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Duecento firme contro l’abbattimento dei platani del Castellazzo

Duecento firme contro l’abbattimento dei platani del Castellazzo. I cittadini hanno presentato la petizione in Municipio. Sono contrari al progetto da 40mila euro dell’Amministrazione Comunale che vorrebbe “titar giù” gli alberi secolari, simbolo del paese e tra le cui fronde hanno passeggiato diverse generazioni. Un colpo di motosega per risolvere in quattro e quattr’otto il problema di gestire e difendere dalla morie pianta piuttosto delicate. Tra i più combattivi c’è Giacomo Bausone, consigliere comunale di minoranza e, sicuramente, in pista per le elezioni della prossima primavera.

Piazza del Castellazzo – asserisce Bausone – è in condizioni pessime. Quest’Amministrazione ha rovinato i platani. Sarebbe bastato eseguire correttamente la manutenzione ordinaria per salvare questi alberi che risalgono addirittura al ‘600. Tanta gente è favorevole ad abbatterli, specie chi abita vicino ed è seccato dalla gran quantità di foglie che cadono, ma tanti altri sono assolutamente contrari. 40Mila euro per un intervento del genere non mi stanno bene! Siamo ancora in tempo. Anche se è stato tagliato lo stipite delle piante, cosa che non doveva accadere, possiamo recuperarle, con un trattamento corretto, e farle ricrescere“.

Per Bausone il progetto del Castellazzo è l’ennesimo esempio di una “cattiva gestione amminsitrativa”. “Quest’Amministrazione – chiosa il consigliere – ha fatto poco e niente. La borgata Laurenti è stata asfaltata senza concludere i lavori. C’è una strada a San Rocco in condizioni terribili. Ha trascurato le volontà del lascito Don Oddonino che prevedeva di destinare al Comune l’asilo ed otto terreni per farne attività sociali. Al posto della biblioteca si sarebbe potuto creare un centro anziani, per cui era arrivata la richiesta da parte della gente del paese. Si potevano dare dei servizi, da un luogo di incontro all’area mercatale che noi avevamo proposto, mai realizzata“. “Questa gente – conclude Bausone rivolto agli amministratori – deve andare a casa“.

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