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Da sakkara ad alsukar , lo zucchero!

Da sakkara ad alsukar , lo zucchero!
La storia dello zucchero è come la vita umana, dolce e amara insieme, una smisurata montagna di cristalli bianchi che ci addolcisce la vita quotidiana, una storia fatta di successi e di maltrattamenti. Lo zucchero ha cambiato la storia di interi popoli, perché piace a tutti, ha un sapore universale, compatibile con tutte le culture alimentari e perciò è uno dei pochi cibi il cui consumo è sempre in crescita, un prodotto indispensabile nel mondo come il petrolio e il caffè, con 64 milioni di tonnellate prodotte all’anno nel mercato globale. Sono stati gli indiani circa tremila anni fa, a fare propria la vanna, pianta originaria della Nuova Guinea, chiamandolo il sakkara, da questa parola sanscrita derivano i nostri zucchero e saccarosio, ed ancora oggi ne usano a fiumi sorseggiando il masala chai, il tè al latte dolce e speziato, che secondo la medicina ayurvedica è una panacea per tutti i mali. A farlo conoscere in Occidente sono invece gli ambasciatori di Dario il Grande di Persia che annunciarono entusiasti al sovrano la scoperta della pianta che fa il miele senza le api. Le stesse parole usate dopo, per darne notizia ad Alessandro Magno, dal suo fido Nearco di Creta, ideatore della prima via delle spezie. Il resto lo fa lo storico e geografo greco Megastene che, reduce da un soggiorno durato dieci anni alla corte del re indiano Chandragupta Maurya, con un abilissimo divulgatore convince Greci e Romani della bontà e utilità del dolcificante vegetale. Il tutto con l’aiuto del padre della medicina Dioscoride, che prescrive acqua zuccherata a volontà per purificare il corpo. Ma fino al Medioevo la magica polvere dolce rimane merce rara, impiegata nella farmacopea più che in cucina. Dobbiamo aspettare gli Arabi, che affinano le tecniche di produzione dell’alsukar e inventano i primi dolci e sciroppi. Abilissimi mercanti, diffondono in tutto il Mediterraneo l’uso dello zucchero ed il Corano. Ma nel Quattrocento Venezia toglie il monopolio ai Saraceni impiantando la prima raffineria europea. E’ un grosso affare, ma l canna da zucchero ha bisogno di terreni vergini, perché impoverisce rapidamente il suolo. Con la scoperta delle Americhe, viene creata ad un anno dalla scoperta, da Cristoforo Colombo le prime piantagioni sull’isola di Hispaniola, oggi divisa fra Repubblica Dominicana e Haiti. Gli affari vanno a gonfie vele ma la mandopera locale degli indios schiavizzati, si esaurisce e allora gli europei ricorrono agli schiavi africani, creando grosse fortune, crando guerre, come quella di secessione Americana. La fortuna dello zucchero è stata allora la domanda popolare di dolcificante, indotta nell’Ottocento dall’abbassamento dei costi. Oggi sono tempi duri per il sakkara con la sua demonizzazione dietetica ed il diabete dilagante.
Favria, 23.01.2021 Giorgio Cortese

Eccomi qua di mattina a far parlare un foglio bianco con la speranza che sia di conforto a qualcuno.

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