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Il quotidiano cimento!

Il quotidiano cimento!
In questi tempi dove il Coronavirus imperversa e condiziona le nostre vite ed abitudini, tenendoci chiusi in casa per evitare il contagio, vi voglio narrare alcune mie riflessioni. Al mattino esco di casa per andare a lavorare, e credetemi non vado a cuore leggero in quanto durante la giornata sarò a contatto con molte persone in ufficio. Al mattino dopo la colazione recupero gli abiti che utilizzo per uscire messi in altra stanza e poi mi metto la mascherina ed i guanti e prendo la borsa del mangiare, mi sembra quasi la vestizione di un travet guerriero medievale. Poi esco e la saluto un vicino di casa sul balcone e mi verrebbe voglia di dirgli ave Caesar morituri te salutant, ironizzando il saluto degli antichi gladiatori che indirizzavano all’imperatore prima dell’inizio dei giochi gladiatori per sdrammatizzare il suo sguardo preoccupato. Poi parto verso il luogo di lavoro per la via più breve con il mio foglio di giustifica già compilato. Quando arrivo vicino al luogo di lavoro rimango perplesso di una persona distinta avanti negli anni che porta a passeggio il cane lungo la strada e con distaccata indifferenza preso un imprevisto colpo di tosse, scusate, espettora i suoi umori della gola per terra, senza curarsi di usare prima un fazzoletto o altro. Rimango perplesso e preoccupato che involontariamente, spero, lascia sul suolo una bella colonia di potenziale contagio. La giornata si svolge con guanti e mascherina e la debita distanza di un metro con chi incontro, per fortuna molto avviene per telefono o tramite mail e alla sera avviandomi a prendere il destriero, ops scusate la modesta utilitaria osservo stupefatto dei gruppi familiari, papà mamma, figlio e cane in tranquilla passeggiata o anche gruppetti di camminatori a due o tre per volta, forse per non dare nell’occhio che si fanno beatamente la loro rilassante passeggiata. Sono sconcertato di quante persone, una esigua minoranza, meno male, non si renda conto del problema e dei sacrifici che fanno i Sanitari, Forze dell’Ordine, Protezione Civile e tutte le altre categoria, che sono tantissime, che per necessità devono lavorare per mandare avanti la casa comune che chiamiamo Italia. Mi domando ma dove vivono su Marte? Avere senso civico non è una parola vuota ma significa essere a conoscenza del fatto che facciamo parte di una Comunità, di essere in stretta correlazione gli uni con altri esseri umani e in qualche modo anche dipendere da loro e loro da noi. Per questo, avere senso civico significa rispettare gli altri, il gruppo, la Comunità e sentirci parte integrante, sentire il senso di responsabilità oltre che di appartenenza. Queste persone dovrebbero pensare che un momento di pazienza può scongiurare un grande disastro, ma un loro atto di impazienza nell’uscire adesso che ci chiedono di stare a casa può rovinare le nostre vite. Sono ottimista e ritengo che stare alle regole con pazienza raggiungiamo uno scopo in comune con la volontà e un metodo in comune con la rinuncia, e contro questo virus non c’è nulla di più forte di questi due combattenti il tempo e pazienza, “ha passà ‘a nuttata” come diceva Eduardo De Filippo! Buona vita a tutti andrà tutto bene!
Favria, 3.04.2020 Giorgio Cortese

La vita ogni giorno la immagino simile ad un’opera d’arte, e non c’è poesia più bella che viverla pienamente. Vieni a donare a Favria mercoledì 8 aprile, cortile interno del Comune dalle ore 8 alle ore 11,20. Abbiamo bisogno di Te e grazie se fai passa parola. Attenzione a seguito del DPCM del 8 marzo 2020, per evitare assembramenti è necessario sempre prenotare la vostra donazione. Grazie per la vostra collaborazione. Cell. 3331714827

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