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IVREA. Il “Branco Selvaggio”

Nel ricordo di Ricky Mantoan, scomparso esattamente un anno fa, un evento live del “Branco Selvaggio”. E’ in programma il prossimo 14 Dicembre al Teatro Giacosa. E ci saranno  Luciano Costa e Maurizio Strappazzon alla chitarra, Beppe d’Angelo alla batteria e Dario Zara al basso. Si aggiungeranno i contributi letterari, fotografici e video di musicisti italiani ed americani che hanno suonato con lui, il tutto curato da Gloria Berloso. Ospite d’eccezione Luigi De Gregori “sancta santorum” del gruppo. Lo abbiamo incontrato in una sala prove nei dintorni di Ivrea.

“Mi esibisco di solito da solo, ma è un piacere venire qui ad Ivrea per suonare con il Branco Selvaggio, specialmente in questa occasione” ci dice e la voce subito tradisce la fratellanza con il più giovane Francesco, e la scelta di usare per decenni solo il cognome della madre, Grechi, segno di distinzione della propria originalità.

Una camicia a quadrettoni, un paio di jeans, stivali da cow-boy, capelli lunghi e un pizzo folto, lungo e appuntito, da uomo della frontiera d’altri tempi. Un “Kit Carson”, insomma.

Come hai conosciuto Ricky Mantoan?

“Lo incontrai nei primi anni ’80 da Paolo Carù a Gallarate, un posto in cui trovi i dischi più incredibili (il miglior negozio di dischi del mondo, secondo il “Guardian”). Lo guardai a lungo, biondo, vestito da hippy con tutte le frange e monili orientali addosso. Lo trovai subito molto più bello di me! Così venni a sapere della sua pedal steel guitar….. Decidemmo di suonare insieme. All’epoca abitava ancora a Palazzo Canavese. Si provò per giorni interi, e alla fine diventammo un duo fisso. Certo mi ricordo che – povero Ricky – all’epoca io ero molto, diciamo “selvaggio”… e dopo le prove continuavo a parlare e capivo perfettamente che Ricky non vedeva l’ora di toccare il letto e io magari lo intrattenevo fino alle 5 di mattina! Eppure quante volte arrivato da lui a Palazzo per provare, poi mi fermavo anche quattro o cinque giorni ospite a casa sua….. Sì, mi rendo conto di essere stato anche un tormentone per il povero Ricky, ma stavo bene con lui. Suonavamo tanto in Piemonte, Lombardia, nel Nord-Est Italiano ed anche all’Estero.  Era un vero piacere essere insieme a lui sul palco; il gusto e la sua completezza musicale ci permettevano di esibirci in duo senza avvertire la mancanza di altri strumenti.

Ricky però non amava i lunghi viaggi, solo una volta riuscii a portarlo nel Sud Italia in Tour. A Brindisi  lo feci incontrare con Renzo Bagorda, un altro virtuoso della pedal steel. Loro due erano i migliori in Italia e forse in Europa….per la prima volta due pedal steel furono in concerto insieme, fu veramente un evento memorabile!”

Quale è stato il lavoro più conosciuto?

“Io avevo scritto la prima versione de “Il bandito e il campione” inserita nell’album “Azzardo”. Gli sottoposi il mio progetto e lui accettò la mia proposta. Si mise subito all’opera, suonò tutti gli strumenti, curò gli arrangiamenti, e preparò lo strumentale completo. Fu un lavoro che veramente fece tutto da solo; poi registrammo le parti vocali e corali così il master fu pronto per la “stampa”su musicassette. Ricordo che partimmo per il Friuli con 500 cassette di “Azzardo” appena ritirate dalla produzione. Durante il viaggio in auto, per verifica e scrupolo, ne ascoltammo una: mancavano 4 battute del primo brano! Allora ne aprimmo un’altra, e un’altra, e così via: erano tutte con un problema di sincronia sulla partenza dei brani. Ormai eravamo in viaggio e niente ci avrebbe ostacolato. Dovemmo farcele riprodurre tutte dalla casa discografica, naturalmente a loro spese.

Cosa ti aspetti dal concerto del 14 Dicembre a Ivrea?

Di sicuro una bellissima serata! Sono fermamente convinto che Ricky abbia lasciato un segno profondo in molte persone che lo hanno conosciuto ed ascoltato. Credo che tutti quelli che hanno imparato tanto musicalmente da lui, saranno qui per lui. Suonerò con grande piacere insieme al Branco Selvaggio “Il bandito e il campione” e “Tutta la verità su Manuela”,  (presenti su “Azzardo” ndr.) e poi….. ci sono delle belle cose in cantiere…….. L’evento è stato anche appoggiato dall’amministrazione comunale di Ivrea ed è una cosa molto bella che ci sia interesse per questo personaggio, un pochino schivo e riservato, ma che ha dedicato tutto alla musica. Tanti musicisti hanno iniziato a suonare sin dalle prime note con lui; ha formato numerosi gruppi nel corso della sua intensa attività musicale apprezzata e conosciuta in Italia, all’estero e anche oltre Oceano. Per esempio Alessandro Valle che prima suonava con Little Tony e poi con me nel mio gruppo la “Bandaccia”, volle conoscerlo. Mentre svolgeva il servizio militare a Casale Monferrato, veniva da Ricky a Palazzo per prendere lezioni di Dobro e Pedal Steel Guitar. Al termine della ferma militare, ritornò a casa a Roma e continuò le lezioni “a distanza” con Ricky, telefonicamente ed a mezzo posta. Un giorno mio fratello (Francesco ndr.), dopo averlo sentito suonare a casa mia,……. me lo portò via…..ma sono contento per lui, e ancora oggi fa parte della Band di Francesco.  Penso che anche lui sarà con noi al Teatro Giacosa, tra una data e l’altra del Tour con Francesco. Poi non dimentichiamo che Ricky Mantoan ha scritto l’unico metodo in Italia per  Pedal Steel Guitar, attualmente ancora inedito. A me piacerebbe che ogni anno si svolgesse un festival dedicato proprio alla Pedal Steel Guitar……. vedremo in questo prossimo futuro.”

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