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IVREA. Botanical Shakespeare con i Bardi del Liceo Botta

Cento petali di rosa adagiati dolcemente al suolo, lussuosi drappi di velluto rosso collocati a decorare l’interno: ecco l’accoglienza riservata al fortunato visitatore che, nei giorni tra mercoledì 23 e lunedì 28 maggio, si è recato nella Sala Santa Marta ad Ivrea.

In questa occasione, infatti, si è tenuta l’affascinante mostra ‘Botanical Shakespeare’, un’originale lettura della produzione shakespeariana che ha posto l’accento sugli innumerevoli, e in parte inaspettati, riferimenti alla flora presenti nelle opere del drammaturgo inglese.

Traendo spunto dall’omonimo libro Botanical Shakespeare, i ‘Bardi di Ivrea’ del Liceo Botta coordinati da Patrizia Barone, in collaborazione con l’associazione ‘Amargine’ e l’ex bottiana Diletta Carando, attualmente studentessa all’Università di Warwick, hanno realizzato diversi pannelli riproponendo i disegni presenti nel volume.

Questi ultimi, raffiguranti fiori, frutti, erbe e radici citati nei testi shakespeariani, sono stati successivamente messi in relazione con i personaggi del celebre ‘A Midsummer Night’s Dream’. Un attento e appassionato lavoro di ricerca che ha fornito suggestive corrispondenze e nuovi spunti di riflessione, attraverso una chiave interpretativa originale ma sempre fedele al testo.

L’esposizione è stato completata dalle opere ispirate al Bardo di Stratford, realizzate su carta nepalese, dell’artista contemporaneo Sergio Carando, aventi come soggetto Puck, Fajry, Titania e Oberon. Le figure, fluttuanti in uno spazio e tempo indefiniti e caratterizzate dalla brillante cromia, hanno catturato l’attenzione dello spettatore, invitandolo a prendere parte a quel mondo fantastico.

Firmate Sergio Carando anche le dodici figurazioni ispirate alle più famose opere teatrali di Shakespeare, riunite in un prezioso calendario. Attraverso queste composizioni, dai motivi geometrici e dalle tinte intense, completate con l’applicazione di lamine bronzee, auree e argentee, l’artista è riuscito a tradurre in forma e colore le parole del poeta inglese, giungendo alla perfetta sintesi tra preziosismo e vivacità cromatica.

Del medesimo autore, infine, le stoffe a motivi floreali realizzate con la tecnica batik, utilizzate per creare costumi di scena.

A tal proposito, presenti anche alcuni bozzetti di abiti scenografici ideati e realizzati dalla Professoressa Pina Pucci, docente presso il Liceo Botta. A coronare l’allestimento della sala, un enorme ritratto dell’illustre scrittore, interamente realizzato in lego, ha preso posto sulla destra. I ben tredicimila pezzi posizionati a mano, frutto di un meticoloso lavoro firmato Loris Franchi del gruppo ‘Bricks addicted‘, hanno composto l’effige del drammaturgo evidenziandone i tratti fisionomici mediante un vincente accostamento di tinte sgargianti. Il risultato ottenuto, un omaggio in chiave moderna al celeberrimo drammaturgo, è stato di vibrante espressività e grande immediatezza comunicativa.

Il percorso del nostro fortunato visitatore si è quindi concluso con l’esposizione di alcuni antichi strumenti evocanti i mechanicals – artigiani goliardici di ‘A Midsummer Night’s Dream’- protagonisti  di quel metateatro tanto caro al poeta inglese.  Esposte, inoltre, le scenografie candide e minimaliste progettate dall’architetto Silvia Barbiroglio e, accanto ad esse, alcuni costumi della rappresentazione teatrale del 29 maggio.

Inedita l’idea di organizzare una mostra in anteprima allo spettacolo e vincente la scelta di affiancare all’esposizione un concerto, tenutosi venerdì 25 maggio, che ha visto la partecipazione dei maestri Magnoli e Porrati, impegnati anche nello spettacolo teatrale.

È in quest’ultima occasione che i ‘Bardi di Ivrea’, con una straordinaria interpretazione, hanno dato voce a quelle forme e colori pregustati nell’esposizione.

Martina Gueli

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