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IVREA. Gli anni passano ma con le giunte Pd, i problemi restano

Municipio ivrea
Municipio ivrea

Ho votato con convinzione a favore della Mozione presentata, nel Consiglio Comunale del 24 Luglio scorso, dal Movimento 5 Stelle e avente come oggetto gli “Interventi di compensazione per la Città di Ivrea e paesi limitrofi da indicare come prescrizioni nella gara per il rnnovo della Conecssione per le autostrade “Torino-Ivrea-Valle d’Aosta””.

Naturalmente una Maggioranza timorosa e apatica, almeno quanto l’Esecutivo che sostiene, ha scelto la strada della ritirata strategica nel voto astenuto, che ha così determinato la bocciatura della saggia proposta avanzata dal Consigliere Blasotta. Peccato. L’ennesima occasione persa per darsi, tutti assieme, una bella scrollata dal passivismo e dall’inerzia che non vede mai protagonista Ivrea nei confronti di altri Enti Istituzionali. L’argomento contenuto nella Mozione, la viabilità, mi ha portato indietro nel tempo, e con più precisione all’anno 2002, quando mi ritrovai a relazionare in Consiglio Provinciale di Torino sullo stato dei lavori e delle previsioni circa la Viabilita’ Eporediese, con riferimento al lavoro svolto nelle Commissioni Consigliari Viabilita’ ed Urbanistica della Provincia di Torino ed al Tavolo di Concertazione con la Societa’ Ativa. E’ sconcertante come nel rileggere quelle considerazioni ho dovuto constatare che pur essendo nel frattempo trascorsi oltre 15 anni, nel nostro Territorio, quello che oggi si chiama Area Omogenea Eporediese, non è cambiato proprio nulla in positivo e semmai si sono ulteriormente accentuate le criticità che erano già presenti allora. Riporto alcuni capitoli  eloquenti di quel documento.

Lo stato di fatto e l’immobilità degli ultimi decenni.: La viabilità eporediese risulta allo stato attuale fortemente penalizzata dalla reiterata inerzia amministrativa  dimostrata a vari livelli istituzionali degli ultimi decenni. I devastanti eventi alluvionali degli anni 1993-1994 e del 2000 hanno contribuito ad aggravarne le condizioni generali ed a evidenziare  la considerevole deficitarietà del settore. Le poche iniziative intraprese in tempi recenti sono spesso risultate non coordinate o  comunque proposte da un singolo ente, senza una indispensabile concertazione tra territorio ed enti sovracomunali. In questa direzione solo da pochi anni è stata avviata una pianificazione territoriale Regionale e Provinciale su scala sovracomunale  che  affronti i problemi viabili su una scala piu’ adeguata ai tempi ed alle esigenze moderne. All’aspetto negativo di inerzia ed imperizia si contrappone, viceversa, il sempre  sostenuto sviluppo edificatorio che può conseguentemente giungere a condizionare se non addirittura ad impedire la programmazione di soluzioni future ai problemi viabili (vedi nuovo tracciato della variante alla SS 228).< In questo caso il riferimento è al famoso “Peduncolo” una sorta di “araba fenice” mai concretizzata, malgrado i soldi spesi in progetti esecutivi.>

I mutamenti economici del territorio : Il Territorio Canavesano ha subito in questi anni anche una profonda involuzione industriale con  l’implosione del colosso informatico Nazionale , l’Olivetti Spa, e la nascita di un surrogato rappresentato da Aziende legate al settore della Comunicazione, quali Infostrada, Omnitel e ora Telecom. Solo l’iniziativa privata, mai sostenuta, se non addirittura  penalizzata, da miopi amministrazioni  appiattite in un rapporto privilegiato con l’Azienda Leader e le sue  macerie, ha consentito fortunatamente di vedere sviluppato un ambiente di piccola, anche piccolissima e media industria che ha svolto negli ultimi anni il ruolo determinante di ammortizzatore sociale nel tragico passaggio occupazionale dalla grande industria sempre ampiamente  pubblico-assistita ad un competitivo e qualificato vero e proprio “distretto industriale” eporediese e canavesano. Tutto cio’ ha aumentato necessariamente  anche una diversificazione della mobilita’ del lavoro attraverso mezzi privati e pubblici, trasporto su gomma o su rotaia. Chi e’stato “colpito” da questa esigenza, indotta da una globalizzazione galoppante,  anche  nelle nostre contrade,  ha dovuto  fare i conti con le condizioni della attuale inidonea  viabilta’ e delle  conseguenti carenze  anche del trasporto pubblico.

La proposta per la viabilita’ del Territorio : E’ opportuno identificare una estensione minima dell’area operativa tale da consentire una pianificazione ed una ottimizzazione degli interventi nel suo ambito.

Le previsioni per la viabilita’ in esame devono riguardare quantomeno l’area che  si estende  sino alla zona lacustre di Viverone,  al percorso della Pedemontana verso i centri di Lombardore, Rivarolo, etc. ed anche alla SP n.69 sulla destra orografica della Dora Baltea,  al tracciato della Bretella Ivrea-Santhia e  all’asse della S.S.26,   al raccordo con il Biellese tramite la S.S.419 e la prosecuzione dell’Autostrada A5 verso la Valle d’Aosta, oltre il Casello previsto di Baio Dora nel Comune di Borgofranco. La filosofia della scelta dovra’ essere quella che propone “l’aggiramento” del centro abitato di Ivrea e che sostanzialmente  escluda invece  gli effetti di un “attraversamento”, ritenuti  ambientalmente negativi e non risolutivi sotto l’aspetto della criticita’ viabile.

Per questa estensione di territorio  occorre ricercare una soluzione progettuale  univoca di viabilita’ ed attuarla conseguentemente in fasi successive, con una pianificazione progressiva e tenendo conto delle circostanze derivanti dalle critiche situazioni ambientali determinate dalle alluvioni 93-94-2000. Deve cioe’ essere stabilito un “momento zero” e da quello procedere secondo priorita’ e disponibilita’ finanziarie su un progetto complessivo. Ottimizzando i rilevanti interventi ritenuti indispensabili sul percorso autostradale nell’impatto con il nodo idraulico, potra’ essere verificata la fattibilita’ di un percorso parallelo di viabilita’ ordinaria in grado di costituire, (intervenendo sui rapporti con Ativa in modo meno gravoso di una parziale liberalizzazione ), una vera tangenziale sud di Ivrea, unico percorso praticabile per mettere in comunicazione la zona est e ovest disegnando una viabilita’ che contiene il nucleo storico di Ivrea. Tenendo conto della gia’ definitiva progettazione dello svincolo dalla Pedemontana verso il complesso del Biondustry Park di Colleretto Giacosa e dell’attuabile collegamento con la SP 69  verso Fiorano  sino a Quincinetto sulla piu’ sicura riva destra orografica della Dora  Baltea, si puo’ ritenere certamente piu’ efficace questo percorso per incanalare il traffico proveniente dalla Pedemontana verso la Valle d’Aosta canalizzando quello verso Santhia con la viabilta’  ricavabile a fianco del percorso autostrale o con la  liberalizzandone  di  un tratto sino al casello di Albiano. Riteniamo questa soluzione attuabile a differenza di quanto si legge pretestuosamente  sulla Delibera Programmatica del PRG2000 di Ivrea. Non e’ forse gia’ accaduto a Chivasso?.< Caro Pierre Blasotta, come vedi qualcuno perorava le Tue cause già quando tu eri ancora poco più di un bambino, ma gli esiti ai nostri giorni li conosciamo bene entrambi.  Ricordalo ai Tuoi amici del Movimento 5 Stelle e che possa essere una testimonianza utile a farli riflettere sulle scelte indispensabili per le prossime elezioni Amministrative di Ivrea.

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