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IVREA. Dalla piscina di Arè (1991) ai funerali di Baleno a Brosso

Edoardo Massari (detto Baleno) nasce il 4 aprile 1963 in una famiglia operaia originaria di Brosso (Valchiusella), sin da adolescente frequenta i centri sociali anarchici, cominciando con El Paso, dove sarà  coniato il suo soprannome: Baleno.

Particolarmente attivo, partecipa a diverse iniziative degli squatters, anche fuori Piemonte: ad Aosta con il collettivo Piloto Io, a Roma con gli occupanti in Piazza dei Siculi, ad Alessandria al Forte Guercio, a Cuneo al Kerosene Occupato e alla Scintilla di Modena.

Nel 1991, ad Arè, frazione di Caluso, è tra gli occupanti della piscina comunale. La gente li descrive come drogati rumorosi e i giornali si schierano contro.

Nel gennaio del 1992 i carabinieri procedono con forza allo sgombro e qualche giorno dopo, in segno di protesta, Baleno si incatenerà nella piazza centrale di Caluso e defecherà  pubblicamente sulla bandiera italiana. Il processo per Baleno si concluderà con una condanna a 7 mesi e 15 giorni per «interruzione di pubblico servizio e oltraggio a pubblico ufficiale».

Torna protagonista delle cronache nel giugno del 1993.

Si reca in ospedale per farsi medicare una lieve ferita. Dice ai medici che gli è esplosa in mano una bomboletta di gas che gli serviva per gonfiare le ruote delle biciclette.

I Carabinieri non gli credono e mentre lui è ancora in ospedale, si recano nella sua officina e trovano 40 grammi di polvere da sparo. Baleno viene arrestato. Per i giornali è un pericoloso “terrorista”, che non lavora, che non si sa bene che cosa faccia e che stava per compiere degli attentati.

Dopo 6 mesi di detenzione preventiva, scioperi della fame e manifestazioni varie, Edoardo Massari viene condannato a 2 anni e 8 mesi, a cui si aggiungeranno altri 4 mesi per oltraggio nei confronti di una guardia carceraria durante la detenzione preventiva.

Nel dicembre 1993 si tiene una manifestazione in sua solidarietà a Ivrea. Il corteo parte senza incidenti, ma a metà percorso il questore intima ai manifestanti di posare le bandiere e di non lanciare più petardi. I manifestanti lo irridono e non obbediscono, parte la carica e per una volta sono le forze dell’ordine ad avere la peggio. Il corteo terminerà senza altri incidenti ma il processo per questi scontri si concluderà il 21 aprile 1998, con la condanna di tutti gli imputati.

Uscito dal carcere nel dicembre 1996, Baleno va ad abitare all’Asilo Occupato di via Alessandria, a Torino. Ai primi di settembre del 1997, insieme, tra gli altri, ai compagni ed amici Silvano Pelissero e l’argentina Maria Soledad Rosas (Sole), si trasferisce alla Casa di Collegno, che si trova all’interno del parco del manicomio di Collegno (occupato dal 1996).

Ma è durante una vacanza alle Isole Canarie, che tra Sole e Baleno nasce l’amore. La felicità dura poco: il 5 marzo del 1998 Silvano Pelissero, Edoardo Massari e Maria Soledad Rosas, vengono arrestati. L’accusa è di appartenere all’organizzazione eco-terrorista, i “Lupi Grigi”, responsabile di una serie di attentati in Val Susa contro la linea ad alta velocità  Torino-Lione.

All’alba di sabato 28 marzo, secondo la versione ufficiale, Edoardo Massari viene trovato agonizzante, impiccato con le lenzuola alla sua branda del carcere delle Vallette. L’11 luglio si suiciderà  anche la sua amata Maria Soledad Rosas.

La Torino Lione

Una stagione di lotte contro la Torino-Lione. Una battaglia che a distanza di vent’anni non si è ancora conclusa. «Sole», «Baleno» e Silvano. E i sabotaggi ai danni del Tav. Il primo a Bussoleno, il 23 agosto ‘96, quando due molotov vengono lanciate contro una trivella della società che effettua i sondaggi nel terreno su cui dovrà passare la nuova linea ferroviaria. L’ultimo a Rosta, il 10 novembre dell’anno successivo, quando una bombola di gas da 25 chili viene abbandonata lungo la Torino-Modane. In mezzo, altri dodici attentati nei confronti di un’opera mai troppo amata nella piccola valle che si affaccia sulla Francia. Tutti i sabotaggi vengono attribuiti ai tre anarchici fermati il 5 marzo, l’accusa è di «associazione terroristica con finalità eversive». «Sole», «Baleno» e Silvano diventano gli «eco-terroristi», mentre la firma «lupi grigi» compare per la prima volta a Giaglione, l’11 marzo ‘97, in un volantino abbandonato sul portone della chiesa di San Vincenzo, danneggiata da una bomba. «Lupi grigi», come l’organizzazione di estrema destra turca alla quale appartiene l’uomo dell’attentato al Papa, Ali Agca.

Nel 2002 la Corte di Cassazione di Roma, in seguito al ricorso presentato da Silvano Pellissero smonterà le tesi dei pm torinesi Maurizio Laudi e Marcello Tatangelo.

Non si trattava di un’associazione terroristica, ma di tre persone che al massimo si erano macchiate di reati comuni. Venendo a cadere l’accusa più grave (le finalità  eversive e terroristiche dei reati contestati) la Corte d’Appello di Torino ridurrà la pena per Silvano a 3 anni e 10 mesi.

I funerali a Brosso

I funerali a Brosso di Edo Massari sono una vera e propria carneficina. Cinque giornalisti e un cameraman delle reti Mediaset aggrediti. I giornalisti aggrediti sono Fabrizio Ravelli (la Repubblica), un inviato del Manifesto, uno de L’Unità, uno di Rete 4 e il collaboratore de La Sentinella e dell’Ansa Daniele Genco che ebbe la peggio. Arrivato senza problemi nei pressi della chiesa un’ora prima dei funerali, a un certo punto viene riconosciuto, circondato, picchiato e poi trasportato dietro la chiesa, gettato a terra e preso a calci.

La nascita del Fai

E’ legata al suicidio di Maria Soledad Rosas (“Sole”) e di Edoardo Massari (“Baleno”) la nascita  della ‘Fai’, “Federazione  Anarchica italiana” a cui si collegano, dal 2003 al 2016, la consegna di una lunga serie di pacchi bomba a magistrati e giornalisti. A Romano Prodi, Sergio Cofferati, Sergio Chiamparino, ai quotidiani La Repubblica e La Stampa, alle Lega, alle Ambasciate di Svizzera, Cile e Grecia, a Equitalia, Deutsche Bank. Infine sempre al Fai si fa riferimento in occasione del ferimento nel 2012 di Roberto Adinolfi amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare di Genova, accusato di aver favorito il rientro del nucleare in Italia.

E si comcincia
a parlare
dell’Alta Velocità
Torino-Lione

Sole e Baleno sono il soprannome di due anarchici italiani. Edoardo Massari (Torino, 1963), e Maria Soledad Rosas, morti suicidi a pochi giorni di distanza. L’11 Luglio lei, il 28 Marzo lui. E’ Maria Soledad che scrive nell’ultima lettera, prima di suicidarsi: “Compagni, la rabbia mi domina in questo momento. Io ho sempre pensato che ognuno è responsabile di quello che fa, però questa volta ci sono dei colpevoli e voglio dire a voce molto alta chi sono stati quelli che hanno ucciso Edo: lo Stato, i giudici, i magistrati, il giornalismo, il T.A.V., la Polizia, il carcere, tutte le leggi, le regole e tutta quella società serva che accetta questo sistema”. La questione del Tav Torino-Lione è una vicenda più che ventennale. Le prime notizie di un dibattito sulla necessità di un collegamento ferroviario transfrontaliero ad Alta Velocità risalgono infatti al 1988-89. Il 5 marzo 1998 gli anarchici Silvano Pellissero, Edoardo Massari e Maria Soledad Rosas venivano arrestati con l’accusa di appartenere all’organizzazione paraterrorista “lupi grigi”, considerata responsabile degli attentati in Valle di Susa. Ai funerali di Baleno la partecipazione del vescovo di Ivrea, monsignor Bettazzi e di don Luigi Ciotti non impedisce il pestaggio dei giornalisti. Il 5 aprile dello stesso anno cinquemila tra anarchici, autonomi e squatter invadono Torino con un corteo di protesta e si scagliano contro il costruendo “Palagiustizia” e il carcere delle Nuove.

IL FILM

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