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Il fascino del classese Brut Oltrepò Pavese

A distanza di qualche settimana abbiamo avuto l’opportunità di ritornare in Oltrepo’ dove ho potuto riassaggiare un prodotto che già ci aveva sorpreso assaggiandolo nell’ambito di una manifestazione vinicola a Casteggio. Questo secondo assaggio non solo ha confermato l’ottima impressione del primo, ma ci ha convinti ancor di più di trovarci di fronte ad un eccellente spumante brut, il “Classese” dell’Azienda Agricola Travaglino. La tenuta situata in pieno Oltrepò Pavese, ha certamente quale punta di diamante della loro produzione questo Brut Millesimato, un grande metodo classico prodotto esclusivamente nelle migliori annate da uve di Pinot Nero e per il quale ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti. Il vitigno del Pinot Nero dell’Oltrepò è la prima produzione in Italia e la seconda al mondo dopo quella dello Champagne. Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati a questo territorio, che per consolidata tradizione hanno contribuito ad ottenere i vini a Denominazione d’Origine Pinot Nero. Considerata sin da tempi antichissimi (un’importante testimonianza arriva da un reperto di tralcio di vite, risalente a tempi preistorici, trovata presso Casteggio, nel I secolo a.C.) antica dimora per la produzione di vini di qualità, questa terra è anche, anzi soprattutto, antica dimora della vite. E’ un’ipotesi sempre più accreditata che i genotipi originari del Pinot nero fossero già coltivati in Oltrepò Pavese dai RomaniE’ un’ipotesi sempre più accreditata che i genotipi originari del Pinot nero fossero già coltivati in Oltrepò Pavese dai Romani. La diffusione come varietà da spumantizzazione in Oltrepò Pavese si intensificò, tuttavia, alla fine dell’800. Ai primi del ‘900 gli spumanti oltrepadani erano noti anche negli Stati Uniti, in particolare a New York dove ci si poteva imbattere nel cartello pubblicitario del “Gran Spumante Svic” prodotto dalla Sociatà Vinicola di Casteggio, la cui direzione era affidata all’enologo Pietro Riccadonna. Costui è considerato uno dei padri della spumantizzazione moderna, in particolare per quanto riguarda il metodo classico. Già allora la base per le cuveé era rappresentata da vino Pinot ottenuto da uve Pinot nero. Da allora altri produttori cominciarono a cimentarsi nella nobile vinificazione della lenta fermentazione in bottiglia. Nel 1930 la cantina sociale La Versa si organizzò per creare una moderna (per quei tempi) cantina di spumantizzazione. La tradizione è continuata fino ad oggi con il riconoscimento, nazionale e internazionale, dell’Oltrepò Pavese quale territorio di estrema vocazione per la produzione di spumante Metodo Classico da uve di Pino nero. In Oltrepò Pavese il Pinot nero (sia per le basi spumante che per i vini rossi) è passato dai circa 600 ettari coltivati intorno agli anni ’60, ai circa 2800 attuali con l’obbiettivo di reimpianto di oltre 200 ettari all’anno per i prossimi 4 anni fino ad arrivare a 4000 ettari coltivati ed in produzione. E’ presente un po’ in tutto l’Oltrepò anche se è soprattutto coltivato in Valle Versa, Valle Scuropasso e alta Valle Coppa. E’ dunque prestigioso lo spumante dell’Oltrepo’ Pavese ottenuto da uve Pinot Nero provenienti migliori crù dell’Oltrepò, quali quelle per il “Classese”. Viene affinato sui lieviti per oltre 48 mesi e si presenta di colore giallo paglierino, con il caratteristico profumo ricco di gradevoli sentori di crosta di pane e frutta esotica ed il perlage fine e persistente, tutti elementi che fanno di questo spumante un aristocratico compagno sia al momento dell’aperitivo sia durante tutto il pasto. Affinché possa esprimere al meglio le proprie caratteristiche, deve essere servito alla temperatura di 6/8°C.

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Blogger: Fabio Mina

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