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Elena Caffaro sarà il prossimo Sindaco di Lessolo

Sarà il prossimo Sindaco di Lessolo. Prematuro, forse, darlo per scontato quando mancano ancora cinque mesi alle prossime elezioni comunali. Ma senz’altro è assolutamente probabile. Non foss’altro per il cognome che Elena Caffaro, 40 anni, si porta addosso, figlia di quel Valter Caffaro che fu autorevole Sindaco tra gli anni ’70 e ’90 (a cui ha dedicato un libro pubblicato e presentato nel maggio scorso), e, non in seconda battuta, per le capacità che ha dimostrato di possedere soprattutto da quando, un anno e mezzo fa, ha fondato l’Associazione “Il paese che vorrei” riuscendo a creare momenti di aggregazione e sostenendo nel contempo la popolazione in battaglie come quella contro il canone della depurazione addebitato illecitamente sulla bolletta dalla Smat. Il futuro di Lessolo è rosa ed Elena Caffaro ha già cominciato a lavorare al programma, improntato su quelle qualità che più la contraddistinguono: determinazione, concretezza, massima efficienza. Figlia di Valter Caffaro e Teresa Pasinato, ha due fratelli, che hanno intrapreso l’attività amministrativa da tempo, sono Luciano Caffaro (attuale consigliere di minoranza a Lessolo) e Maurilio Ottello (consigliere di minoranza a Pavone), e tre sorelle, Giovanna Ottello, Donatella Caffaro e Maria Ruggiero. Sposata con Luciano Campagnaro e mamma di Mikol, ha preso le redini dell’azienda paterna.

 

Lessolo caffaro Elena

Perchè ti candidi?

Perchè ho vissuto sulla pelle, quando mio padre era Sindaco, la realtà del paese, dai suoi problemi alla feste, e vorrei tornare a riviverlo.

E’ già pronta la lista?

Sì. Ho cercato di lavorarci per tempo per riuscire a formare la squadra. Siamo anche già stati a Padova ad un corso per amministratori con i Comuni virtuosi e per la primavera organizzeremo delle serate informative.

Ci saranno esponenti delle passate amministrazioni?

Soltanto uno: Valter Dagassolemi, che fu già in Amministrazione con mio padre (attualmente è consigliere di minoranza nonchè Presidente del Gruppo Sportivo Caleese).

Vista la contingenza economica che vincola gli spazi di manovra dei Comuni… cosa ti ha convinta a candidarti?

La passione.

Cosa pensi di poter fare per Lessolo?

Migliorarne l’immagine, che significa pensare in primo luogo ai piccoli interventi di tutti i giorni, prestare maggiore attenzione alla manutenzione, che è cosa nient’affatto scontata, a partire dalle strutture pubbliche. E creare occasioni per aggregare il più possibile le persone.

E in questi mesi, sul tema dell’aggregazione, hai dato prova di saperci fare…

Credo che il Comune possa attivarsi per questo ed appoggiare le Associazioni, secondo me è fondamentale. Abbiamo tredici realtà a Lessolo che funzionano molto bene e la dimostrazione che si possa fare aggregazione è data proprio da eventi come la recente Cena Povera Benefica organizzata dall’Asilo coinvolgendo davvero tutti. La gente è sempre meno motivata ad uscire di casa, bisogna fare in modo che ne abbia voglia.

Prevedi investimenti nel tuo programma?

Non ho in serbo grandi investimenti ma progetti medio-piccoli che daranno risultati non indifferenti. Non occorrono opere faraoniche, serve attenzione al quotidiano. Di sicuro non farò mai promesse che non posso mantenere.

E a proposito di promesse non mantenute, legate ad opere faraoniche del passato, rimane sul groppone del Comune l’attesa Casa di riposo. I lavori sono fermi. Cosa pensi che si possa fare?

La casa di riposo doveva essere finita già nel 2010. Si son fatte due campagne elettorali su quest’opera e dopo un decennio non è ancora conclusa benchè inaugurata nel 2009. Senza ombra di dubbio non potremo non valutare che cosa fare anche perchè i lavori sono stati avviati sulla base di due lasciti che ne prevedevano la precisa destinazione. Bisogna vedere prima di tutto quali saranno le risorse a disposizione del Comune anche alla luce del Patto di Stabilità (entrato in vigore anche per i Comuni tra i mille ed i 5mila abitanti).

Problema di tutta attualità è la gestione della colonia felina di Piazza Olivetti…

Penso che il Comune debba trovare un’area destinata. Non è questione di voler bene o male agli animali. Tanto di cappello ai volontari che si occupano dei gatti della colonia. Ma senz’altro bisogna trovare una soluzione, serve un luogo adatto: un parcheggio in mezzo ad un paese non è l’ideale.

Per il problema del depuratore da cui provengono talvolta odori molesti?

Abbiamo chiesto le analisi all’Arpa ma non ci sono state ancora consegnate. Abbiamo saputo solo dagli organi di stampa che la pulizia non era stata fatta nel periodo in cui si sono riscontrati problemi di cattivi odori. Vorremmo chiarezza sulla differenza tra un servizio di depurazione e le fosse imhof e soprattutto ci piacerebbe sapere come viene calcolato l’importo per la depurazione che costituisce il 46 per cento. Da un anno e mezzo stiamo lavorando con Adoc, l’Associazione dei consumatori di Ivrea.

La tassazione è un tema molto sentito. A Lessolo qual è la situazione?

Lessolo ha sempre avuto una tassazione molto bassa e si cercherà di mantenerla tale.

Come vedi il destino dei Comuni, alla luce delle nuove normative su convenzioni, unioni e fusioni?

Mi stupisco che nonostante le imposizioni normative il problema non sia stato ancora affrontato. Andava affrontato già da tempo, dobbiamo decidere con chi unificare i servizi, pena dover subire poi scelte esterne e garantire che Lessolo non perda i suoi preziosi servizi.

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