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FAVRIA. Occhi di Falco non perdona: oltre cento multe in cinque mesi

Nel giro di cinque mesi “Occhio di Falco” è riuscito a pizzicare, e quindi sanzionare, giù un centinaio di automobilisti.

A Favria continuano le iniziative per monitorare il traffico cittadino, in particolare via Caporal Cattaneo dove scorre il “grosso” degli automobilisti che si recano a lavoro ed i mezzi pesanti.

Dopo il sistema T-red, contro cui si sollevò, una decina d’anni fa, una larga e dura protesta, arriva un nuovo incubo che ha lo stesso nome, tra l’altro, di uno dei personaggi dalla Comics, l’arciere in costume dotato del più variegato arsenale di frecce.

Il nuovo mezzo adottato, che si sta spargendo un po’ in in tutto lo stivale, in diversi comuni dal nord al sud Italia, non perdona: partendo dal numero di targa dei veicoli inquadrati il dispositivo è capace di incrociare immediatamente una serie di dati e in tempo reale di informare gli agenti della Polizia Municipale se il mezzo risulta o meno in regola con il pagamento dell’assicurazione, se è stata effettuata la revisione, o se si tratta di un’auto rubata. La percentuale dei trasgressori, a Favria, si attesta sul 7% circa. Questi i numeri in mano agli uffici.

“Occhio di Falco viene utilizzato dai nostri agenti una o due volte la settimana, per la durata di un’ora ogni volta – illustra il sindaco Serfino Ferrino -. Registriamo una media tra i 400 ed i 500 passaggi di veicoli in quel breve lasso di tempo, ed una media di 10 contravvenzioni”.

Per il momento il dispositivo ha fatto incetta di mancate assicurazioni o revisioni, con multe che variano tra i 180 e gli 800 euro, non certo noccioline di questi tempi, ma non ha ravvisato episodi di micro delinquenza.

Nelle vacanze, i pochi che sono rimasti in paese e non sono partiti per mare o montagna, hanno potuto tirare il fiato. “Occhio di Falco”, infatti, tra luglio ed agosto non è stato utilizzato.

“Questo perché avevamo due soli vigili in servizio i quali si sono dati il cambio per le ferie e non potevano lasciare l’ufficio – spiega Ferrino, che avvisa -. Da settembre riprenderemo i controlli”. Gli automobilisti, quindi, sono avvisati.

Nello specifico il comune affitta l’impianto ad una società privata, che lo ha dato in comodato d’uro, per una spesa che si aggira sugli 8mila euro l’anno.

A conti fatti il comune farà in fretta a ripagare il costo vista la percentuale di chi, per svogliatezza, o magari soltanto perché lo ha dimenticato (d’altronde oggi giorno è difficile star dietro a tremila scadenze di altrettante tasse da pagare) non ha saldato questa o quella scadenza.

“Ma il sistema – ricorda il primo cittadino – soprattutto serve per prevenzione”.

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