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IVREA. Arriva la coppa del mondo di canoa. Gratis il museo Garda

La Città di Ivrea, dal 1° al 3 settembre, sarà ancora una volta la capitale mondiale della canoa slalom con la quarta prova della Coppa del Mondo 2017, evento dell’International Canoe Federation (ICF). Lo Stadio della Canoa di Ivrea farà parte quindi del circuito 2017 delle gare di Coppa del Mondo che viene assegnata al termine di un circuito di 5 gare che si disputano nei canali d’acqua mossa più importanti del mondo.

In gara ci saranno oltre 250 atleti in rappresentanza di 25 nazioni che si confronteranno nelle 5 categorie della canoa slalom moderna: Kayak maschile (K1M), Kayak femminile (K1W), Canadese maschile (C1M), Canadese femminile (C1W) e Canadese biposto maschile (C2M).

Il programma prevede anche la spettacolare gara di “Slalom Cross”, una prova di slalom ad eliminazione sulle rapide di IV grado dello Stadio della Canoa.

“Lo Stadio della Canoa Città di Ivrea – dicono gli organizzatori  è stato scelto come sede di questo importante evento in quanto espressione vincente del connubio sport/città/natura. Proprio il successo dei Campionati del Mondo di Canoa Discesa Ivrea 2008 ha portato alla ribalta del mondo l’immagine della Città, l’unica al mondo ad essere attraversata in pieno centro da un percorso di acqua mossa di alto livello…”.

E tra le tante iniziative messe in campo dall’Amministrazione una in particolare merita un richiamo: l’apertura gratuita del Museo Garda.

“La decisione di aprire le porte del Museo Garda gratuitamente in occasione delle gare internazionali di canoa – sottolinea l’Assessore Andrea Benedinovuole essere il benvenuto della città ai numerosi atleti e accompagnatori che da tutto il mondo raggiungeranno Ivrea la prossima settimana, e rappresenta senza dubbio anche un’imperdibile occasione di promozione turistica del nostro territorio”.

Oltre le collezioni permanenti i visitatori potranno ammirare il nuovo allestimento della collezione orientale Kisetsu. Il senso delle stagioni.

I preziosi oggetti, le lacche, i bronzi, i tessuti sono disposti secondo le stagioni evocate nei decori e rappresentate nelle immagini. Il percorso permette così di apprezzare forme, materiali e tecniche diverse unite dall’appartenenza a una stagione, che nella cultura orientale si carica di significati e simbolismi di profonda spiritualità.

La sensibilità della cultura giapponese è percorsa dalla malinconia della non permanenza, dal gusto per le emozioni sottili, dalla vibrazione della vita piuttosto che dalla staticità e immutabilità. La particolare attenzione alla natura e al fluire delle stagioni è espressione di questa percezione estetica, nella vita come nella cultura.

Il museo ospita anche sino al 9 dicembre la mostra Lorenzo Mattotti: Ghirlanda e altri mondi. 

I lavori di Lorenzo Mattotti sono pubblicati e esposti in tutto il mondo; collabora con Le Monde, il New Yorker e altre riviste internazionali.

Disegnatore, pittore, illustratore, viaggiatore e molto altro ancora, Lorenzo Mattotti, attraverso le sue opere in bianco e nero o le sue tavole coloratissime, trasporta spesso il visitatore in mondi eclettici e surreali.

Il percorso della mostra eporediese si articola in quattro sezioni legate proprio a questi mondi, le prime due sono incentrate su classici della letteratura italiana L’Orlando Furioso e Pinocchio, per proseguire nel monto fantastico del Mistero delle Antiche Creature.  Conclude la sezione dedicata all’ultimo sforzo creativo di Mattotti durato ben dieci anni Ghirlanda, dove i disegni in bianco e nero dell’illustratore si uniscono ai testi di Jerry Kramsky.

“La mia attività può anche sembrare disordinata e senza un centro ma, se guardo meglio, mi sembra di vedere una coerenza: la ricerca costante dell’immagine che non descrive ma illumina, un’immagine che ci apre le porte di un mondo segreto. Poi, certo, io sono uno che sconfina sempre, da un genere all’altro, da una tecnica all’altra, ma proprio questo movimento in molte direzioni mi ha permesso di esplorare il mondo delle immagini in piena libertà.” Queste parole di Mattotti illustrano in modo molto chiaro il suo pensiero e il fil rouge della mostra.

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