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IVREA. Asilo esclude bimbe non vaccinate. Madre fa lo sciopero della fame

Prosegue fuori dalla materna privata Villa Girelli di Ivrea il presidio di Chiara, la madre delle gemelline che oggi sono state escluse da scuola perché non vaccinate. La donna, che ha trascorso la giornata nel cortile dell’istituto per contestare il provvedimento, e che ha iniziato uno sciopero della fame, si è spostata in un parcheggio vicino alla materna. Sull’auto ha messo due cartelli per spiegare le motivazioni della protesta. Una decina di persone l’ha raggiunta per esprimerle solidarietà. “Andiamo a sostenerla, la sua protesta deve essere anche la nostra”, è scritto in un messaggio che alcuni genitori stanno facendo girare sui social.

Primo giorno di scuola tra le proteste in una materna privata di Ivrea. La madre di due gemelline di tre anni ha iniziato lo sciopero della fame contro l’istituto che ha escluso le sue bambine perché non vaccinate. Contro il provvedimento la donna ha anche indetto un presidio nel cortile dell’asilo, il Villa Girelli. “Porterò avanti lo sciopero sino quando non verrà trovata una soluzione. Sino a quando le mie bambine non avranno il loro armadietto”, annuncia la donna in un video su Facebook. Il filmato è stato ripreso dalla consigliera regionale M5S Francesca Frediani. “Non si doveva arrivare a questo punto – commenta la pentastellata sempre sui social -. L’esasperazione dei rapporti tra scuole e famiglie è un grande fallimento di una politica che ha solo saputo imporre anziché comprendere e dialogare”. La madre è rimasta nel cortile della materna tutto il giorno, con la polizia che sin dalle prime ore del mattino ha assicurato il regolare svolgimento delle lezioni. Alle sue figlie, spiega, mancano solo alcune profilassi, per lei facoltative, come quella contro il morbillo. “Ho presentato un’istanza all’Asl per avere chiarimenti e mettermi in regola. E questo – sostiene – mi dà diritto a poter entrare”. Il braccio di ferro con la direzione della materna, in realtà, va avanti da tempo. E l’esclusione delle due bimbe era annunciata. Lo scorso giugno la scuola aveva infatti inviato una lettera alla madre per informarla che le gemelline non sarebbe state ammesse. “Non sono in regola con le vaccinazioni”, aveva scritto e ribadito l’istituto. Ma oggi la madre si è presentata lo stesso, prima della campanella, tenendo per mano le due bimbe. “Possiamo entrare comunque”, ha ripetuto. E dal cortile non si è più mossa. “Abbiamo sempre cercato il dialogo e non lo scontro. Non è una questione nuova. Applichiamo la cosiddetta legge Lorenzin”, spiega l’avvocato Federica Ranieri che in questa vicenda rappresenta la scuola. Il legale cerca di riportare la discussione su toni pacati, di spiegare il perché le due bambine non hanno potuto entrare in classe. “Questi problemi si affrontano nelle aule dei tribunali, non all’asilo davanti ai bambini. Per confrontarsi ci sono le sedi opportune – ribadisce – senza dover cercare lo scontro nel cortile di una scuola”.

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Un commento

  1. Concordo con Francesca Frediani, siamo testimoni del più grande fallimento della politica dei partiti di sinistra e non ci sono dubbi che si poteva benissimo evitare tutto questo anche perché non siamo e non siamo mai stati in stato di epidemie e di emergenze tali da giustificare tali provvedimenti. La mia perplessità è un’altra: forse la pantastellata si sta dimenticando che sta succedendo questo mentre loro sono al governo già da più di un anno ed hanno avuto ampiamente il tempo e le condizioni per mantenere la loro promessa elettorale e cancellare l’obbligo… tutto sommato sono stati votati soprattutto per questo. E loro lo sano certo che lo sano altrimenti non starebbero attaccati alle poltrone pronti ad allearsi con chiunque a qualunque
    condizione.

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