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IVREA. Fondazione del Carnevale. Cambiano le regole?

Ahh! Quando c’era Gambone… Altri tempi! Una macchina da guerra, capace di mietere sponsorizzazioni a destra e a sinistra. Il Carnevale, con lui, era un’altra cosa… Lo sanno gli eporediesi. E lo sa Gambone, che in una mozione, presentata in Consiglio Comunale martedì sera, se l’è cantata e suonata, elencando tutto quel che non va dell’attuale Fondazione, rimuginando sul Consorzio che non c’è più. Gambone, insieme a Tommaso Gilardini e a Diego Borla, ha invitato a voltare pagina e a dare (“se proprio la Fondazione non si può cancellare…”) maggior margine di scelta al Consiglio Comunale nelle nomine dei componenti del cda, “senza il parere vincolante del Sindaco”. “Basta a nomine di amicizia!” ha inforcato l’ex numero 1 del Consorzio, protocollando agli atti un documento pesantissimo. “Credo che le ultime sei edizioni del Carnevale, che non son state proprio una cosa entusiasmante, esprimano il fallimento della Fondazione creata nel 2009 – ha sottolineato Gambone -. E’ sotto gli occhi di tutti come siano falliti gli obiettivi di valorizzazione storica e culturale. Tutto bene a parole. I membri del cda si sono auto lodati sui giornali, gettando discredito sulla precedente gestione. Solo auto celebrazioni. Colpisce la totale assenza di autocritica. La manifestazione è sempre più povera e sempre più costosa, quando noi l’avevamo portata quasi ad autofinanziarsi”.

Nonostante queste premesse la mozione è stata addirittura approvata, non prima d’aver apportato alcune modifiche al deliberato richiesta dal Pd, in base ai classici puntigli da avvocato del capogruppo Fabrizio Dulla. “Sulla proposta non sono nemmeno contrario – ha infatti esordito quest’ultimo -. Ritengo sia un segno di avvicinamento della città al carnevale coinvolgere i consiglieri nella nomina. Ma ritengo che la nomina del Presidente debba assolutamente restare in capo al Comune“. Poi sì, Dulla ha anche ammesso “che l’edizione 2015 non ha toccato l’apice come le altre edizioni, ma bisogna capire il momento di crisi… ci deve essere una responsabilità pubblica, per cui capisco la riduzione dell’offerta”.

Solo soletto il Sindaco Carlo Della Pepa. Il solo ad essersi astenuto in mezzo a tredici voti favorevoli, e ad aver elogiato, durante la seduta, la Fondazione. Ricordando, per esempio, che grazie a lei “due anni fa la Camera di Commercio ha presentato uno studio sulle ricadute economiche del Carnevale sul territorio“. Continuando a difendere la scelta di piazzare il biglietto di ingresso la domenica (che, checché ne dica la Camera di Commercio, ha drasticamente ridotto la partecipazione in quella giornata semi deserta). Ha sostenuto che, a suo dire, c’è già abbastanza democrazia nelle nomine “scelte in una rosa di nomi individuati dai capigruppo consiliari e dalle componenti del Carnevale“.

Poi è andato all’attacco del Consorzio. “Ancora oggi, e non se ne spiaccia Gambone se glielo ricordo, non riusciamo a chiudere il Consorzio, di cui lui è il liquidatore, perché è ancora in corso un contenzioso“. E poi poi poi, erano anche altri tempi… “Capisco le osservazioni di Gambone ma non ne condiviso neanche una – ha sottolineato Della Pepa -. Le sponsorizzazioni private crescono, calano da parte degli enti pubblici, si aggiungono il biglietto di ingresso, i gadget ed i prodotti in vendita“. Altri tempi anche per quanto riguarda le disposizioni normative. “Abbiam cambiato la figura, inserendo il Presidende, per rispondere ad un dettame di legge e non per sfizio” si è un po’ difeso, ammattendo che non sarebbe possibile dar vita ad una Fondazione 2.0. Intanto perché “al momento non siamo in grado di cambiare lo Statuto, e in più la Fondazione non è una bocciofila, deve essere riconosciuta dalla Regione“. E poi perché, il prossimo anno, il Carnevale inizierà presto. Prestissimo! Il 4 febbraio “ed abbiamo esigenza di avere il nuovo cda operativo per settembre ed ottobre”.

Oh oh! Caspiterina. Tutti d’accordo, allora, ad imboccare l’iter di approfondimento in Commissione, per cambiare le regole delle nomine arrivando ad un testo finale. “E se ce la facciamo bene, altrimenti non si può mettere a rischio la manifestazione…” ha accordato allora Tommaso Gilardini, capogruppo del centrodestra, dopo aver dato manforte, in un primo momento, al collega Gambone, sottolineando che “la posizione del Sindaco creare un disequilibrio di potere“, che “non bisogna essere ostaggi delle competenze” ma che comunque “manca una figura che sia in grado di occuparsi delle sponsorizzazioni, anche se non ha fatto il Generale, la Mugnaia, o non ha tirato su un carro”. Vista la velocità da bradipo del Consiglio, possiamo già star certi, insomma, che le regole non cambieranno tanto in fretta…

Nota a parte è arrivata dal consigliere di maggioranza Duccio Sassano, già critico “sull’ergersi a giudice da parte dell’organizzazione passata“, riguardo allo “strapotere degli aranceri“. “Nessuno – ha fatto notare Sassano, deviando il discorso – ha mai osato mettersi contro l’associazione aranceri, per esempio per chiedere un aiuto nella raccolta rifiuti dopo gli sfarzi del sabato sera”.

Si lavino la bocca i consiglieri quanto vogliono su “tradizione”, “storia”, “cultura”. La verità, e ne ha dato dimostrazione anche l’ultima edizione, è che il Carnevale di Ivrea è Battaglia delle Arance.

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