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Invece di brancolare, voghiamo!

Invece di brancolare, voghiamo!
Oggi abbiamo bisogno ogni giorno di mettere nel nostro animo oltre alla passione per gli obbiettivi quotidiani, piccoli o grandi che donano vera gioia, anche di sano ottimismo che genera speranza per illuminare il nostro quotidiano cammino. Se penso alla parola brancolare che oggi significa andare a tentoni e muoversi con incertezza. Pensare che il lemma brancolare deriva da branca, parola del tardo latino, zampa con artigli. Questa parola descrive la difficolta di tutti noi che certe mattine ripartiamo con debolezza spaesata con sempre nuove disposizioni che ci vengono impartite da governanti e classe dirigente che in certi frangenti mi pare navigare a vista, che va avanti al buio e a tentativi. Quando ogni giorno ci vengono inviati messaggi contrastanti sulle chiusure e limitazioni da parte dei media, ecco che in in quel momento brancoliamo, nel tentativo di abbrancare ciò che cerchiamo e verso cui andremmo a colpo sicuro con un dito o una mano rilassata, se sapessimo dove si trova nello spazio circostante. Si noi brancichiamo dato che molte volte ci sembra che i messaggi che arrivano ci fanno brancolare nel buio. Se vogliamo uscire da questa crisi sanitaria, politica e morale, dove leggo affermazioni ciniche e qualunquiste, che il covid colpisce solo gli anziani o che si deve fare ripartire l’economia e se ci sono dei morti pazienza, che se fossero state dette solo 10 anni fa, queste persone sarebbero state defenestrate dal loro ruolo e che invece adesso non curanti continuano ad occupare. Ecco se vogliamo cercare di uscire, tutti, ma proprio tutti dobbiamo metterci a vogare ogni giorno per quanto ci compete. Si dico vogare che indica la spinta data dal remo nel fiume che chiamiamo vita e che ogni giorno risaliamo. Dobbiamo rimetterci a vogare con entusiasmo e slancio se no da fuori non ne usciamo. La parola voga mi ha sempre colpito per la sua origine, secondo alcuni pare che derivi dal latino vocare, chiamare o forse di origine dal longobardo wogen, oscillare. Ecco che siamo chiamati ogni giorno a dare per quanto possiamo il meglio collaborando e se le difficoltà ci fanno oscillare, andare avanti sempre e comunque, ripetendo sempre i nostri quotidiani gesti collaborativi sperando che la voga sia un’onda, un un ciclo, dove remata dopo remata usciamo da questo buio periodo. Sursum corda!
Favria, 28.01.2021 Giorgio Cortese

Il valore della vita non risiede nel numero dei giorni, ma nell’uso che ne facciamo, giorno dopo giorno.

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