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IVREA. A spasso per la città che riprende vita con Rita (parte seconda)

A spasso per la città che riprende vita con la Signora  Rita Munari, parte seconda. Questa settimana  abbiamo cominciato il nostro tour a Porta Vercelli con “Ivrea technologies” di Simone Balma e Stefano Quintano. Pensate un po’. Avevano aperto il negozio la settimana prima di carnevale sperando di farsi conoscere durante la manifestazione. Ovviamente non è stato così. Le cose però sono andate bene lo stesso. Essendo tra le categorie che potevano rimanere aperte il “boom” lo hanno avuto lo stesso. “Tante richieste da parte dei lavoratori e delle scuole per la didattica a distanza e lo smart working – ci raccontano – Abbiamo lavorato soprattutto sull’assistenza….”. Da qui in avanti, il resto lo ha fatto il passaparola. Un cliente dietro l’altro, ancora oggi.

In via Arduino altra “new entry” è Gianluca Ullo titolare de “Le tre torri polleria”.  Ha aperto  a Novembre e quando è arrivata la notizia lockdown  per poco non gli è preso un colpo. “In realtà – ci racconta – essendo un negozio di generi alimentari siamo stati aperti tra i pochi a rimanere aperti. Abbiamo lavorato molto sia in negozio che con le consegne a domicilio. Qualche volta abbiamo dovuto chiudere prima dell’orario previsto perché avevamo finito tutte le scorte… Dal 4 maggio il lavoro è calato speriamo ritorni..

Poco più avanti, sempre in via Arduino, c’è Federica Quaccia di “Fuori tempo” . Anche lei s’è appena affacciata nel mondo del commercio. “Ho aperto la mia attività un mese prima del lockdown. Per fortuna grazie a facebook sono riuscita a fare alcune consegne a domicilio. Ora, bene o male lavoro, però ci sono delle ore in cui davvero non passa nessuno ed è desolante… Fortunatamente il tempo lo trascorro facendomi i miei lavoretti di restauro e tiro avanti…”.

E c’è chi sostiene che si stava meglio durante il lockdown. E’ Luciana Zara di “Non solo pane” .

“Ora che ha riaperto tutto – ci racconta – il lavoro è calato. I cittadini avevano paura a frequentare i supermercati  adesso non più. Teniamo duro e faremo il possibile per farci conoscere”.

In Via Arduino chi sta lavorando tantissimo è Laura Vanore di “Laura acconciature” .

“Riaprire 2 settimane prima del previsto è stata una bella notizia – ci dice – Stavo già prendendo prenotazioni per la prima settimana di giugno ma appena ho saputo dell’anticipo ho ricontattato tutti coloro anticipandoli di 15 giorni. Per poter accontentare più clienti ho allungato il mio orario di lavoro e ho prenotazioni fino a metà giugno.

Ha riaperto i battenti anche Laura Perego del “Caffè Gioberti” di Piazza Maretta.

“Le messa in sicurezza del locale l’ha fatta mio marito così ho risparmiato un po’ – ci fa vedere – Ho ampi spazi interni ma il cliente in questo momento preferisce sedersi fuori per questo ho fatto richiesta per ampliare il dehor. Di lavoro ce n’è poco e non ho ancora richiamato a lavorare l’unica dipendente che ho. Speriamo che siano così solo i primi giorni e che tutto torni alla normalità il prima possibile”

Felice e soddisfatta di aver potuto riaprire è invece Cristina Vidra di “Bambulè” in  via Guarnotta. 

“Non sapevo cosa aspettarmi e se sarebbe cambiato qualcosa, e invece – ci dice – è stato come se non avessi mai chiuso. Il negozio è piccolino e entra una1 sola persona alla volta, però gli altri si mettono in coda fuori e tutti rispettando le distanze aspettando il loro turno”.

Infine le palestre. In corso Botta hanno riaperto i battenti anche Alessandro Lofaro e Manuel Morselli di “AlGim fitness”.

“Ci siamo imposti il limite di 10 persone sulla base della lunghezza della nostra sala. Forse ne potremmo far entrare qualcuno di più ma almeno così siamo sicuri e le distanze vengono mantenute e rispettate. Per le docce e gli spogliatoi non c’è scritto da nessuna parte che non si possono fare per cui noi abbiamo messo il limite di 3 persone alla volta, ovviamente mantenendo il metro di distanza. L’igienizzazione delle macchine la facciamo noi e non il cliente, nelle “ore di punta” i clienti chiamano prima di venire per sapere se c’è posto.” 

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Blogger: Sofia Bellaver

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