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Il “flop” del blocco dei diesel? In provincia se ne infischiano!

Per fare il blocco non basta avere le auto diesel euro 0, 1, 2, 3, 4 e 5. E non basta parlarne nei consigli comunali con la consapevolezza di un problema che è nell’aria e ti entra nei polmoni.  Ci vogliono anche i cartelli. Fino a quando non verranno piazzati i vigili urbani di tutti i comuni della Provincia non potranno contestare alcunchè. Morale? Le ordinanza di stop ci sono ma a Chivasso, Ivrea o Settimo Torinese le auto stanno circolando come se non ci fosse un bel cavolo di nulla. Insomma e per farla breve, il blocco lo si sta facendo sì, ma solo a Torino.

Ironia del provvedimento a Ivrea – giusto per fare un esempio – circolano anche i mezzi in dotazione agli operai del magazzino ed è risaputo, che sono fuori norma e dovrebbero essere sostituiti. 

E dire che a ottobre le misure “antismog”, volute dalle regioni “padane” e dal Ministero dell’Ambiente erano stato battezzate e propagandate con rullo di tamburi e tanto fiate alle trombe. 

“Euro 0” fermi 24 ore al giorno, tutti i giorni compresi i festivi e per tutto l’anno. E fermi anche, dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 19, i diesel euro 1, 2 e quelli euro 3 per sei mesi.

Oltre a Torino, avrebbero dovuto interessarsi non foss’altro che s’erano impegnati i comuni di Alpignano, Beinasco, Borgaro, Cambiano, Candiolo, Carignano, Carmagnola, Caselle, Chieri, Chivasso, Collegno, Druento, Grugliasco, Ivrea, La Loggia, Leinì, Mappano, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pianezza, Pino Torinese, Rivalta di Torino, Rivoli, San Mauro, Santena, Settimo Torinese, Trofarello, Venaria Reale, Vinovo, Volpiano.

L’Accordo di bacino padano per l’attuazione di misure congiunte per il miglioramento della qualità dell’aria era stato sottoscritto a Bologna durante il G7 Ambiente del 9 giugno 2017 dal ministro per l’Ambiente e dai presidenti di Regione Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia-Romagna. 

E ci si era ripromessi di stabilire livelli di allerta delle pm10 (polveri sottili). Al livello arancio, da applicare dopo 4 giorni consecutivi di superamento della soglia di 50 mcg/mc, si sarebberodovutifermare (molto in sintesi) i motori diesel euro 4.  Con il livello rosso, attivo al raggiungimento del 10° giorno consecutivo di valori oltre soglia, anche gli euro 5 immatricolati prima del 1/1/2013.  Infine al livello viola, corrispondente a 20 giorni consecutivi di sforamenti, i veicoli a benzina euro 1 e i diesel fino a euro 5.

E non era tutto dato che dal  1 ottobre scorso sarebbero tati da considerare permanentemente esclusi dalla circolazione i diesel euro 1.

E tornando di nuovo a Ivrea quel che fa ridere è come si è gestita la patata che definire “bollente” è dire poco. E c’è l’ssessore Giuliano Balzola che dopo aver firmato il provvedimento con le vie e le piazze off-limit che se n’è praticamente lavato le mani. C’è il comandante dei vigili che, anche lui, bontà sua, se n’è lavato le amni. E tutti in questi mesi han puntano il dito sull’assessore alle manutenzioni Elisabetta Ballurio, che però a sua volta, aveva girato l’equazione e battuto cassa alll’indirizzo dell’assessore al bilancio Elisabetta Piccoli. Insomma sembra il ritorello di quella canzone. Per fare il blocco auto ci vuole l’ordinanza, per fare l’ordinanza ci vogliono i cartelli, per acquistare i cartelli ci vogliono i soldini. Trullallero…

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