnevale che il Sostituto ha saputo richiamare con l’energia di una parola inattesa ed efficace. Interrompiamo i nostri pensieri perché anche Cristina accarezza tanti ricordi: “Essere Violetta è un privilegio,  una fortuna, ma io sono fatta in modo un poco particolare, ho la fortuna di saper custodire i miei giorni più belli in una sorta di cassetto del cuore e della memoria, di riguardarli e riviverli più e più volte, ma di non rimpiangerli, di non provare troppa nostalgia. Per questo – afferma ancora Cristina senza esitazione – se mi chiedete quanto sia difficile tornare alla vita di tutti i giorni dopo essere salita sul cocchio della Mugnaia, vi rispondo che per me non è stato così. Sono stata felice di essere Violetta, è stata un’esperienza davvero unica, ma  poi si è conclusa e io ne conservo un ricordo bellissimo, ma senza rimpianti. Per me i ricordi sono belli, ma non sono occasione di malinconia, è stato così fin da bambina”.

 

 

 

L’amore non è nato a Carnevale

 

 

Del resto, l’amore per il Carnevale è una costante della sua vita: lo era prima di essere Violetta, lo è stata dopo essere stata acclamata come sposa di Toniotto e oggi lo è più che mai al fianco del “suo” amato Sostituto. Qualche anno fa, un settimanale locale “sdoganò”, per così dire,  questo amore sbocciato non senza creare pettegolezzi e mormorii: lei aveva  lasciato il Toniotto che l’aveva seguita dietro il cocchio, Marco adesso è al suo fianco, ma la loro coppia è nata in quel Carnevale in cui Cristina fu protagonista?

”Ebbene no – sorride l’ex Mugnaia – il Carnevale non fu Galeotto, la nostra storia non nacque a Carnevale, me l’hanno chiesto in tanti e io ho sempre chiarito che in quei giorni di Carnevale in realtà non avemmo neppure il tempo per guardarci intorno, tutti si era  concentrati a dare il meglio nel proprio ruolo, ad essere all’altezza del compito cui si è chiamati, onorando il Carnevale e il suo popolo festante. Conoscevo Marco già da tempo per lavoro – spiega Cristina – e solo dopo parecchio tempo prendemmo atto del nostro amore.”

Un amore tenero come tutti gli amori che non hanno avuto vita facile a mostrarsi, ma proprio per questo forti e speciali, come questa coppia che ha attraversato mano nella mano tante giornate di Carnevale e che quest’anno non potrà assistere così vicina applaudendo le Alzate degli Abbà, non potrà abbracciarsi all’uscita di Violetta, assistere stringendosi alla battaglia, aspettare insieme il corteo: Cristina sarà un passo indietro, Marco accanto a Generale Mugnaia, ma i loro sguardi, c’è da scommetterci, si cercheranno, nel nome di un amore che nella città dello Storico Carnevale abita e vive una ormai lunga, intensa e consolidata stagione.

 

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