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IVREA. Cento anni fa la nascita dei fasci di combattimento

Venerdì 3 maggio alle ore 21:00 presso la sede provvisoria dell’Unuci sezione di Ivrea in via Aldisio 12/a (sede Marinai d’Italia) a Ivrea, il regista Stefano Viaggio di Aosta, socio aggregato dell’Unuci di Ivrea, presenta il suo documentario “Il Fascismo 1919 1922 – La politica come continuazione della guerra con altri mezzi – Immagini, testi e riflessioni sulla controrivoluzione borghese”

Un documentario – a 100 anni dalla nascita dei fasci di combattimento a Milano – per capire come il Fascismo in pochi anni riuscì a conquistare il potere in Italia, vuole essere da stimolo per una riflessione sui pericoli del ritorno di forme e organizzazioni fascistizzanti che si manifestano oggi nella lunga e travagliata crisi della società italiana ed europea.

Perché il fascismo fu in grado di vincere? Era scontata la sua vittoria nell’Italia del primo dopoguerra? Quali furono gli errori delle forze politiche che si opponevano al fascismo o che non volevano vedere in esso un rischio mortale per la democrazia?

A queste e ad altre domande cerca di rispondere il documentario di Stefano Viaggio, che contiene anche testi e riflessioni di personaggi che vissero quel momento storico in Italia (Antonio Gramsci, Piero Gobetti e altri) o che l’hanno analizzato a posteriori, come lo storico e biografo di Mussolini, Renzo De Felice.

Il repertorio fotografico del documentario è tratto principalmente da “Storia della rivoluzione fascista”, un’opera in cinque volumi di Giorgio Alberto Chiurco pubblicata nel 1929 con il patrocinio del regime. Le fotografie si giustappongono ad immagini dei nostri giorni in un’Italia profondamente cambiata, ma che porta ancora visibili le tracce di quel regime e dei messaggi che inviava agli italiani.

Su quel periodo che vide il tramonto dello stato liberale, nato dal Risorgimento e segnato da grandi ingiustizie sociali e da spinte antidemocratiche, è importante riflettere per comprendere non solo gli errori compiuti dalla sinistra e dalle forze democratiche, ma per capire come in una società turbata e inquieta basti una minoranza agguerrita e determinata per segnare le sorti di un intero popolo. E’ questa una riflessione che va attualizzata in un lavoro di ricerca e di aggiornamento diretto soprattutto alla generazione più giovane che, purtroppo, oggi si trova priva di strumenti adeguati per la comprensione di un fenomeno complesso e pericoloso come il fascismo, sotto qualunque forma si manifesti.

L’accesso è libero a tutti fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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