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GENOVA. A. Mittal: Genova, saltano primi contratti interinali

Per lo stabilimento Arcelor Mittal di Genova sono i primi licenziamenti. Tecnicamente si tratta di contratti non rinnovati visto che a perdere il lavoro sono tre interinali che erano stati chiamati dal gruppo franco indiano per potenziare l’ufficio logistica e acquisti dello stabilimento di Cornigliano che gestisce movimentazioni di merci a livello nazionale e internazionale. Silvia Peroni, genovese, 31 anni proprio oggi, era stata assunta il 20 settembre: “Ci siamo trovati molto bene con il lavoro e con i colleghi d’ufficio e l’agenzia ci aveva assicurato che i contratti sarebbero stati rinnovati, poi invece in queste settimane è cambiato tutto e abbiamo scoperto che il nostro lavoro finirà domani”. Domani sarà l’ultimo giorno di lavoro anche per Lisa Salis, nata in Sardegna ma genovese di adozione che di anni ne ha 47: “I nostri superiori erano molto contenti, sapevamo di essere entrati in un’azienda importante e confidavamo che i contratti sarebbero stati rinnovati. La speranza ovviamente era quella di arrivare a una stabilizzazione, invece è arrivata la doccia fredda”. Claudio Scalise, 37 anni, era invece stato assunto ad aprile. Era tornato a Genova per questo lavoro dopo cinque anni in Irlanda: “Avevo già avuto un primo rinnovo a settembre e quello successivo lo davo come automatico o almeno così mi era stato garantito perché di lavoro ce n’è e pure tanto. Invece il 20 dicembre scadrà il mio contratto e mi è stato detto che non sarà rinnovato”. I tre lavoratori interinali sottolineano che di fatto lo stop ai loro contratti svuota l’ufficio acquisti genovese: “Oltre a noi tre, restano solo un collega e una ragazza part time”. Si tratta “dell’ennesimo segno della smobilitazione da parte di Arcelor Mittal – dice il coordinatore dell’rsu Armando Palombo – dopo il trasferimento, deciso in tutta fretta pure quello, di una decina di tecnici dipendenti di Arcelor Mittal Europa che erano stati mandati qui un anno fa per supervisionare i vari impianti e di cui, dopo che avevano preso casa a Genova e trasferito le famiglie, è stato disposto il trasferimento ad altra sede”. La situazione anche a Cornigliano resta incerta. “Speriamo che ci sia ancora una possibilità – dicono i tre interinali – che decidano di richiamarci, perché questo sarebbe un segnale positivo per tutto lo stabilimento”.

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