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21 Aprile 2026 - 14:34
Dalla cucina togolese al jazz: Torino si prepara al Festival Panafricano tra sapori e musica
Dettagli evento
Data di inizio 24.04.2026 - 20:00
Data di fine 24.04.2026 - 23:00
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Un piatto condiviso, un concerto dal vivo e un’idea precisa di città: quella che si costruisce mettendo insieme culture diverse senza trasformarle in folklore. È da qui che parte “In cammino verso il Festival”, il percorso lanciato da Panafricando APS insieme al Torino Jazz Festival, primo passo verso il Festival Panafricano 2026.
L’appuntamento è fissato per venerdì 24 aprile alle 20, alla Bocciofila Vanchiglietta, uno di quei luoghi torinesi che negli ultimi anni hanno imparato a reinventarsi come spazi di incontro. Per una sera, non servirà essere soci: le porte saranno aperte a tutti, in linea con lo spirito dell’iniziativa.
Al centro della serata c’è il cibo come linguaggio universale. Il menù propone l’Ayimolou, piatto tradizionale del Togo a base di riso e fagioli, preparato dai cuochi Rodrigue Abalo e Moussa Bouraima, con una variante vegetariana pensata per ampliare la partecipazione. Non una semplice degustazione, ma un gesto culturale: portare a tavola storie, origini, identità.
Subito dopo, la scena passa alla musica con il To Jazz Trio, composto da Fé Avouglan alla voce, Davide Bertolone al basso e Fabrizio Airola Gnota al pianoforte. Un incontro sonoro che riflette lo stesso spirito della serata: tradizioni che si intrecciano, linguaggi che dialogano senza gerarchie.
L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro, come spiega la presidente Liuba Forte: creare spazi di incontro e condivisione, valorizzando il contributo delle comunità africane e afrodiscendenti nel tessuto cittadino. Non un evento isolato, ma un percorso diffuso che accompagnerà Torino fino all’autunno, coinvolgendo luoghi e pubblici diversi attraverso arte, musica e cultura.
Fondata nel 2016, Panafricando APS è oggi una delle realtà più attive sul fronte dell’intercultura in città. Attorno al Festival Panafricano — che nel 2026 raggiungerà la decima edizione — si è costruita una rete che unisce comunità africane, afrodiscendenti e italiane, lavorando su più livelli: eventi culturali, progetti educativi come l’Aurora Children Lab, attività sociali e collaborazioni con istituzioni locali.
In un tempo in cui il tema dell’integrazione è spesso raccontato per contrapposizioni, iniziative come questa scelgono un’altra strada. Partire da ciò che unisce — un piatto, una musica, uno spazio condiviso — per costruire relazioni reali. Senza retorica, ma con una pratica concreta.
E forse è proprio questo il senso più profondo di una serata che, almeno in apparenza, sembra semplice: sedersi allo stesso tavolo e ascoltare la stessa musica. A Torino, oggi, non è poco.

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