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“Ospitar”, seconde case e turismo: la svolta delle Valli di Lanzo

Ala di Stura e Balme lanciano il progetto per trasformare gli immobili vuoti in opportunità economiche e sociali

“Ospitar”, seconde case

“Ospitar”, seconde case e turismo: la svolta delle Valli di Lanzo

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Le seconde case come risorsa, non più solo come patrimonio inutilizzato. È questa la sfida del progetto “Ospitar”, l’iniziativa lanciata dalle amministrazioni comunali di Ala di Stura e Balme con il supporto della Città metropolitana di Torino, per dare nuova vita agli immobili e rilanciare l’economia delle Valli di Lanzo.

Il progetto nasce in un contesto ben preciso: quello di territori montani segnati da una forte presenza di abitazioni non occupate stabilmente, spesso superiore al numero dei residenti. Un dato che racconta da un lato la storica attrattività turistica della zona, ma dall’altro evidenzia una criticità crescente legata allo spopolamento e alla gestione del patrimonio edilizio.

“Ospitar” si inserisce come evoluzione del programma europeo “BeyondSnow” e punta a costruire un sistema strutturato di ospitalità diffusa, capace di mettere in rete le seconde case e trasformarle in alloggi per turisti, con una gestione più professionale rispetto alle forme tradizionali.

L’obiettivo è ambizioso: creare un modello che permetta di coniugare turismo, economia locale e qualità della vita, offrendo ai visitatori esperienze autentiche e allo stesso tempo generando nuove opportunità per chi vive sul territorio. Non si tratta solo di affittare case, ma di costruire un sistema integrato fatto di servizi, accoglienza e valorizzazione delle risorse locali.

Tra i punti centrali del progetto c’è la possibilità per i proprietari di seconde case di ottenere un reddito integrativo, aumentando l’utilizzo degli immobili oggi spesso vuoti per gran parte dell’anno. Un meccanismo che potrebbe anche incentivare interventi di manutenzione e riqualificazione, con effetti positivi sull’intero tessuto urbano.

Accanto all’aspetto immobiliare, il progetto punta a generare ricadute dirette sull’economia locale. L’attivazione di nuovi flussi turistici, infatti, può tradursi in domanda di servizi: dalle pulizie alla gestione degli alloggi, fino all’accoglienza e alla manutenzione. Un indotto che può offrire opportunità concrete soprattutto nei piccoli comuni montani.

Il tema si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda il futuro delle aree alpine, sempre più chiamate a reinventarsi di fronte ai cambiamenti climatici e alla trasformazione dei modelli turistici. La progressiva riduzione dell’affidamento esclusivo sul turismo invernale spinge infatti verso nuove forme di attrattività, basate su esperienze sostenibili e distribuite לאורך tutto l’anno.

In questo scenario, l’ospitalità diffusa rappresenta una delle strade più promettenti, perché consente di valorizzare ciò che già esiste senza consumo di nuovo suolo, puntando sulla qualità dell’offerta e sull’autenticità dei luoghi.

Per presentare il progetto e illustrarne i dettagli operativi, sono stati organizzati due incontri pubblici. Il primo si terrà venerdì 17 aprile alle 17.30 presso la sede della Città metropolitana di Torino, con la partecipazione della consigliera delegata Sonia Cambursano. Il secondo appuntamento è previsto sabato 18 aprile ad Ala di Stura, nella sala consiliare, con possibilità di partecipazione anche online.

Gli incontri saranno l’occasione per approfondire i dati raccolti e confrontarsi con cittadini e proprietari, chiamati a diventare protagonisti di questa trasformazione. Perché il successo di “Ospitar” dipenderà soprattutto dalla capacità di coinvolgere chi, quelle case, le possiede.

La sfida è aperta: trasformare un patrimonio spesso inutilizzato in un motore di sviluppo. In gioco non c’è solo il turismo, ma il futuro stesso di comunità che cercano nuove strade per restare vive.

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