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17 Aprile 2026 - 09:24
A Cuorgnè il mare non c’è, ma per un giorno è arrivato lo stesso, portando con sé opportunità, formazione e prospettive professionali. È questo il senso dell’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, sezione locale del Canavese, che ha organizzato un’attività di orientamento rivolta agli studenti delle scuole del territorio.
L’iniziativa, giunta al secondo anno consecutivo, si è svolta in occasione delle celebrazioni del 25 aprile e ha coinvolto circa 35 studenti dell’istituto 25 Aprile di Cuorgnè e una trentina del Moro di Rivarolo. Un appuntamento che segna un passo ulteriore nel dialogo tra mondo militare e giovani, con l’obiettivo di offrire una visione concreta delle possibilità offerte dalla Marina Militare.
A guidare l’incontro sono stati due rappresentanti delle forze armate, arrivati dal Comando Nord della Spezia: il comandante di fregata Oreste Foppiani e il secondo capo Nicola Lacitignola. La loro presenza è stata introdotta dai membri del direttivo dell’associazione, tra cui Francesco Zucco, Domenico La Stella, Raffaele Leone e Raffaele Girigliarano.
“Siamo l’associazione di Cuorgnè e di tutto il Canavese – spiega Francesco Zucco – e abbiamo accolto questi militari per portare un momento di orientamento nelle scuole. Per il secondo anno consecutivo lo facciamo qui, mentre per la prima volta siamo stati anche a Rivarolo”.
L’incontro si è sviluppato in più fasi: una prima introduzione sull’attività della Marina e sul ruolo dell’associazione, seguita dalla presentazione dei due militari e dalla proiezione di un video istituzionale. Da lì è partito un confronto diretto con gli studenti, che hanno potuto conoscere più da vicino la realtà della vita militare.
Uno degli aspetti più sottolineati è stato il superamento degli stereotipi legati alla divisa. “È stato spiegato ai ragazzi che la Marina non è solo guerra o missioni – racconta Zucco – ma offre possibilità a 360 gradi. Si possono intraprendere percorsi professionali molto diversi: medici, avvocati, infermieri, ingegneri, ma anche elettricisti, meccanici, cuochi. Le navi sono vere e proprie città galleggianti e hanno bisogno di tutte le professionalità”.
Un messaggio che ha colpito gli studenti, soprattutto per le opportunità legate alla formazione. Entrare in Marina, infatti, significa anche poter accedere a percorsi universitari finanziati. “Dal momento in cui si supera un concorso, i ragazzi vengono già stipendiati – sottolinea Zucco – hanno vitto e alloggio e possono frequentare l’università gratuitamente. È una possibilità concreta di costruirsi un futuro”.

Non sono mancati, però, anche i riferimenti alle difficoltà della vita militare. Durante l’incontro sono stati illustrati sia i vantaggi sia i sacrifici e le responsabilità che comporta una carriera nelle forze armate, offrendo così un quadro completo e realistico.
Il momento più significativo è stato il confronto diretto con i ragazzi, che hanno partecipato attivamente ponendo domande e mostrando interesse. “L’orientamento si è svolto in maniera molto partecipata – racconta ancora Zucco – con un dialogo coinvolgente. I ragazzi erano curiosi e attenti, e questo ci fa sperare di poter ripetere l’iniziativa anche negli anni a venire”.
L’iniziativa assume un valore particolare in un territorio lontano dal mare, dove la cultura marittima non è parte della quotidianità. Proprio per questo, l’obiettivo è ampliare gli orizzonti delle nuove generazioni. “Qui vediamo le montagne, non il mare – conclude Zucco – ma vogliamo dare ai ragazzi una prospettiva diversa rispetto a quella che offre normalmente il nostro territorio”.
Un’apertura che guarda al futuro, in un contesto in cui l’orientamento scolastico e professionale diventa sempre più centrale. Iniziative come questa dimostrano come anche realtà locali possano costruire ponti concreti tra formazione e lavoro, offrendo ai giovani strumenti per scegliere consapevolmente il proprio percorso.
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