Home / BLOG / Il bel tempo in castigo!

Il bel tempo in castigo!

Il bel tempo in castigo!
Il maggio piovoso appena trascorso pare che abbia messo in castigo il bel tempo. Già oggi per castigo intendiamo il significato di una punizione correttiva. La parola castigo deriva dal latino castigare, anche qui con il significato di punire, correggere, ma la parola è composta di castus, puro e agere, rendere, insomma rendere puro! Ecco allora che oggi il significato di castigo e castigare è spesso percepito in modo frettoloso, ma l’etimo mi permette di comprenderne la bellezza profonda del lemma esplorandone la profondità. Se castigare, in latino, significa rendere puro, allora solo casualmente implica quella punizione che oggi si intende come punizione. Infatti, in certe frasi, castigare mantiene il significato di correggere, ma senza punire, ad esempio, si può castigare la lingua un discorso o con vestiti castigati senza per questo usare ne verghe o fruste, perché qui castigato diventa sinonimo di corretto. Poi successivamente castigare acquisisce il significato di punire e allora si castigano, o almeno si dovrebbe castigare i furbetti evasori, i criminali. Come si vede si tratta di un’azione valutata e disposta da chi si trova in una supposta superiorità morale. E se da piccolo a scuola per delle lievi mancanze venivo messo faccia al muro per un quarto d’ora, in tale significato questa parola sfoggia colori di una violenza durissima, buona per strali biblici e superiori gerarchici. Se nella parola castigo la radice è formata dal lemma latino castus, nella libgua italiana ci sono tanti modi di dire con la parola puro. Si dice puro come l’acqua quando una persona è onesta e trasparente, che ricorda la trasparenza dell’acqua, ma anche puro come l’acqua dei maccheroni per dire in modo ironico di una persona nient’affatto pura e non certo innocente, perché l’acqua di cottura della pasta non è mai limpida. Ma tutto è puro per i puri, la malizia non sta nelle cose o nelle situazioni, ma nell’interpretazione di chi le guarda, il detto di Cicerone venne ripreso poi da San Paolo, ma è più nota per l’uso che ne fa Manzoni nell’ottavo capitolo dei Promessi sposi, in cui con queste parole Padre Cristoforo mette a tacere frate portinaio Fazio che si scandalizzava per la presenza delle donne nel convento.
Favria, 10.06.2019 Giorgio Cortese

Se nella vita chiude le porte ad ogni errore corro il rischio di lasciare fuori anche la verità!

Commenti

Blogger: Giorgio Cortese

Giorgio Cortese
Vivere con ottimismo

Leggi anche

I cittadini di Ivrea hanno diritto alla sicurezza

Dopo i fatti della scorsa settimana in cui il tabaccaio di San Bernardo d’Ivrea, Franco …

Da centauro a stella!

Da centauro a stella! Figlio di Crono, quindi fratello di Zeus, Chirone era il più …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *