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Global è ad un passo dal fallimento

Bisacca: “Senza offerte resteremo tutti senza acqua”

Molto vicino, se non addirittura imminente, il fallimento per la partecipata Global Costruzioni, in cattive acque ormai da molto tempo. Solo un anno fa l’azienda si era presentata in tribunale ad Ivrea per un’istanza di concordato. La situazione, a gennaio 2016, era la seguente: settantacinque milioni di passivo, quarantasette di attivo. Fatti due conti, un buco di ventotto milioni.

L’affitto di due rami d’azienda, servizi cimiteriali e teleriscaldamento, alla Riesco Srl non ha portato ai risultati sperati, i project presentati dalla ditta e pure da Iren non hanno soddisfatto il comune come ha spiegato, Lunedì, in commissione, il direttore dei servizi generali del comune, Stefano Maggio. “Le offerte pervenute non erano soddisfacenti – i costi per Patrimonio (società al 100% del comune, che ha il 55% di Global) sarebbero stati troppo alti”. La Riesco, quindi, non riscatterà i rami d’azienda che le erano stati affittati, pur avendo la possibilità di farlo. Che succede quindi? Succede che il concordato salta e il comune decide di riprendere in pancia i servizi cimiteriali, che saranno gestiti da Patrimonio; per quanto riguarda il teleriscaldamento la speranza è che possa arrivare un’offerta da un ente esterno.

Difficile, come ventilato più volte, che l’offerta possa arrivare da Riesco, la società, infatti, naviga in acque tutt’altro che sicure, come ha spiegato il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Massimo Del Vago. “La Riesco ha pagato solo quattro mesi dell’affitto delle reti del teleriscaldamento – ha attaccato – era evidente come non ci fossero i presupposti non era società attendibile. Gli attori che sono entrati nel concordato non arrivano dalla luna, sono stati scelti dalla nostra amministrazione, il comune ha una responsabilità. Non comprendo cosa abbia fatto il comune per evitare il fallimento”. Il rischio effettivo, come ha spiegato l’assessore Bisacca, è che la situazione non sia recuperabile in alcun modo, nemmeno con l’intervento del comune, che, a detta di Bisacca, non è attore principale. “Il comune non puo’ fare nulla, dipende tutto da creditori e operatori economici. Se entro il 28 non arriva una proposta per il teleriscaldamento non potrà che esserci il fallimento”.

Il pericolo, in caso di fallimento, è che dal primo aprile l’acqua calda, derivante dal teleriscaldamento, non arrivi più nelle case dei settimesi. “In quel caso – ha spiegato Bisacca – anche io non potrò lavarmi. Se dovesse esserci, effettivamente, il fallimento, l’auspicio, è che il tribunale affidi, in tempi rapidissimi, il servizio ad un’altra azienda del settore”.

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