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Capirone con il sindaco
Capirone con il sindaco

IVREA. Il Comune paga con i voucher. E scoppia la polemica

“Vergogna!” s’alza alto il grido di chi siede in minoranza. “Anche il Comune di Ivrea, nel 2016, ha utilizzato i voucher”.

Saranno anche serviti per coprire delle buche sulle strade e per dei lavori di tinteggiatura, ma è successo proprio nel bel mezzo di una polemica politica sull’utilizzo improprio di questa forma di pagamento che  – lo dicono anche autorevoli esponendi del Partito Democratico – ci  sta rendendo tutti, giorno dopo giorno, sempre un po’ più schiavi.

Se ne sono accorti (toh guarda!) due consiglieri comunali di minoranza Alberto Tognoli e Francesco Comotto. Se ne sono accorti e adesso non hanno per nulla intenzione di mollare la presa, anche perchè ci sarebbero, minimo minimo, un paio di questioni da sottolineare.

La prima è che l’impiego del voucher è da considerarai vietato nell’esecuzione di appalti pubblici o servizi, tanto è vero che un imprenditore non potrebbe,  per legge, utilizzarli per retribuire la propria manodopera.

S’aggiunge la “concorrenza sleale” al privato che per chiudere le buche spenderebbe in stipendi non meno di 27  euro all’ora contro i 10 euro del voucher e i 7,50 euro netti, in tasca al lavoratore

“Porteremo la questione fin dentro al consiglio comunale – ci dicono – Metteremo sotto accusa l’assessore…”.

La bomba è scoppiata in seguito ad un articolo pubblicato sull’ultima edizione del giornale “Notizie in Comune”, proprio a firma dell’assessore Enrico Capirone.

“Abbiamo appreso  – stigmatizzano Tognoli e Comotto che il comune di Ivrea ha eseguito, nel 2016, alcuni  importanti interventi di manutenzione con 8 cottimisti, affiancati da 4 cantieristi….Un costo coperto in parte da un contributo della Compagnia di San Paolo e in parte dal Comune…”.

Il bello è che il “giornalista” Capirone se ne vanta e pure un sacco, tanto da annunciare “voucher” a pioggia pure nel 2017

“Sarà legale – stigmatizzano Comotto e Tognoli – ma è surreale.  C’è una Banca che ci dà dei soldi e il Comune li utilizza per pagare la manodopera con i voucher. Quel che manca è la sensibilità per valutare ciò che è opportuno da ciò che non lo è, evitando di  arrivare a situazioni paradossali come è capitato al Comune di Gorizia che ha bandito l’uso di voucher per il servizio di trasporto dei defunti  con il “progetto feretro”. 

Insomma, questa cosa qui, l’assessore Capirone, non la doveva proprio fare, ancora peggio se è andato in giro pavoneggiandosi di averla fatta.

Perchè sarà anche vero che la crisi occupazionale può e deve spingere un’Amministrazione comunale ad intervenire in modo diretto per creare occasioni di lavoro il cui intento è sicuramente giusto e condivisibile, ma non così.

“Il Comune di Ivrea  – aggiungono i due – soprattutto in questo momento storico,  dovrebbe perseguire efficaci politiche del lavoro e continuare a svolgere, funzione di incontro tra domanda ed offerta lavorativa, non certo  manodopera a basso costo. I voucher non possono essere considerati una vera e propria politica attiva del lavoro, non costituendo né una formazione per un successivo nuovo inserimento nel mondo del lavoro, né il presupposto per una futura trasformazione del rapporto di lavoro in un rapporto di lavoro stabile, considerato che, come noto, il comune potrà eventualmente assumere solo attraverso concorso…”.

Insomma, senza girarci troppo intorno, l’operazione made in Capirone sa un po’ di “sfruttamento”. Ed è vero che grazie a questo escamotage si sono fatte cose che non si sarebbero potute fare, comunque non con quei costi e in quei tempi.

“Ed è – concludono Tognoli e Comotto  – lo sfruttamento economico della forza lavoro, proprio da parte di chi, per definizione, dovrebbe essere un esempio virtuoso nella gestione del lavoro stesso…”.

I due consiglieri comunali chiederanno al Sindaco e alla Giunta di sostituire i voucher con altre tipologie di contratto: lavoro a chiamata, contratto a termine, part time, che possano supportare il mondo del lavoro senza incrementare precariato e disoccupazione.

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