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Inno 33 per i 95 del gruppo!

Inno 33 per i 95 del gruppo!
Mercoledì 24 aprile si è svolto a Favria alle ore 21,00 nel salone Polivalente il concerto Alpino per il 95 anniversario della fondazione del gruppo con la sempre attiva ed operosa Filarmonica Favriese, vivace e piacevole colonna sonora di ogni evento favriese. Beh il Trentatré è l’inno degli Alpini e, già il numero Trentatré si presta a varie interpretazioni” Alcuni dicono che Trentatré è il numero di battute al minuto dell’inno. Ad un profano come il sottoscritto, alla fine dello spettacolo un musico Alpino mi ha detto che 33 sono il numero dei colpi di tamburo per battere il ritmo in marcia, un colpo forte per ogni battuta. Una battuta corrisponde a due passi. Una versione molto accreditata afferma che Trentatré era il trentatreesimo pezzo nel repertorio delle fanfare alpine dei primi reparti e deriva da una marcia transalpina, Les Fiers Alpins, testo scritto da D’Estel, con la musica di Travè. Trentatré erano i passi da fare al minuto marciando, contando il passo fatto sempre con il sinistro, e sul quale doveva sempre essere dato qualsiasi ordine di marcia. Trentatré per altri, si attribuirebbe al suono dei primi quattro accordi della marcia stessa che vagamente suonano come la parola “trentatré”. La leggenda dice che nella prima fanfara alpina il maresciallo direttore richiamava questo brano indicando con le dita, gesticolando, 2 volte 3. Trentatré è il numero della pagina degli spartiti della banda nel 1887. Ma quale sarà quella corretta? Beh è il nostro inno che è stato suonato in apertura dopo l’Inno Nazionale e dopo la Leggenda del Piave e questo mi basta. Tra le varie canzoni come: “Sai nen perchè, Addio mia bella Addio, Trenta sold”, noi Alpini del Gruppo di Favria con molta semplice sobrietà abbiamo voluto ripercorrere la nostra storia dalla fondazione ad oggi, con alcuni brani tratti dal nostro giornale Ciao Pais del 1924 anno della fondazione parlando di noi e della nostra storia, del monumento dell’Alpino in piazza, del nostro rapporto con il mulo, del nostro cappello e penna, del nostro sempre cercare di aiutare gli altri, vecchie memorie di un diversamente giovane alpino. Oltre alla sempre eccelsa Filarmonica favriese diretta dal maestro Alberto Pecchenino, un grazie al soprano Roberta Pastorini che ha superbamente interpretato Gorizia e Signore delle Cime, generando nell’animo di noi presenti una intesa commozione! Con la ricorrenza del 95 anno di fondazione abbiamo fatto un viaggio della memoria, che mi ha fatto pensare, ancora una volta, che “la storia siamo noi, siamo noi che di passi alle adunate ne abbiamo fatti tanti e ricordiamo con emozione e orgoglio tutti gli alpini che sono andati avanti per non dimenticare mai i loro sacrifici a nostro beneficio e per la nostra libertà. Giovedì XXV Aprile, presenti n 4 Consiglieri della sezione di Torino, 2 vessilli e numerosi gagliardetti, il mal tempo ci ha graziati per la mattinata, per i discorsi di rito delle autorità ed oratori ufficiali, lasciandoci sfilare per l’alza bandiera, per la sfilata fino in Chiesa e dopo la S. Messa nel portare le corone ai vari monumenti, consegna di una targa ricordo per alpino Vincenzo Damilano e poi un bellissimo pranzo presso l’Agriturismo La Desiderata ad Agliè dopo complice il buon cibo e l’ottimo vino, con l’atmosfera di cordiale ospitalità che ci contraddistingue abbiamo cantato le nostre canzoni e anche ricordato la memoria di due soci che hanno fatto un passo avanti, Teobaldo Cortese e Mario Appino, consegnando una medaglia ricordo alle vedove, e un presente anche ad un attivo e sempre presente disponibile membro del direttivo il segretario Sergio Feira. In conclusione posso dire che la grande nostra forza, come Alpini è che siamo nati come forza militare e abbiamo saputo trasformarci in un grande esercito di pace. Ritengo che gli alpini in servizio e in armi, sono per la nostra amata Italia, il salvadanaio del cuore!
W gli Alpini. W l’Italia.
Favria, 11.05.2019 Giorgio Cortese

Come un bel fiore, pieno di colore ma privo di profumo, nella vita quotidiana sono belle ma inutili le parole di coloro che dicono una cosa e poi agiscono diversamente. Ma, come un bel fiore, pieno di colore e ricco di profumo, sono le belle ma efficaci parole di coloro che sono coerenti dalle parole ai fatti!

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