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I ragazzi della via Pál.

I ragazzi della via Pál.
I ragazzi della via Pàl è capolavoro della letteratura ungherese, nonché uno dei più noti classici per l’infanzia e anche motivo di riflessione per noi adulti. In biblioteca Pistonatto a Favria si trova questo bel libro Ferenc Molnàr dove coerenza, eroismo, fedeltà, sacrificio, perdita non sono solo cinque parole sono ben motivate e ne danno un senso. Il romanzo di Ferenc Molnár da queste cinque parole un senso che da adulti dobbiamo sempre spiegarcele ed accettarne il peso, con l’inevitabile costo. Certo non è non è mai stato semplice e lo è sempre meno in un mondo che sembra andare sempre di corsa da tutta’altra parte. Pensate che all’origine questo romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1906, a puntate su una rivista, con il proposito di denunciare la mancanza di spazi adeguati per il gioco dei bambini. La trama è abbastanza conosciuta, la storia di un gruppo di ragazzini a Budapest alla fine dell’Ottocento, divisi in due fazioni e disposti a tutto pur di conquistare uno spazio verde in cui poter giocare a calcio e svolgere attività all’aria aperta libero da pericoli. Forse oggi , in cui poter giocare, si rivela di fondamentale importanza. Certo che può sembrare anacronostico oggi che i bambini passano più tempo con i cellulari che a giocare all’aria aperta. Oggi un mondo dove bambini ed adulti passano più tempo a chattare che a guardare negli occhi altri esseri umani, la strenua difesa di quel quadrato di terra dei combattenti della via Pál appare un’incitazione alla violenza. Eppure, questa storia parla di valori, di tempi che furono, di sentimenti nobili che sarebbe bello potessero ritornare ad albergare in ognuno di noi. Le due bande decidono di darsi battaglia e che il campo, alla fine, vada alla fazione vincitrice. Come veri e propri piccoli soldati, essi si assegnano un ruolo e creano strategie degne di Napoleone. Ma per loro la guerra è concepita con delle regole che vanno sempre rispettate con alla base di tutto la lealtà nei confronti dell’avversario. L’onore sembra venire prima della gloria, ed è interessante scoprire a poco a poco le dinamiche che si creano all’interno dei gruppi dove il capo perde il suo potere, il soldato semplice dà dimostrazione del suo coraggio e l’invidioso puntualmente si rileva un traditore e ogni volta che lo rileggo con la fantasia che prende il sopravvento, mi risulta difficile ricordare, ad un certo punto, che si tratta solo di un gioco. Ogni volta che rileggo questo romanzo rimango affascinato dal piccolo soldato semplice Nemecsek che si distingue su tutti i protagonisti. Lui ci insegna che nella vita quando si vuole qualcosa, bisogna lottare per averla, con tutte le forze, anche a costo della vita. Consiglio, da leggere, RN 17 MOL il catalogo del romanzo in biblioteca.
Favria, 25.08.2019 Giorgio Cortese

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