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Pont. Il presidio degli Operai LIRI.
Pont. Il presidio degli Operai LIRI.

Gli operai della Liri incontrano Cesare Damiano

La vicenda degli operai della LIRI in Mobilità la conoscono ora anche parlamentari e consiglieri regionali: per il momento solo quelli del PD, poi si spera che anche altri si facciano vivi. L’occasione – non certo frequente a Pont – è capitata grazie alle Primarie del PD ed all’organizzazione di una serata da parte dei sostenitori di Gianni Cuperlo. Approfittando dell’insolita presenza di politici ed amministratori, radunatisi nella sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso la sera di venerdì 6 dicembre, i lavoratori hanno fatto conoscere la propria situazione all’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano (più tardi è arrivata anche la consigliera regionale Gianna Pentenero). A parlare per tutti il sindacalista Domenico Veneruso, che è intervenuto al tavolo dei relatori in apertura di serata, spiegando per sommi capi quale sia la situazione. La protesta dei lavoratori in Mobilità, che da dieci giorni hanno installato un presidio in Piazza Craveri, ha ottenuto un primo obiettivo: dopo settimane di inutili tentativi di contattare l’ex- commissario straordinario Falini ed i dirigenti della SAFON (che dovrebbe riassumere gli operai LIRI attualmente in mobilità), è arrivata la convocazione per mercoledì 11 dicembre. Nella sede dell’API (l’Associazione Piccoli Industriali), alle 14,30 i dirigenti sindacali incontreranno il rappresentante.della SAFON Blatto mentre Falini ha dato la sua disponibilità ad intervenire presso i vertici dell’azienda per ottenere chiarimenti. Non che ci si possa aspettare molto da un incontro di questo tipo ma è importante almeno che le parti si parlino: prima non avveniva nemmeno questo! C’è da dire che Veneruso è apparso molto più pacato ed ottimista dei suoi rappresentati, che sono invece profondamente preoccupati. Del resto, loro vivono sulla propria pelle sia l’incertezza per il futuro sia la sofferenza del presente, con quelle giornate trascorse nel gelo di Piazza Craveri senza nemmeno il piccolo conforto di una “canadese” in cui rifugiarsi. Sembra infatti che la tenda (peraltro comprata appositamente con una colletta tra i lavoratori) non piacesse all’amministrazione, che ha preferito concedere agli operai l’uso di uno dei gazebi che vengono usati nelle manifestazioni commerciali: solo che il gazebo è chiuso in alto ma aperto sui lati e che siamo in dicembre… Caterina Ceresa

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