Home / Dai Comuni / FAVRIA. Ubriaco ai Carabinieri: “toglietevi la divisa e vediamo cosa fate”, alla sbarra
Condanna

FAVRIA. Ubriaco ai Carabinieri: “toglietevi la divisa e vediamo cosa fate”, alla sbarra

Di notte, barcollante, in un periodo in cui i furti nelle abitazioni e nei negozi era all’ordine del giorno. Ragioni sufficienti, secondo i Carabinieri di Rivarolo, per fermare quel soggetto sospetto che il 12 marzo 2010, intorno a mezzanotte e mezza, stava stazionando con la sua auto modello Audi in via Vittorio Veneto a Favria.

Il controllo, però, aveva sortito una reazione sproposita. “Che cazzo volete, sbirri di merda” aveva continuato a gridare da quel momento in poi, finchè era stato condotto in caserma, Luca Allamprese, residente a Favria, ora imputato, presso il Tribunale di Ivrea, per guida in stato di abbrezza e resistenza a pubblico ufficiale, difeso dall’Avvocato Marco Stabile.

“Avevamo fermato Allamprese perchè in quei giorni si erano verificati diversi furti e stavamo conducendo servizi perlustrativi, ero insieme al collega Bravatà – ha raccontato il Carabiniere Roberto Annè, che si è anche costituito parte civile con l’Avvocato Daniela Dematteis, interrogato venerdì scorso dal Pm Gianluca Dicorato -. L’auto procedeva piano, era vicina ad un’attività commerciale e somigliava ad una delle tante descritte che si vedevano circolare di notte. Fermando la vettura ci siamo resi conto che conoscevamo il guidatore, poichè era noto per alcuni precedenti, ma abbiamo chiesto i documenti, era la prassi. Non voleva mostrarceli. Lo abbiamo ammonito. Gli abbiamo suggerito di calmarsi”.

Allamprese, però, era andato su tutte le furie, complice anche la sbornia: “siete delle teste di cazzo, non sapete contro chi vi siete messi, ve la faccio pagare”. E ancora “lasciatemi andare, vi attacco al muro, toglietevi la divisa e vediamo cosa fate”. Addirittura aveva voluto chiamare al telefono il suo avvocato.

“C’era puzza d’alcool, aveva gli occhi spiritati, camminava su se stesso, ragion per cui abbiamo chiamato una vettura di supporto per eseguire il controllo con l’etilometro” ha proseguito Annè davanti al giudice Claudia Colangelo. Ancora in caserma Allamprese aveva inveito: “non sapete a chi avete pestato i piedi, tanto la auto la uso lo stesso, vi acchiappo”.

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

BRUSASCO. Dana esce dal carcere: sconterà il resto della pena a casa

Esce dal carcere Dana Lauriola, la portavoce del movimento No Tav arrestata il 17 settembre …

VENARIA. Si apre una voragine in via Canale, disagi per il traffico

VENARIA. Si apre una voragine in via Canale, disagi per il traffico. Caos e disagi …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *