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Giove e Europa.

Giove e Europa.
Europa è il nome del più antico dei cinque continenti ma da dove arriva questo nome e chi era Europa? Quando nacque il suo affascinate mito che ha attraversato millenni arrivando intatto ai giorni nostri? Il mito lo narra Ovidio nelle metamorfosi. Ma prima di addentrarci nelle affascinanti pieghe di questo mito, interessante è l’etimologia di questa parola che da secoli è patrimonio di decine di culture. Per alcuni studiosi il nome Europa deriva dall’etimo semitico ereb, letteralmente occidente, termine che i Fenici, popolo a cui tutti noi europei dobbiamo tantissimo, utilizzavano per denominare le terre a ovest della Siria. Per altri studiosi, invece, l’origine della parola Europa sarebbe greca e indicherebbe genericamente i territori a nord dell’Egeo. Di sicuro questo termine, come quello di Asia, comparve nella Teogonia di Esiodo, opera risalente all’VII secolo a.C. racconta Ovidio, tornando al mito che Europa era una giovane e e bella ragazza su cui Giove, Zeus, pose il suo sguardo e quella passione divenne per sempre un mito. Europa è una principessa, figlia del re di Tiro Agenore, ma innanzitutto è una ragazza che ama vivere e andare a giocare con le sue amiche in spiaggia, guardare il mare e chiedersi cosa ci sia dietro l’orizzonte, dopo l’ultimo lembo di azzurro. Giove, Zeus, il padre di tutti gli dei, il potente dio che ha la destra armata di fulmini a tre punte, lui che con un cenno fa tremare il mondo è sposato con Giunone, Era, che era molto gelosa delle sue frequenti avventure, le giovani Leda, Semele, ma anche dee come Demetra, Latona o Maia. Giove, Zeus, per conquistarle non disdegna qualsiasi tipo di trasformazione o di inganno, celebre, ad esempio, la metamorfosi in cigno per sedurre la bella Leda. Di queste passioni passeggere, talvolta si confida con Giunone,Era, chiedendole anche dei preziosi consigli. Questa, però, non di rado, reagisce e non proprio sportivamente, dimenticandosi di essere una divinità e assomigliando alla più gelosa delle mogli terrene, stanca della continua infedeltà del marito. Una volta, ad esempio, Era con l’aiuto di Nettuno, Poseidone, Apollo e tutti gli altri olimpio a eccezione di Vesta, Estia, circondò Zeus all’improvviso mentre dormiva e lo legò al letto con corde di cuoio, annodate cento volte, cosicché non si potesse più muovere. Ritornando al mito, Europa un giorno con le sue amiche, come fa di consueto, è in spiaggia spensierata a giocare, ignara del destino che l’attende. Zeus quando si invaghisce di una fanciulla, non molla e allora decide di rapirla trasformandosi in un toro, candido come la neve, e si mescola alle giovenche, che si aggirano vicino alla spiaggia. Così trasformato il toro si avvicina con fare mansuieto ad Europa, e vinta l’iniziale titubanza, rassicurata dalla mitezza dell’animale, non solo lo sfiora ma gli porge dei fiori odorosi. L’idillio fra i due fatalmente si instaura. Giove, Zeus, pregusta il piacere agognato, in quanto gli iniziali timori di Europa sono del tutto superati, tanto che la figlia del re, come racconta ancora Ovidio, si adagia sul suo dorso. Allora il dio dalla terra asciutta della riva, senza parere, comincia a imprimere le sue mentite orme nelle prime onde e poi procede oltre e in mezzo alle acque del mare portandosi via la preda in maniera repentina. Europa è terrorizzata e vede le sue amiche sulla riva, ormai lontana. Per non cadere, afferra con la mano destra un corno, mentre con la sinistra cinge la groppa, e il vento impetuoso le gonfia le belle vesti. Giove, Zeus, porta Europa fino a Cnosso, sull’isola di Creta. Dall’unione con Giove, Zeus, Europa generò Minosse, Serpedonte e Radamanto. Giove, Zeus, delle sue amanti si stanca presto, lascia la povera Europa con i tre bambini per tornare nell’Olimpo, non prima di trasformare il candido toro in una costellazione celeste. Ma, per cercare di rendere meno pesante questa fuga decide di omaggiare la ragazza di tre doni: Talos, un gigante di bronzo guardiano di Creta, Lealaps, un cane addestrato e un giavellotto dalla mira infallibile. Europa, nel frattempo, conosce Asterione, re di Creta, che vinto dalla bellezza della giovane decide di adottare i tre figli “divini” pur di non perdere l’amata. Il mito del rapimento di Europa ci narra della migrazione da Oriente a Occidente, da Tiro a Creta, da una cultura a un’altra. Nel 1610 Galileo, scrutando il cielo, scoprì quattro dei sessantasette satelliti di Giove, il pianeta più grande del nostro sistema solare. Uno di questi, fu chiamato Europa e così da allora quell’amante focoso e quella giovane ragazza da quel momento furono uniti per sempre sotto un manto di stelle.
Favria, 16.09.2020 Giorgio Cortese

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