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Don Mario, primo a destra. Di spalle il sindaco Buscaglia

Don Mario, comincia un nuovo cammino di fede

Don Mario Perlo, sacerdote da 33 anni, di Poirino, è il nuovo parroco di Brandizzo. E’ arrivato dopo aver retto per 23 anni la Parrocchia San Lorenzo in Collegno, San Leonardo Murialdo e Santi Apostoli (Mirafiori Sud) in Torino. Succede a don Franco Padrevita destinato alla Parrocchia di Cascine Vica in Rivoli. Don Mario ha fatto il suo ingresso sabato scorso, dopo una commemorazione al cimitero, in forma privata, dei predecessori don Antonio Albano e don Luigi Manassero.

Don Mario, cosa si aspetta da Brandizzo?

Brandizzo è una realtà composita e organizzata, che dev’essere conosciuta, con le sue aspettative. E’ una comunità che mi ha riservato un’accoglienza molto calorosa, come se fossi qui da sempre. In particolare mi ha colpito la presenza di giovani e quella degli anziani ospiti della Casa di Riposo “Piccola Lourdes” mescolati alla numerosa folla che ha quasi riempito il campo da calcio della chiesa di S. Giovanni. Cosa mi aspetto? Mi aspetto una reciproca conoscenza della realtà. Il Signore mi chiede e ci chiede di diventare reciprocamente prossimo l’uno per l’altro e indica la strada “ vai anche tu fa? così”.

Chi è il tuo prossimo?

Il mio prossimo sono tutti, in particolare i sofferenti e gli anziani che vedono nella parrocchia un riferimento. Mi adopererò per non tradire le attese, ma voglio guardare soprattutto ai giovani sui quali occorre investire. Ci sono due oratori nella nuova realtà; bisognerà trovare le forze laicali per sviluppare l’aggregazione e la formazione continua. Per attivare questo processo dobbiamo sviluppare la formazione e la competenza dei laici.

Ci sono settori da privilegiare nella sua missione?

Dobbiamo crescere tutti insieme, senza dimenticare nessuno. Dobbiamo prendere per mano tutte le pecorelle e guidarle a scoprire le grandezze del Signore. Ma è certo che il Signore ha un occhio particolare per i giovani. Dunque sono molto interessato ai ragazzi, ai giovani perchè possano diventare buoni cristiani e onesti cittadini.

Ma cosa dovrà essere la Parrocchia?

La Parrocchia deve sempre più diventare un luogo per vivere presso gli altri. Questi altri vanno conosciuti, interpretati, in un quadro di aperta e proficua collaborazione.

Un’apertura e una collaborazione a tutto campo, anche con le istituzioni civili?

Colgo l’occasione per ringraziare tutti per la grande accoglienza riservatami, a partire dalle autorità politiche intervenute all’accompagnamento a questa nuova e stimolante realtà. Collaborerò con tutti per il raggiungimento del bene comune, ma senza generare confusione, nel rispetto dei ruoli e della pastorale.

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