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29 Aprile 2026 - 15:40
Una riflessione sul lavoro che parte dalla terra e arriva al senso più profondo dell’essere umano. Nella settimana del Primo Maggio, l’arcivescovo di Torino Roberto Repole ha guidato a Candiolo un incontro dedicato al valore del lavoro agricolo, promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro dell’Arcidiocesi insieme a Coldiretti Torino.
Il momento di confronto e preghiera si è svolto alla Cooperativa Speranza, realtà che riunisce allevatori della zona sud torinese e che rappresenta un esempio concreto di innovazione nel settore primario. Prima dell’incontro, il cardinale ha visitato l’azienda agricola della famiglia Vanzetti, dove ha potuto osservare da vicino le attività produttive e le tecnologie adottate.
Accompagnato dal presidente della cooperativa Carlo Vanzetti, dal presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici e dal direttore Carlo Loffreda, Repole ha visitato le stalle dell’azienda Vanzetti Holstein, caratterizzate da sistemi avanzati per il benessere animale, e gli impianti che trasformano le deiezioni animali in energia elettrica, biometano e anidride carbonica destinata all’industria. Un modello che unisce produzione agricola e sostenibilità ambientale, trasformando un problema in risorsa.
Dopo la visita, l’arcivescovo ha guidato l’incontro diocesano di riflessione insieme a parroci e gruppi cattolici, coordinato da Alessandro Svaluto Ferro, direttore della Pastorale sociale e del lavoro. Al centro, il significato del lavoro come elemento fondamentale della dignità umana.
«Lavorando noi diventiamo più “persona”, la nostra umanità fiorisce», è stato il filo conduttore dell’intervento. «La dottrina sociale della Chiesa ha sempre visto il lavoro umano come partecipazione alla creazione che continua ogni giorno anche grazie alla mani, alle menti e al cuore dei lavoratori».
Nel suo intervento, Repole ha anche richiamato l’attenzione sul rischio di ridurre il lavoro a una logica puramente economica, invitando a non inseguire il “dio” denaro ma a cercare nel lavoro una dimensione di pace e realizzazione personale.
Dal mondo agricolo è arrivato un apprezzamento per l’attenzione mostrata verso il settore. «Una grande soddisfazione vedere un così grande interesse del cardinale verso il lavoro in agricoltura», ha commentato Bruno Mecca Cici, sottolineando come la dignità del lavoro passi anche attraverso il giusto compenso per gli agricoltori e il rispetto dei consumatori.
«Abbiamo ascoltato parole che ci spingono ancora di più a continuare nella difesa e nella promozione della nostra agricoltura e del valore del lavoro dei nostri agricoltori», ha aggiunto Carlo Loffreda.
Al termine dell’incontro, all’arcivescovo sono stati consegnati una targa ricordo e un cesto di prodotti locali, simbolo di un legame stretto tra territorio, lavoro e comunità. La giornata si è conclusa con un rinfresco a base di prodotti a chilometro zero preparato da Stefania Grandinetti, cuoca contadina e responsabile del Mercato del Corso di Torino.

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