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Matteo Salvini

Il neonato sovranismo è già un movimento di retroguardia

Il Sovranismo, questo sconosciuto, questo spauracchio del pianeta, è già superato!. E’ appena nato eppure già mi pare vecchio, anacronistico,  travolto dalla quotidianità. Ma andiamo per passi. 

Il “Sovranismo”, di cui ormai si sente parlare un po’ dappertutto, parrebbe essere nato per costituire un’opposizione al “Globalitarismo”, quel sistema globale totalitario la cui “ideologia”, se si vuole spendere un termine ormai dissueto, si fonda su processi tecno-finanziari di estensione mondiale ai quali è vietato a chiunque di sottrarsi. Il sovranismo è, secondo la definizione che ne dà la enciclopedia Larousse, una dottrina politica che sostiene la preservazione o la ri-acquisizione della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, proprio in contrapposizione alle istanze e alle politiche delle organizzazioni globalitarie. “Sovranismo” è una parola arrivata da pochissimo nel dibattito pubblico italiano al punto da essere entrata nell’uso dei nostri vocabolari soltanto nel 2017. 

Molte sono le parti politiche che vengono identificate con questo fenomeno nascente dalla Lega di Salvini ai partiti al governo in Ungheria e Polonia, dal Rassemblement National di Marine Le Pen in Francia (il vecchio e ormai annacquato Front National) allo UKIP britannico, passando per il presidente statunitense Donald Trump e persino per quello brasiliano Jair Bolsonaro, insomma, chi più ne ha ne metta. Tanto per non restare ancora una volta indietro, c’è persino un Sovranismo  sostenuto dalla sinistra. 

Ma il Sovranismo ha la stessa efficacia di quel gruppo di Consiglieri Comunali che nel 1914 votarono una mozione con cui un borgo toscano intendeva dichiarare guerra all’Impero Austro-Ungarico. 

La “prova provata” di quanto il “Sovranismo” sia pura ipocrisia viene anche dal constatare come le buone intenzioni del ministro Matteo Salvini di distribuire una quota di migranti clandestini o richiedenti asilo agli Stati membri dell’Unione, sono stati proprio i suoi più grandi simpatizzanti, gli Austriaci, a dire che non se ne faceva nulla. Insomma Sovranisti si, ma ognuno a casa propria e per i propri  egoistici interessi.  

Anche l’euroscetticismo appare come una frivola moda simbolico-culturale che non offre alcuna soluzione alternativa concreta.  Ma  così non si va da nessuna parte! Nessuna strategia anti globalismo. Mi pare invece che sia arrivato il momento di “buttare il cuore oltre la frontiera” per difendere una Civiltà che si possa così definire dal  vero volto del capitalismo: le corporazioni multinazionali, selvagge macchine da guerra proiettate in tutto il pianeta, votate a produrre più profitto possibile per gli azionisti, gli investitori, in un numero sempre più ristretto di privilegiati mentre tutto il resto della popolazione tira la carretta. Le multinazionali, che controllano i grandi impianti produttivi che hanno delocalizzato in massa dove produrre costa poco, sfruttando manodopera a basso costo, controllano anche la grande distribuzione sul simile di quanto avviene a casa nostra con Amazon, tanto per capirci, ci vendono merci prodotte a 10.000 km di distanza ed in questo modo oltre ad avere chiuso e delocalizzato le nostre aziende produttive, smantellando il settore industriale, hanno posto fuori mercato anche le piccole aziende produttrici rimaste, che non possono competere con le merci importate e  i prezzi senza concorrenza della grande distribuzione con il web. 

Oggi bisogna prendere atto che sta imponendosi un “Nuovo Ordine Globale” dei potentati economici, alla faccia di ogni insignificante “Sovranismo”. Questo cancro neppure troppo occulto conseguenza di un capitalismo che non ha più antagonisti,  ha come scopo quello di cancellare preventivamente tutto ciò che riguarda l’identità, la storia, le tradizioni, inneggiando ad una demagogica democrazia, al sostegno di fantomatici diritti umani. Occorre opporsi alla logica dello Stato-mercato con l’illusoria circolazione delle merci e degli uomini e donne, senza confini, senza barriere. 

Lo stesso fenomeno migratorio è oggi largamente sfruttato per favorire la formazione di una ipotetica civiltà multirazziale da assimilare a immenso “gregge”, priva di qualsiasi capacità di reazione ai giochi diabolici costituiti della pubblicità illusoria ed effimera del “mercato” globale che è ormai entrata in modo permanente nelle nostre case. Il Sovranismo, lontano parente di quel Nazionalismo che aveva caratterizzato una parte dell’Europa ante seconda guerra mondiale, non è certo sufficiente per combattere l’attuale ingiustizia sociale dilagante, non basta per fermare il declino di Paesi come l’Italia,  dove i morti superano i nati, i vecchi superano i giovani, non ha senso per affrontare la bomba demografica del Sud del mondo, né risolvere, con il rifiuto, il fenomeno migratorio incontrollato ma fonte di ricchi risvolti economici. 

Occorre combattere con più efficacia il “sistema globale”. Occorre un sistema politico che sappia contrastare le Corporazioni multinazionali che stanno comprandosi il mondo, popolazioni comprese. 

C’è persino un aspetto umoristico. E’ assurdo come si tenti  sistematicamente di qualifica di destra o addirittura di estrema destra sia il movimento ultraliberista della globalizzazione che quello sovrano-nazionalista. 

Forse c’è qualcosa che non torna. Forse fa comodo liquidare entrambi i fenomeni con questa sfruttata etichetta invece di assumersi gravose responsabilità per aprire gli occhi a chi ancora non si è accorto che è in atto un organizzatissimo tentativo di portare i nostri cervelli all’ammasso. 

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Blogger: Alberto Tognoli

Alberto Tognoli
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