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Sulle orme dei pellegrini: 16 chilometri tra storia, natura e spiritualità nel cuore del Canavese

Domenica 19 aprile torna la camminata sulla Via Romea Canavesana tra Villate e Candia, un viaggio lento tra boschi e antichi luoghi sacri

Sulle orme dei pellegrini

Sulle orme dei pellegrini: 16 chilometri tra storia, natura e spiritualità nel cuore del Canavese

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Un passo dopo l’altro, lungo sentieri che raccontano secoli di storia. Con l’arrivo della primavera riprendono le camminate della Via Romea Canavesana, un itinerario che unisce natura, arte e memoria, riportando i partecipanti sulle tracce degli antichi pellegrini medievali.

L’appuntamento è fissato per domenica 19 aprile, con un percorso ad anello di circa 16 chilometri tra Villate, frazione di Mercenasco, e Candia. Un tragitto pensato per chi ama camminare ma anche per chi vuole scoprire un territorio ricco di tesori nascosti, spesso lontani dai circuiti più battuti.

Il ritrovo è previsto alle 9.15 davanti alla chiesa parrocchiale di San Grato a Villate. Da lì prenderà il via un cammino che si sviluppa quasi interamente su strade sterrate e sentieri immersi nel verde, tra boschi e tratti più aperti e soleggiati. Il percorso non presenta difficoltà tecniche rilevanti, ma richiede comunque un minimo di allenamento, anche per la lunghezza e per l’assenza di punti acqua lungo il tragitto.

La prima tappa è già un tuffo nel passato: i ruderi della chiesetta di San Pietro, antico romitorio immerso nella vegetazione della Serra morenica. Qui, nel Medioevo, trovavano riparo i pellegrini in viaggio, in un tempo in cui camminare significava affrontare distanze e incertezze con spirito di fede e adattamento.

Proseguendo verso Candia, il paesaggio si apre offrendo scorci suggestivi. Dall’alto si intravedono il Castello Benso e la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena di Mercenasco, elementi architettonici che punteggiano il territorio e raccontano la sua stratificazione storica. Lungo il percorso si incontra anche una piccola cappella votiva dedicata a San Silvestro, segno della devozione diffusa che caratterizza queste zone.

Il cammino continua tra boschi e sentieri fino a raggiungere, intorno all’ora di pranzo, la chiesa di Santo Stefano al Monte di Candia. Qui è prevista una sosta per il pranzo al sacco, ma soprattutto un momento di approfondimento culturale: l’associazione “Amici di Santo Stefano” guiderà i partecipanti alla scoperta di questo importante edificio romanico del XII secolo, un tempo priorato benedettino e punto di riferimento per i pellegrini diretti verso Roma o altri luoghi sacri.

È proprio in luoghi come questo che si coglie il senso più autentico della Via Romea: non solo un percorso fisico, ma un itinerario che intreccia spiritualità, storia e paesaggio. Camminare diventa così un modo per rallentare, osservare e riscoprire un legame profondo con il territorio.

La seconda parte della giornata si apre con uno dei tratti più suggestivi: una strada panoramica che si affaccia sul lago di Candia. Qui lo sguardo spazia sull’acqua e sul paesaggio circostante, con in primo piano la torre del borgo scomparso di Castiglione, testimonianza silenziosa di un passato che ancora affiora tra le pieghe del territorio.

Il rientro a Villate è previsto nel pomeriggio, intorno alle 17.30, al termine di una giornata che unisce attività fisica e scoperta culturale. Un’esperienza completa, capace di coinvolgere non solo gli appassionati di trekking, ma anche chi è alla ricerca di un modo diverso di vivere il proprio tempo libero.

L’iniziativa è gratuita, ma a numero chiuso, con un massimo di 35 partecipanti. È quindi obbligatoria la prenotazione, segno di un interesse crescente verso queste proposte di turismo lento e sostenibile.

In un’epoca in cui tutto corre veloce, la Via Romea Canavesana offre una pausa. Un invito a riscoprire il valore del cammino, non solo come attività fisica, ma come esperienza di connessione con la storia e con sé stessi.

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