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IVREA. Dietro la passerella (4^ puntata)

(CONTINUA)

Il 26 gennaio 2015 sono stato finalmente gratificato dal ricevimento dei documenti   finali della contabilità del Lavoro Pubblico della Passerella Ciclopedonale.

Ho potuto apprendere che il certificato di Collaudo Amministrativo era divenuto realtà in data      23 Ottobre 2014, ad oltre un anno dalla inaugurazione del 12 Ottobre 2013. La data di questo importante documento di chiusura di un Lavoro Pubblico pone di fronte a due riscontri. Il primo è immediato e positivo: tutte le anomalie funzionali che potranno manifestarsi  nell’opera realizzata sino alla data del 23 Ottobre 2016, risulteranno a carico dell’Impresa Esecutrice.

Il Certificato di Collaudo ha infatti carattere provvisorio e assume carattere definitivo decorsi due anni dall’emissione del medesimo. Sino a quella data potrà essere persino invalidato nel caso l’appaltatore, che risponde per la difformità e i vizi dell’opera, non ottemperi tempestivamente all’esigenza di eseguire gli interventi opportuni per adeguare l’opera alla corretta regola d’arte o faccia fronte  in tal senso con la garanzia fidejussoria stipulata. Qualora quindi si rilevassero fondate le segnalazioni apparse sui giornali circa le ingiustificate deformazioni del tavolato di calpestio della passerella, che hanno già portato peraltro alla sostituzione di ben 56 tavole, sarebbe compito del Responsabile del Procedimento provvedere a denunciare entro il medesimo periodo il vizio o il difetto. A maggiore garanzia occorre ancora segnalare che anche dopo che il Collaudo diverrà definitivo, l’appaltatore sarà comunque soggetto alla responsabilità decennale di cui all’Art.1669 del cod.civ., ma per anomalie costruttive tali da compromettere la stessa solidità del bene. Il secondo riscontro, più controverso, ci dovrebbe portare a comprendere per quali circostanze un opera che centinaia di Cittadini hanno constatato terminata e interamente praticabile nell’ottobre del 2013, abbia terminato il suo iter inerente alla contabilità dei lavori solo nell’ottobre 2014.

E qui la storia diventa più complessa, entrando in gioco più variabili. Cercherò di renderle comprensibili. Intanto va detto che in questo lavoro la proverbiale capacità di pagare i fornitori in due mesi, sempre vantata dal nostro Sindaco, proprio non si è manifestata.

Anzi, proprio per non rischiare di razzolare almeno una volta come predica, l’Amministrazione ha posto sin dall’inizio una condizione contrattuale che se non è illegale è  comunque particolarmente penalizzante per l’appaltatore. Nel Contratto rep.n. 9081 del 13 Aprile 2012 all’art.3, p.to A – pagamenti in acconto, si attesta che “ la Stazione Appaltante provvede al pagamento dei certificati di pagamento con emissione di mandato entro i successivi 150 giorni”.

Mi chiedo quante Imprese avrebbero potuto accettare una scadenza capestro di questo tipo. Interessante è stato constatare, dalla documentazione fornita, che malgrado questa tempistica i pagamenti hanno comunque sforato in più occasioni gli accordi contrattuali.

Dal confronto effettuato con i documenti messi a disposizione dall’Amministrazione circa le date degli Stato di Avanzamento, dei Certificati e dei Mandati di Pagamento  pare infatti che si evidenzino dei pagamenti che vanno oltre le scadenze previste. Presumo che tali circostanze abbiano causato il pagamento di una quota di interessi che, per quanto di mia conoscenza, devono essere automaticamente conteggiati, anche senza che l’Appaltatore ne richieda la definizione. Il meccanismo dei pagamenti ha verosimilmente protratto il completamento della contabilità dei lavori.

Un dato interessante è fornito dall’importo già incassato dall’impresa esecutrice al momento della inaugurazione della Passerella del 12.10.2013 quando l’opera risultava necessariamente conclusa nelle parti fondamentali: 150.000 euro rispetto ai complessivi 2.102896,98 di euro per i lavori risultanti a seguito delle varianti. Era ovvio che è stato necessario prolungare la durata dei lavori per permettere alle casse comunali di procedere al saldo dell’importo dovuto.

Ma questi soldi non dovevano essere disponibili al momento dell’affidamento dei lavori stessi, considerato che rientravano nel Piano di Investimenti del Bilancio Pluriennale Comunale 2011-2013? Certo all’Amministrazione ha fatto molto comodo potere disporre di un Appaltatore che evidentemente non ha fatto una piega a queste condizioni fortemente penalizzanti nel caso di un’opera con forte incidenza di  fornitura di materiali quali calcestruzzo, acciaio e legname oltre che della indispensabile manodopera. La lettura della documentazione conclusiva del lavoro Pubblico induce ancora una perplessità.

Né il Collaudo Statico, né il Collaudo Amministrativo forniscono indicazione sulla certificazione, sull’attestazione di qualificazione del legname usato per l’assito dell’impalcato. Dimenticanza, svista, carenza?

Ce lo chiariranno certamente le risposte scritte che faranno seguito ad un puntuale documento che verrà presentato al Consiglio Comunale dalla LISTA DEI CITTADINI, in collaborazione con altre Liste e che racchiuderà quanto è emerso da queste quattro lunghe puntate che hanno affrontato molti aspetti della realizzazione dell’unica opera pubblica dell’Amministrazione di Ivrea di questi ultimi dieci anni. Scommetto che ne torneremo a parlare!

 

Passerella 1

Passerella 2

Passerella 3

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