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GENOVA. Domani apre A6, porto lavora di notte per i Tir

A6 chiusa fino a domani alle 11. A26, a senso unico alternato. A12, controlli su due viadotti le cui strutture sono infiltrate d’acqua. Sembra che con il crollo di Ponte Morandi avvenuto il 14 agosto 2018, si sia scoperchiato il grande pentolone delle mancate manutenzioni cosa che porta molti, troppi problemi come per esempio il rallentamento delle merci che viaggiano verso il porto su gomma: i camalli genovesi hanno lavorato in porto fino alle 2 del mattino per lo scarico delle merci rimaste sui tir in coda per la parziale chiusura dell’A26 e il blocco sull’A6 dovuto al crollo del viadotto Madonna del Monte. La Liguria si dibatte in una morsa infernale per la viabilità: slitta a domani alle 11 la riapertura della carreggiata sud della A6 Savona-Torino dopo che una frana ha causato il crollo del viadotto. L’apertura sarà a senso unico alternato con scambio di carreggiata e sarà una apertura condizionata: il transito veicolare si fermerà in caso di allerta meteo rossa. Serviranno ancora alcuni giorni, invece, per la riapertura della strada provinciale 29 del Cadibona, arteria determinante per togliere dall’isolamento la Val Bormida. Ci sono due fronti franosi ancora da mettere in sicurezza. Per quanto concerne l’A26, dalla relazione sui due viadotti Fado e Pecetti – che l’altro giorno avevano portato alla chiusura choc dell’arteria, poi rimodulata il giorno dopo creando i sensi unici alternati per consentire le verifiche di sicurezza – è emerso che il grave degrado era riferito anche a alcuni cavi corrosi in una porzione molto localizzata della parte dell’impalcato. Ad Aspi è stato chiesto di verificare l’estensione della corrosione. Nei giorni scorsi la procura aveva aperto un fascicolo – per omessi lavori su opere che minacciano rovina – a carico di ignoti, ma nelle prossime ore potrebbero arrivare le prime iscrizioni nel registro degli indagati. Mentre i consulenti effettuavano i sopralluoghi su Fado e Pecetti, sarebbero emerse criticità anche sul Tianin, sempre sull’A26, all’altezza del comune di Mele. Ma la Liguria non è l’unica a vivere questo inferno: anche il basso Piemonte è nei guai tanto che la Provincia di Cuneo ha scritto al premier Conte: “Dopo il crollo di parte del viadotto di Altare sulla Torino-Savona quello che sta emergendo è un panorama desolante – ha scritto il presidente della Provincia e sindaco di Cuneo Borgna -. Oltre ad essere in ginocchio a causa di alluvioni e maltempo, la nostra provincia rischia il totale isolamento finendo schiacciata dai blocchi burocratici. Il crollo della Torino-Savona ci isola da sud, l’autostrada Asti-Cuneo è bloccata, i lavori al Col di Tenda fermi, quelli per la Variante di Demonte non partono e il Colle della Maddalena è chiuso”.

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