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FAVRIA. Si presenta al lavoro e scopre di essere stata lincenziata: è polemica

Si presenta al lavoro senza sapere di essere stata licenziata. La verità è che la lettera di licenziamento era stata inviata ad un indirizzo sbagliato.

Ci sarebbe questo alla base  della protesta scoppiata mercoledì mattina davanti ai cancelli della Costantino, azienda farmaceutica leader nell’estrazione delle proteine. I 39 dipendenti hanno incrociato le braccia sotto la pioggia per manifestare la solidarietà nei confronti di una loro collega, una donna di 31 anni, rientrata solo sei mesi fa dalla maternità. In azienda si occupava della parte commerciale.

Martedì mattina, quando è tornata a lavorare dopo le festività di Pasqua – spiega Claudia Bocca, del sindacato Filctem – Cgil che si sta occupando della vicenda – la dipendente si è trovato davanti un collega che le chiedeva di riconsegnare il badge di ingresso sostenendo che era stata licenziata”.

Quindi continua la sindacalista: “La ditta ha inviato la lettera con la data di fine rapporto ad un indirizzo sbagliato, quello in cui la lavoratrice viveva negli anni passati. Martedì quando si è presentata al lavoro non sapeva nulla della decisione”, giustificata da un calo di fatturato, passato, nel giro di un anno da 14 a 7 milioni di euro.

I sintomi che qualcosa non andava c’erano già al rientro della 31enne dalla maternità, avvenuta a ottobre.

Le hanno affidato solamente attività di segreteria e archiviazione – sostiene Boccache, professionalmente parlando l’hanno resa più povera, l’hanno dequalificata. In quell’occasione sono intervenuta per farle riassegnare le sue mansioni ma mi hanno sempre rimandato sostenendo che c’era una riorganizzazione in corso”.

Una riorganizzazione che significava licenziamento.

Dall’altro lato, i vertici dell’azienda Costantino sostengono che tutto era stato concordato a luglio, dopo una decisione di ridurre il personale del 15 per cento con il licenziamento di 5 dipendenti.

Anche a luglio – interviene ancora la sindacalista – un altro dipendente era stato lasciato a casa perchè la sua mansione era stata soppressa. Adesso l’unica ad essere stata licenziata è la mamma di una bambina di un anno”.

Filctem – Cgil non ha intenzione di fermarsi a guardare e ieri lunedì, 9 aprile, ha già avviato le pratiche per impugnare il licenziamento, giovedì invece è previsto un incontro con i vertici della società. In quell’occasione si discutere anche di “altre questioni, come i premi di risultato”.

Nel frettempo, anche il sindaco Vittorio Bellone ha voluto dire la sua.

Non ero a conoscenza di quanto accaduto e non so tutti i particolari – commenta -. Quello che posso dire è che esprimo tutta la mia solidarietà nei confronti di questa mamma e mi rendo disponibile a qualsiasi colloqui”.

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