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Da pata a tarlucco

Da pata a tarlucco
Pata in piemontese indica uno straccio cencioso o una garza. Da li con la radice pata si ha il lemma pataceu, pezzente, rigattiere. Patagnech, ovvero uno stramazzone, pesante caduta a terra. Poi si passa a patamola, persona fiacca e senza vigore. Ma arriviamo anche a patanù, nudo o povero. Da li a patarass , cencio, fiocco, falda di neve poi con patarassa, lingua e patarassù, cencioso ed al bel lemma patarel, cencio o fiocchi di neve marzolina, usato anche per indicare una persona che sbianca improvvisamente che rischia di divenire un pataroj avvizzito. Ma abbiamo anche il lemma patàu, implume o il patachin il damerino di gracile corporatura. Patafia per boccaccia o per dire madama patafia una donna pettegola che ostenta delicatezza. Il patafio è invece una persona grassa e grossa lenta nei movimenti che ostenta delicatezza. Questo ultimo lemma deriva dal latino epitaphium, iscrizione o discorso funebre, passato in piemontese per aferesi e usato anche nelle forme pataffia e pataffion. Scusare se dico delle pataflande, delle sciocchezze per arrivare al pataflan, una enormità o stravaganza. Scusate la mia patalica, lingua lunga con loquacità smodata ma non sono certo un patalich sempre con il prefisso pata ed il germanico lekkon, leccare, accostabile alla lingua, per dire linguacciuto. Arriviamo poi a patè per stracccivendolo e al femminile patera, la straccivendola e il pation chi ha una veste logora. Ed infine siamo arrivati alla parola pataria, con il modo di dire “an aria pataria”, sottosopra, a gambe levate all’aria. Pare dal nome del quartiere di Milano, Pataria, che in meneghino significa ciarpame e stracciume, nel quale vivevano i patarini in maggioranza rigattieri, in milanese patèe, associati al movimento religioso eretico pauperistico che si riunivano nei luoghi di raccolta degli stracci, poco controllabili dalle autorità ed eretico. Ed infine il lemma patalouch, che deriva da para e oloch, l’allocco, persona goffa e stupida, simili a tarlucco. Termine diffuso nella provincia di Genova, che indica una persona stupida e vuota, una specie di idiota, deriva dal latino “ullucus”, allocco. Beh lascio in conclusione il lemma pataflù, persona obesa, ed indovinate il perché?
Favria, 18.06.2019 Giorgio Cortese

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