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Luigi di Maio

IVREA. Affondo Di Maio anti-Lega: “Sta con chi nega Olocausto”

“Preoccupa una Lega alleata con l’ultradestra, con chi nega l’Olocausto”. Con queste parole Luigi Di Maio, che riceve la risposta rabbiosa di Luca Zaia (“Chi tocca un ebreo tocca uno di noi”), dà il via ufficiale alla campagna per le Europee. Una campagna senza esclusioni di colpi, dove il vicepremier M5S e il suo alleato Matteo Salvini saranno sempre più avversari, con il rischio di portare ai minimi l’attività di un governo in costante tensione. Salvini lunedì a Milano lancerà la sua campagna sotto il claim “Verso l’Europa del buonsenso. I popoli rialzano la testa”. Con lui ci saranno Alternative for Deutschland, i Veri finlandesi e il Partito del popolo danese: le punte di diamante, insomma, della destra europea con cui Salvini chiuderà la campagna a metà maggio, in una mega-manifestazione a Milano. E con lui, allora, ci saranno tutti, anche Marine Le Pen. Con la quale ha avuto oggi un “cordiale incontro” a Parigi, a margine del g7 dei ministri dell’Interno. I due hanno parlato di situazione politica, scenari ed elezioni europee: i temi principali della campagna saranno lavoro, famiglia e tutela dell’ambiente. I leader stanno pensando a una manifestazione comune per chiudere la campagna elettorale “e annunciare l’inizio di una nuova Europa”. Entrambi sono impegnati a stringere nuove alleanze internazionali per allargare la famiglia di chi vuole cambiare Bruxelles. Il tema migranti sarà uno dei cavalli di battaglia del Salvini in formato Europee. Cavallo sul quale, Di Maio, non vuole neppure salire. Il leader M5S metterà in campo una anti-sprechi, anti-tecnocrati ma, in fondo, filo-europeista e frutto della torsione che, dopo il contestatissimo incontro con i Gilet Gialli, Di Maio ha voluto dare alla sua narrazione. Non sarà facile, per il capo politico Movimento, far convivere una campagna anti-sovranista con l’alleanza di governo: ma, nel quartier generale M5S, la battaglia del 26 maggio è cerchiata di rosso. Andare sotto il 20%, con una Lega sopra il 30, per il M5S significherebbe ridurre ai minimi la sua autorità nel governo e trovarsi a difendere i ministeri chiave dalle mire – finora sempre negate – della Lega: Economia e Infrastrutture (sul quale resta ferma la spada di Damocle del Tav) su tutti. Con un’appendice: la possibilità che Salvini candidi alle Europee Lorenzo Fontana (potenzialmente in pole anche come commissario), lasciando libera la casella del dicastero della Famiglia e innescando una sorta di effetto-domino nella squadra di governo. La bordata anti-sovranista di Di Maio non innesca repliche dirette di Salvini. Ma l’irritazione tra i leghisti (come dimostra l’intervento di Zaia), è ai massimi livelli. Del resto, se Di Maio attacca sulle alleanze, Salvini continua a pungere il M5S (e Toninelli) sui cantieri, rilanciando il racconto del Movimento come il partito del “no”. Movimento che, domani, si ritroverà in buona parte (ma senza Beppe Grillo) a Ivrea alla terza edizione di Sum, la kermesse organizzata da Davide Casaleggio. Di Maio e Casaleggio già oggi a pranzo si sono incontrati ed è possibile che, sul tavolo, siano finiti anche i nomi dei potenziali capilista che il leader M5S vorrà inserire per le Europee. “Saranno nomi che vi stupiranno”, assicura Di Maio. Ma non tutti plaudono alla messa in campo di profili “celebri”, ma esterni al Movimento. “Che senso ha inserirli quando il capolista delle Europarlamentarie è già un attrattore di voti?”, si chiede più di un pentastellato all’indomani delle primarie online, che vedono gli eurodeputati uscenti primi in 4 circoscrizione su 5. E in caso di capilista esterni i “mal di pancia”, soprattutto in quelle circoscrizioni guidate da nomi forti come Ignazio Corrao o Fabio Massimo Castaldo, potrebbero non farsi attendere.

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