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I Mirmidoni!

I Mirmidoni!
Se leggete l’Iliade trovate i Mirmidoni un antico popolo della Tessaglia Ftiotide del quale era re Achille. Ma la loro storia iniziaq molto tempo prima da Egina figlia di Asopo, dio fluviale, e di Metope, figlia del fiume Ladone. Secondo il mito Asopo ebbe da Metope due figli e dodici o venti figlie. Alcune di esse furono rapite e violentate in varie occasioni da Zeus, Poseidone e Apollo, e quando Zeus per la sua bellezza la rapi Egina nata e cresciuta a Philos, trasformandosi in aquila. Asopo la cerco e si spinse fino a Corinto. Giunto a Corinto, Sisifo sapeva benissimo che cosa fosse accaduto a Egina, ma non volle dire nulla finché Asopo non promise di far scaturire nella cittadella di Corinto una fonte d’acqua perenne. Asopo fece zampillare la fonte Pirene dietro il tempio di Afrodite, e Sisifo gli narrò l’accaduto. Asopo seppe così che il colpevole era, ancora una volta, Zeus, e lo trovò infatti che abbracciava Egina in un bosco. Zeus, che era disarmato, fuggì ignominiosamente tra i cespugli e si trasformò in roccia finché Asopo si fu allontanato, poi risalì all’Olimpo, donde scagliò le sue folgori contro il dio del fiume. Asopo si muove tuttora a fatica per via delle ferite ricevute e sul suo letto si trovano a volte dei carboni. Più tardi, anche Sisifo ricevette la sua punizione, fu costretto a sospingere un masso su per un’erta collina, e appena giunto alla sommità, il masso rotolava verso valle costringendolo a ricominciare senza tregua il suo lavoro. Liberatosi così di Asopo, Zeus portò Egina nell’isola di Enone, che da lei si chiamò poi Egina, dove si giacque con lei in forma di aquila o di fiamma. Da quest’unione nacque Eaco. Era, Giunone, la moglie di Zeus per gelosia devastò l’isola inviando un serpente che avvelenava l’acqua e che così moriva chiunque la beveva, e ordinò ai venti meridionali di soffiare senza tregua. Tutti i raccolti furono persi, ne seguì una grave carestia. Il caldo torrido obbligò gli abitanti a bere dalle acque dei fiumi ed uno dopo l’altro morirono. Eaco si rivolse al padre e Zeus fece cadere su Egina una pioggia rinfrescante, che bloccò i venti e rinnovo le acque superficiali. Eaco il figlio di Egina chiese a Zeus anche nuovi uomini per la difesa e che per questo che le formiche furono trasformate in uomini, le formiche in lingua greca Myrminki, per questo gli abitanti furono chiamati Mirmidoni. In seguito Eaco divise i suoi possedimenti tra i suoi sudditi e l’isola ritrovò la pace. Eaco sposò Endeide, figlia di Scirone e di Carìclo, da cui ebbe tre figli: Telamone, Peleo e Foco. Peleo fu il padre di Achille, accompagnato alla guerra di Troia da un esercito di mirmidoni. Eaco ebbe un ulteriore figlio dall’unione con la ninfa Psamate, una delle figlie di Nereo, che per sfuggirgli si trasformò in foca, ma lui si unì lo stesso a lei e nacque un figlio chiamato Foco. In seguito Telamone, geloso del fratellastro Foco, lo uccise e lo seppellì con l’aiuto del fratello Peleo. Quando Eaco scoprì il fatto, cacciò entrambi i figli dall’isola. Pindaro indica in Eaco il costruttore delle mura di Troia, con l’aiuto di Apollo e Poseidone Eaco era considerato un uomo profondamente giusto e per questo era chiamato spesso a fare da arbitro nelle contese. Dopo la sua morte Zeus lo nominò giudice negli Inferi. Platone cita come giudici dell’Ade Minosse, Radamante, Eaco e Trittolemo.
Favria, 9.12.2019 Giorgio Cortese

Scartate cuori e sentimenti sotto l’albero di Natale prima dei regali, saranno i migliori auguri d’affetto per chi li riceverà tra i sorrisi e gli abbracci del cuore! Buon Natale!

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