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INGRIA. Ingria si è schierata con la Catalogna

Igor De Santis

Solidarietà al popolo ed alle istituzioni catalane e condanna per la repressione messa in atto dal governo  spagnolo: è questo il contenuto della mozione che il consiglio comunale di Ingria ha votato al termine della seduta dello scorso 16 dicembre.

Introducendo quest’ultimo punto all’ordine del giorno, il sindaco Igor De Santis ha precisato:  “Si tratta di una proposta di Andrea Cane ed io la condivido.  Il metodo utilizzato dal governo spagnolo va condannato”.

Cane, a sua volta, ha spiegato che “anche un piccolo comune può sostenere grandi battaglie” ed ha letto la mozione. In questa si ricorda come nel referendum svoltosi il 1 ottobre in Catalogna per chiedere l’indipendenza dalla Spagna, il 92% dei votanti si sia espresso per il Sì. 

Il referendum – recita il testo – è una delle più alte e dirette espressioni di democrazia che un popolo può esercitare; gli osservatori internazionali  presenti a Barcellona hanno confermato il corretto svolgimento delle operazioni di voto nonostante la situazione estrema in cui si sono svolte;  il diritto internazionale non proibisce le dichiarazioni d’indipendenza”. Da parte della polizia spagnola sono state invece messe in atto  “azioni di violenza ingiustificata (condannate dall’Unione Europea) che hanno pesantemente inficiato il numero di votanti e soprattutto il livello di democrazia”.

Lo scopo della mozione è dunque quello “di mostrare vicinanza e solidarietà al popolo catalano e di esprimere condanna per la violenza messa in atto dallo Stato spagnolo attraverso l’utilizzo della Guardia Civile, per i metodi ed i toni inopportuni e per il rifiuto del dialogo. Si invita  la Spagna  a trattare con la Catalogna e l’Unione Europea ad assumere un ruolo attivo nella ricerca del dialogo: un’Europa di tante piccole patrie è meglio di un’Europa priva delle Nazioni che chiedono di essere libere”. E si chiede al Parlamento Europeo  “di non permettere che in nome del diritto nazionale e dell’economia vengano soffocati i sogni e le lotte di un intero popolo, represso in modo anti-democratico”.

Fra i consiglieri presenti uno ha espresso dei dubbi  e chiesto chiarimenti: si tratta di Cesare Poletto. “Se si condannano i metodi repressivi – ha detto – voto a favore; se si appoggia l’indipendenza no”. Ed ha poi spiegato in modo preciso e dettagliato il perché delle sue motivazioni. In particolare ha sottolineato come “essendo la Catalogna la regione più ricca e più produttiva della Spagna, gli spagnoli non  la molleranno mai”.

Alle sue richieste Cane ha risposto chiarendo che “la condanna riguarda i metodi repressivi utilizzati e che il senso della mozione non è quello di prendere posizione sul referendum ma di manifestare solidarietà al popolo in una situazione in cui l’Europa non è stata garantista ma assente”.

Il voto dei consiglieri presenti (mancavano Andrea Pe e Paola Orso Giacone) è stato quasi unanimemente favorevole: 8 sì su 9 votanti. Ad esprimersi contro è stata Maria Gabriella Reverso Sargentin.

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