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La mano
La mano

Il progetto: Ivrea Carnevale365®

Nasce la collaborazione tra la Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea e Paratissima nell’ambito del progetto Ivrea Carnevale365® per caratterizzare in via permanente gli ambiti ed i percorsi dello Storico Carnevale attraverso installazioni atte a consentirne una “percezione permanente” durante tutto l’anno. Nei prossimi mesi Paratissima insieme alla Fondazione lancerà un bando per la selezione degli artisti che saranno invitati all’Edizione 2014 dello Storico Carnevale di Ivrea per la successiva realizzazione delle opere. Per lanciare l’iniziativa fino alla scorsa domenica a Paratissima 9 Art Games, (organizzata al M.O.I. di via Giordano Bruno a Torino), accanto all’Infopoint, è stata esposta la prima opera del progetto Ivrea Carnevale365®, “Lo mano”, realizzata nel 2012 da due eporediesi, l’architetto Silvia Barbiroglio e Davide Morando, titolare dell’azienda Ivrea Imballi . Il progetto Il progetto Ivrea Carnevale365® nasce nel 2009 dal presupposto di considerare lo Storico Carnevale quale strumento di promozione turistica della Città durante tutto l’anno. La constatazione del fatto che il Carnevale offre un’enorme cassa di risonanza alla Città, contribuendo a darne visibilità in ambito Nazionale, ma in un lasso di tempo molto limitato, ha fatto nascere l’idea dell’opportunità di rendere permanente la percezione del Carnevale in città. In assonanza con il MAAM (Museo Il Museo a cielo aperto dell’architettura moderna di Ivrea) l’idea di base è di realizzare un percorso che si snodi attraverso le vie e le piazze che ospitano il Carnevale: un museo diffuso che attinga al vasto patrimonio di luoghi e di simboli del Carnevale stesso, ponendosi anche l’obiettivo di mantenerlo vivo tutto l’anno. L’ambizione è quella di tematizzare la connotazione urbana nell’ottica rendere riconoscibile “la Città del Carnevale” che contribuisca a creare una capacità attrattiva, un “appeal” spendibile ‐ insieme agli altri punti di forza del territorio ‐ sul piano del marketing territoriale e della promozione turistica e commerciale. Si tratta quindi di caratterizzare in via permanente gli ambiti e i percorsi dello Storico Carnevale attraverso la ridefinizione dell’arredo urbano e/o installazioni, atti a consentire una “percezione permanente“ dello Storico Carnevale durante tutto l’anno. Il primo passo in questa direzione è stato fatto a settembre 2010 con il concorso internazionale di idee per architetti “Ivrea Carnevale 365® colora la Città: i luoghi e i percorsi del Carnevale” per la riqualificazione di piazza Castello e della scena urbana dello Storico Carnevale, di cui la Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea è stato Ente co‐banditore insieme alla Città di Ivrea. Successivamente, nel 2012, sono state installate le prime tre realizzazioni sulla rotonda di Porta Vercelli, Porta Torino e in corso Cavour.

 

 

Le mani

Il progetto “Le mani” è stato presentato e realizzato da due eporediesi, l’architetto Silvia Barbiroglio e Davide Morando, titolare dell’azienda Ivrea Imballi: le sculturerappresentano una mano che stringe tra le dita un’arancia; sono alte 240 cm e larghe 125 cm nel loro punto massimo e sono state realizzate partendo da un modello tridimensionale che è stato rielaborato per ottenere una forma che rappresenta una mano stilizzata. Sul modello sono state tagliate lastre di polistirolo, che sono state poi sovrapposte e resinate con una resina cementifera di colore grezzo. L’arancia è stata poi dipinta di arancione per renderla più realistica. Perché una mano? “Il Carnevale è la festa dei sensi”, sottolineano Silvia e Davide “profumi e suoni che pulsano dentro di noi, riportandoci un po’, ogni giorno dell’anno, a quelle sensazioni forti, nostre da sempre. E poi immagini, di maschere e sorrisi. E poi la mano: la mano dei bambini che gioca, la mano della mugnaia e del generale che saluta… ma soprattutto, la mano che stringe l’arancia. Questo, crediamo sia il simbolo del nostro carnevale, per tutti quelli che lo guardano da fuori e per tutti quelli che, come noi, lo portano dentro.”

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