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Dizionario del Turismo Cinematografico (10): Breve storia dell’Ottica Polarizzata Stereoscopica

Jaws_3-shark
Sequenza in stereoscopia da LO SQUALO 3D.

 

Correva il lontano (ma neanche tanto) 2009 e il cinema riscopriva (ma qualche titolo vi è sempre stato) il cinema 3D (con i nuovi sistemi stereoscopici, in realtà in uso dal 2003!) e nei due o tre anni seguenti ci fu il boom. Ultimamente sembrava scomparso, anche per colpa dell’esagerazione (che senso hanno certe commedie all’italiana in 3D?) ma recenti kolossal come JURASSIC WORLD ne hanno ancora dimostrato efficacia e presa nel pubblico (soprattutto giovane). Visto che siamo nell’anno dell’Expo (cosa c’entra direte voi? C’entra quello del 1958 e Walt Disney, ma, soprattutto, quello di Vancouver del 1986 dove è stato presentato l’Imax 3D che, migliorato, diventerà l’attuale 3D) ripercorriamo la storia della Stereoscopia che è anche un viaggio nella Storia del Cinema (che ha avuto un curioso antenato a Pompei). Bene… cominciamo? E da dove? Facciamo che stabilire cosa sia l’ottica stereoscopica innanzitutto. Sembrerà banale ma con la recente (più o meno) moda di vedere “tutto in 3D” (rasoi elettrici 3D, action figure 3D, lavatrici 3D, sic3D!!!, etc.3D… nata col boom, qua portato a livelli ridicoli, della fine del primo decennio del nuovo millennio) viene da considerare quindi che qualunque statua sia in 3D (le action figure 3D sono semplici statuine che nulla hanno di diverso dalle altre!!!) e che allora i primi oggetti stereoscopici comparsi sul pianeta Terra siano state le statue.

Ma se cogliamo la stereoscopia però tecnicamente in una ricerca di illusione di profondità (come dovrebbe essere!) i primi esempi di 3D sono i bassorilievi e gli altorilievi.

Riguardo alle immagini in movimento (come un film) forse il più antico esempio che è giunto a noi è una curiosissima scoperta ai piedi di una rupe sul mare nei dintorni di Pompei.

Qualche tempo fa furono ritrovate lì alcune (parecchie!) statue distrutte. Le figure rappresentavano persone e oggetti simili (se non identici) che si differenziavano per piccoli particolari (come una mano alzata o abbassata).

Sulla sommità della rupe sorgeva una enorme villa signorile dove nel giardino era posto un teatro.

Sulla cima della rupe di fianco a quella dove stavano gli spettatori vi erano poste le statue una davanti all’altra che venivano avvicinate man mano al burrone e poi gettate di sotto dando l’impressione del movimento degli arti.

In questo caso la rappresentazione è anche (forse!) il 1° esempio storico di animazione (prima dei Burattini, Marionette e Lanterne Cinesi). Unico problema? Sicuramente il costo del tutto (e soprattutto lo spreco a costruire statue così ben fatte per poi distruggerle!), tanto è vero che probabilmente si è trattato di una unica rappresentazione nel corso di una festa.

Bene, se questa è la scoperta recente (circa dieci anni fa), le Ombre Cinesi (realizzate col citato gioco di Lanterne) è un sistema piuttosto noto e ben conservato nei Musei (compreso quello di Torino) e consiste nel proiettare sagome (o gioco di reali mani umane) su di una parete per mezzo di una lanterna.

 

ombre cinesi
Lanterne cinesi.

 

Un sistema simile lo usavano anche i giavanesi ma con burattini.

Arrivando a periodi storici più vicini al nostro abbiamo l’invenzione dello Stereoscopio nel 1832.

Questo particolare strumento si basava su di un gioco di specchi che faceva percepire 2 particolari identici come un’immagine tridimensionale.

Poco tempo dopo (nel 1839) vengono fabbricate le prime macchine fotografiche a doppia lente stereoscopica (le prime enormi su cavalletto ed a lastra, in seguito –primi del ‘900- portatili!!!) per effettuare fotografie tridimensionali.

La tecnica che permette però la visione perfetta tridimensionale con lenti colorate è del 1853, si chiama Anaglifico ed è il sistema di visione con occhialetti a lenti bicolore (sopravvissuto fino ad ora!).

Intanto alla fine dell’800 era nato il cinematografo ed alcune fonti (Wikipedia) parlano di un film come L’ARRIVO DEL TRENO girato in 3D dai Lumiere nel 1903 con il sistema Steroscopic Lumiere (anche se molte fonti indicano il sistema come mai esistito e confuso con la semplice invenzione della zoomata nel cinema classico –con l’illusione che il veicolo venga addosso al pubblico di Fantozziana memoria!!!-).

I primi del 1900 vedono la comparsa di alcuni documentari mondo girati in stereoscopia (anche se non sono chiaramente indicati sulle fonti di informazione i sistemi di ripresa effettuati) come LE CASCATE DEL NIAGARA del 1914.

Il 1915 vede la realizzazione del 1° film in 3D a soggetto dal titolo JIM THE PENMAN del regista Edwin S. Porter che però la scarsa distribuzione e l’esigua durata lo condurranno nel dimenticatoio. Al contrario il 1° film lungo e a larga distribuzione ufficiale è IL POTERE DELL’AMORE del 1922 realizzato da Fairhall Elder e proiettato nello stesso anno il giorno 27 Settembre al teatro dell’Hotel Ambassador di Los Angeles. Peccato che la pellicola sia andata perduta.

Negli anni ’30 compaiono film in Cineorama, un sistema panoramico che aumenta la visione laterale dello schermo dando l’impressione (con determinati teloni cinematografici!) di “entrare” nel film senza ausilio di occhialini (il sistema migliorerà con il successivo Cinerama –simile ai recenti programmi di fotografia come il Vistarama-).

Il 1938 vede la nascita di un apparecchio chiamato View-Master messo sul mercato da William Gruber, un riparatore di pianoforti di origine tedesca. Tale apparecchio agiva sovrapponendo l’immagine di 2 dischi di cartoncino contenenti una serie di mini-diapositive. Questo sistema durò per decenni, ispirò alcuni souvenir di località turistiche (soprattutto mete religiose) e negli anni ’70 venne modificato con doppie lastre (rettangolari e non più a disco!) che contenevano anche soggetti erotici.

 

View_Master con pellicole
Apparecchiatura View-Master completa di pellicole.

 

Nel 1947 nasce uno dei sistemi più complessi e spettacolari (ma ancora a tutt’oggi in fase di sperimentazione) come l’ologramma. L’invenzione la dobbiamo al fisico Dennis Gabor e consiste nella cattura tramite lastra fotosensibile della luce indicante la sagoma dell’oggetto da riprodurre (tanto per farvi un idea pensate a certe scene di GUERRE STELLARI dove i protagonisti vedono oggetti e persone olografate tempo prima!!!).

Intanto arriviamo agli anni ’50 che videro il più largo (e creativo!) uso dell’ottica stereoscopica (film, fumetti, fotoromanzi, poster, figurine, giocattoli e chi più ne ha più ne metta!!!).

I decenni successivi vedranno da una parte diradarsi il numero di pellicole girate in 3D e dall’altra l’allargamento anche al genere erotico e pornografico.

Nel 1954 l’ingegnere del gruppo Disney Inc. Don Iwerks realizza quella che per molti è la più grande innovazione cinematografica: il Circarama!

E cosa avrà di così speciale per essere ritenuta così importante? Si tratta di un sistema per vedere i film a 360° con lo schermo che ruota attorno agli spettatori che hanno così l’impressione di trovarsi all’interno del film!!! Ma vediamo bene le sue caratteristiche tecniche:

“La macchina da presa Circarama è composta di 9 unità Arriflex 16 mm (nei primi tempi, poi anche 35 mm) adattate allo scopo, dotate di obiettivo da 12mm e azionate da 9 motori da 8 volts sotto il controllo di un interlock meccanico che ne garantisce il sincronismo operativo; tutto l’insieme è gestito da un’unica console per il comando a distanza delle macchine e dall’apparecchiatura necessaria al ciak opportunamente adattata alla convivenza dei 9 punti di ripresa.

Nel suo complesso la macchina Circarama si sviluppa su una base circolare di metallo del diametro di 106cm, con le 9 Arriflex posizionate equidistanziate sul bordo di questa base. L’intero apparato ha un peso complessivo di circa 68kg e va fissato su un dolly o su altro mezzo di locomozione o su altro supporto fisso, opportunamente adattati per ospitare gli operatori al di fuori dell’area di ripresa delle 9 macchine che, ricordiamo, riprendono la scena a 360°.

Per le riprese in interni, sulla base circolare vengono montati 5 quadrati sul quali sono installati ben 20 photoflood che illuminano omogeneamente tutta l’area di ripresa fino ad una distanza/profondità di quasi 8 metri.

Particolare attenzione deve essere prestata nel caricamento dei magazzini di pellicola da montare sulle Arriflex, con l’accortezza di usare tutte pellicole provenienti dal medesimo lotto per garantire la costanza cromatica fra le riprese eseguite in simultanea dalle 9 macchine da ripresa. Analoga attenzione dovrà aversi nel processo di sviluppo che deve utilizzare tutti i bagni chimici dello stesso stock per evitare alterazioni della scala cromatica e del contrasto fra le diverse pellicole.”

Questa meraviglia viene utilizzata a Disneyland a partire dal 1955. Nel 1958 è nel padiglione Usa dell’Expo di Bruxelles, nel 1959 a quello speciale americano a Mosca e nel 1961 all’Expo Speciale Unità d’Italia di Torino dove viene presentato uno speciale Mondo Movies a 360° diretto da uno specialista del genere (Elio Piccon), col commento sonoro di una autorità del settore (Indro Montanelli, collaboratore dello Jacopetti che il Mondo Movies non l’ha inventato, come erroneamente dicono tanti, ma, sicuramente, l’ha lanciato in gran successo) e prodotto e distribuito dalla Disney in collaborazione con la Fiat (Walt e gli Agnelli assieme…… Wow!!!).

E col Cinema e l’Expo siamo arrivati ad un sistema cinematografico somigliante ad un gioco (anzi… al Circo! E il nome dice tutto eh eh!!!). Quindi ora vediamo i giochi veri e propri… e buon divertimento!!!

Diamo ora uno sguardo veloce (e magari incompleto!) dei giochi in 3D che hanno visto la luce nei vari decenni: L’italiana Arcofalc (leader dei flipper casalinghi di formato di poco inferiore a quelli da bar) ha messo in commercio negli anni 60 alcuni enormi flipper senza vetro (poi con vetro) il quale gioco di immagini (soprattutto con soggetti fantascientifici) dava l’impressione che i disegni uscissero dal gioco.

Successivamente la stessa Arcofalc mise in commercio alcuni flipper con cartoni animati visibili su di uno schermino posto sul tabellone segnapunti dove l’effetto era creato da un nastro disegnato che scorreva ogni volta che si effettuavano dei punti-gioco.

Tomytronic 3d

Il Tomytronic 3D invece è un videogioco portatile (scacciapensieri) a forma di binocolo messo in commercio all’inizio degli anni 80 dalla ditta Sebino Giocattoli. Si guardava dentro e c’era l’illusione di pilotare una navicella spaziale.

Nel 1983 è stata messa in commercio negli Usa una versione del Tomytronic dedicata al film LO SQUALO 3D.

Il 1989 vede uscire il gioco di corse automobilistiche (per console Nintendo) dal titolo Rad Racer con in dotazione gli occhiali anaglifici bicolore.

Pressappoco nello stesso periodo la Nintendo mette in commercio una console in 3D chiamata Virtual Boy e qualche tempo dopo la Sega risponde con i SegaScope 3-D Glasses per la console Master System.

Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 la   Reel Toys (azienda un tempo leader per decenni dei Robot Giocattolo) completa la sua serie di robottini squadrati con un modello che sulla pancia ha posto un monitor dove viene proiettato un cartone animato in 3D (effetto visibile ad occhio nudo!). Tecnicamente al suo interno aveva un semplice nastro con disegnata una battaglia spaziale che scorreva davanti ad una lampada che proiettava il tutto su di uno schermo di plastica opaca. Un po’ ingenuo ma discretamente efficace.

Nel 1999 la ditta di giochi da bar Bally (in collaborazione con la Lucas Film) mette in commercio un flipper dedicato ai film di fantascienza anni 50 chiamato Invasion from Mars in 3D dove l’effetto stereoscopico (visibile ad occhio nudo!) è fornito da un monitor rovesciato posto sotto il tabellone segnapunti dove filmati animati si riflettono contro il vetro dell’apparecchio.

Dopo anni di silenzio il mondo dei games in 3D è tornato a far parlare di sé con alcuni modelli di Pc Portatili in 3D con occhiali (non anaglifici ma di nuova generazione!) in dotazione o giochi adattabili a tutti i Pc (con occhiali nel pacchetto del Cd del gioco) come il sistema 3D Vision della nVidia o console come la  PlayStation 3 o i nuovissimi console portatile Nintendo 3Ds o il videofonino Nokia 3D (entrambi con effetto visibile ad occhio nudo!).

E sugli altri oggetti ad uso casalingo cosa ci ha fornito il 3D in tutti questi anni?

Oltre ai già citati apparecchi fotografici o cineoperatoriali (troppi per poterli elencare tutti ma esistono molti collezionisti che possono fornire elenchi completi o quasi) negli anni 70 si sono visti alcuni rudimentali televisori in Stereoscopia (effetto fornito da sistema di lastre di vetro). Alla fine degli anni ’90 è comparso (per pochissimo tempo perché è stato un notevole flop!) una Tv portatile a forma di occhiale (collegabile anche ai lettori e registratori home video) che dava l’impressione (illusione) di assistere al programma (o film) all’interno di una sala cinematografica (prodotto distribuito dalla Sony), ultimamente riproposta con tecnologia di ultima generazione e per varie case distributrici. Ma bisogna attendere i tempi odierni per vedere Tv in Stereoscopia di discreta efficacia (anche qua sono troppi i modelli esistenti per poterli elencare tutti) sia con occhiali in dotazione che con effetto visibile ad occhio nudo (il modello Toshiba di scarso successo).

E poi ci sono i quadri (da appendere) in 3D visibili ad occhio nudo sia fissi (si trovano in commercio a prezzo fattibile!) che nei visori a caricamento immagini.

Nel corso degli anni sono comparse anche riviste che (parlando del 3D e della sua storia) offrivano fotografie stereoscopiche e occhiali anaglifici in dotazione.

Bene, quante cosa ci ha offerto il Mondo dell’Ottica Polarizzata Stereoscopica in tutti questi anni (Cinema, Editoria, Giochi, Casalinghi, etc…). E il sistema attuale? Quando e dove è nato? Torniamo un attimo all’ingegneria cinematografica degli anni ’80…

Ci troviamo negli stabilimenti cinematografici di Babelsberg, quartiere di Postdam, provincia di Berlino, Germania. Qua nel 1981 viene realizzata la curiosa coproduzione con Spagna, Usa e Italia (ma inedita nel Belpaese) COMIN’ AT  YA!, film western diretto da Ferdinando Baldi, realizzato in lingua inglese, con la tecnica di ripresa ottica stereoscopica Optimax 3 (un sistema all’epoca innovativo ma piuttosto difettoso perché gli assi ottici delle lenti gemelle non sono allo stesso livello orizzontale).

Nel 1986 all’Expo di Vancouver il Nation Film Board of Canada viene presentato l’Imax che migliora le ricerche condotte a Babelsberg e, dall’altra, con le innovazioni portate al sistema nel corso degli anni ’90 ci fa giungere all’ultima generazione del 2003 (innovata da James Cameron nei suoi documentari sul mare ma lanciata al pubblico da Robert Zemeckis e il suo POLAR EXPRESS.

 

materiale stereoscopico
Vario materiale stereoscopico apparso negli ultimi 20nni (vhs, occhiali, dvd, etc…)

 

Gli anni tra il 2003 e il 2008 (praticamente il corso degli anni ’00 del Nuovo Millennio) hanno portato innovazioni prevalentemente distinte in tre sistemi principali: Xpand, Real 3D e Dolby 3D!!!

Tra i film usciti in 3D nel periodo segnaliamo il grande successo di AVATAR e la conseguente vendita di oggetti memorabilia legati alla pellicola (come l’orologio con le scritte digitali con effetto 3D che escono dal visore come gli orologi dei marines nel film!).

 

orologio Avatar
Memorabilia. L’orologio in 3D di AVATAR.

 

Ultimamente è nato nel Festival di Venezia il Premio Persol 3D dove viene premiato il miglior film in 3D realizzato nel corso dell’anno.

Il premio è sponsorizzato dal marchio Persol del gruppo Luxottica che da alcuni anni finanzia il Festival.

Parecchi festival dedicati al cinema Stereoscopico sono nati comunque in tutto il mondo.

 

Oficinas-Centrales-Oakley-Lake-Forest-California-EEUU
L’ingresso del fantascientifico stabilimento Oakley 3D a Lake Forest, California (Usa).

 

Pochi anni fa il gruppo Luxottica ha acquisito il gruppo americano Oakley (che al suo interno vanta parecchi marchi come la Dragon, etc., ed ha uno stabilimento che assomiglia al set di GUERRE STELLARI!!!) che ultimamente ha posto in vendita un paio di occhiali a sistema Stereoscopico di ultima generazione per il cinema e la televisione (il boom di produzione nel 2011, tanto è vero che ha dovuto affidare, tra maggio e giugno, ad altre fabbriche del gruppo la realizzazione dei supporti da sole per utilizzare spazi per la polarizzazione stereoscopica).

E la Expo 3D del futuro cosa  ci riserverà?

Chi vivrà…..”Vedraaaa”!!!!

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Blogger: Davide Lingua

Davide Lingua
Dizionario del turismo cinematografico

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