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Discariche e Termovalorizzatori

A maggio 2014 è stato pubblicato il terzo dossier dell’Istituto superiore di Sanità sugli effetti sulla salute delle popolazioni esposte ai SIN (Siti Interesse Nazionale) per le bonifiche. Si tratta dell’aggiornamento dello studio “Sentieri” realizzato dal Dipartimento ambiente. L’indagine ha evidenziato quanto è compromessa la salute di ben 5 milioni di italiani che vivono intorno alle discariche o in prossimità delle industrie chimiche, insediamenti che con i loro veleni hanno compromesso, per anni, terreni e acque.
Intorno alle discariche e agli inceneritori ci sono anche i bambini: giocano, corrono, passano molto del loro tempo all’aria aperta. Il loro metabolismo è veloce e li espone a rischi maggiori, rispetto agli adulti, all’inquinamento ambientale. I ragazzi che crescono vicino alle aree contaminate, già nel primo anno di vita, hanno un rischio di morte più alto del 4%. Ma resta un mistero visto che giace, da un anno, in un cassetto dell’Istituto superiore di Sanità, il primo progetto di studio epidemiologico dedicato ai bambini che vivono nelle aree compromesse dalle discariche e dai fumi delle industrie in tutto il territorio nazionale. Già, l’Italia dei veleni e degli sprechi si è dimenticata dei propri figli. Il progetto costa circa 350mila euro ma, ad oggi, non ha ricevuto finanziamenti. Sono briciole rispetto ai costi di bonifica o a quelli sanitari dovuti alla mancata prevenzione del rischio sulla popolazione. Un argomento delicato quanto vergognoso per la nostra incapacità di proteggere la salute infantile dei residenti in aree contaminate.
Nell’Italia dei veleni i tumori sono aumentati anche del 90% in soli dieci anni. Ovviamente parlo delle aree più inquinate d’Italia dove le ruspe fanno affiorare fusti interrati o gli studi epidemiologici nelle aree più inquinate del Paese evidenziano aumenti della mortalità, dell’incidenza oncologica e dei ricoveri ospedalieri. A Chivasso c’è una grande discarica ma non c’è uno studio epidemiologico degli effetti sulla popolazione di questo pericoloso insediamento. Non abbiamo un registro tumori dunque l’unico dato legato al territorio sono le esenzioni Ticket per patologie tumorali e sono aumentate.
Un campanello dall’allarme per la politica locale e nazionale e invece… ci danno il bromuro, ci raccontano che l’aumento dei tumori è dovuto al fatto che abbiamo strumenti diagnostici più potenti e di programmi di screening più frequenti e non solo, anche di “cattivi” stili di vita. Ma tutto questo può, da solo, spiegare l’aumento dei tumori a partire dal dopoguerra? Nei 44 dei 57 siti del studio “Sentieri” le morti per tumori toccano quota 43%, a fronte del 30% di media nazionale.
La soluzione sono i termovalorizzatori? Assolutamente no, sono fabbriche di tumori come dimostrato da studi epidemiologici condotti nelle aree limitrofe agli impianti di incenerimento.
Dunque che fare?
Bisogna essere chiari quando si parla di salute. La soluzione del problema rifiuti passa dall’approvazione rapida della Legge di Iniziativa Popolare “RifiutiZero” firmata da 80mila cittadini e deposita il 30 settembre 2013 agli uffici della Camera dei Deputati.
Se vuoi dare un futuro a questa città non basta aspettare e sperare, occorre vivere e partecipare!
Che ognuno si impegni in prima persona se vuole che le cose cambino, perché solo insieme c’è la possiamo fare!

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Blogger: Marco Marocco

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