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CUORGNÈ. Punt Ca Biauta, Pezzetto dice la sua

Nuova polemica infuocata in “Stile Facebook”  che ha coinvolto i pubblici amministratori cuorgnatesi da una parte ed i commentatori da tastiera dall’altra. Riguarda il sentiero di accesso al Ponte della Manifattura (il “Punt  Ca Biauta”) che un tempo consentiva a chi proveniva da Salto di raggiungere rapidamente lo stabilimento. Col passare del tempo e la motorizzazione di massa era diventato più che altro meta di piacevoli passeggiate nel verde finché la terribile alluvione del 2000 lo aveva distrutto. Il sentiero (che consentiva anche di raggiungere le sponde dell’Orco) è diventato impercorribile perché l’accesso è bloccato da una recinzione. In apertura di consiglio, nella seduta di mercoledì 26 settembre, il sindaco Beppe Pezzetto ha affrontato l’argomento.

Pezzetto ha spiegato che tutto era iniziato “quando un cittadino aveva chiesto un chiarimento informale su una sezione di Facebook non gestita dal Comune ma che afferisce specificamente a situazioni legate alla nostra città. Sono state scritte ed affermate cose inesatte ed incomplete, fatte  supposizioni ed illazioni poco piacevoli (ognuno fa politica come può) su questa amministrazione, sulla mia persona, sugli imprenditori che fortunatamente continuano ancora ad investire sul nostro territorio e a creare occupazione”. Il sindaco – dopo aver incaricato gli uffici di raccogliere le opportune documentazioni (in parte risalenti a periodi relativamente lontani nel tempo) e di effettuare le  verifiche in loco, ha spiegato come stanno le cose “sia per offrire un quadro di sintesi con dati corretti ed oggettivi sia perché ritengo doveroso fornire adeguate risposte a chi garbatamente ha chiesto delle delucidazioni”. Ha quindi precisato che l’ultimo tracciato di accesso al ponte non era più quello originario ed insisteva su proprietà private: “Nessuno ha mai esercitato azioni per acquisirle ad uso pubblico”.

Dopo il fallimento della Manifattura, i diritti e le strutture vennero acquistati da una società che produce energia idroelettrica e che ha realizzato su quei terreni altre mini-centrali. Per impedire l’accesso alla proprietà  dal contiguo piazzale-parcheggio aveva collocato una sbarra  ma molti la scavalcavano, sostando in luoghi potenzialmente pericolosi quali le paratoie ed i canali di versamento delle acque o addirittura recandosi a pescare nelle strutture realizzate per garantire la risalita dei pesci dal bacino di compensazione, dove la pesca è severamente vietata. La sbarra è stata poi sostituita da una recinzione. Il percorso che si dipartiva da lì era comunque cieco e non conduceva da nessuna parte.

In conclusione Pezzetto ha dichiarato che “allo stato attuale non sono  più presenti le condizioni funzionali per una viabilità pedonale che possa ricalcare il tracciato  realizzato a suo tempo sulla proprietà della Manifattura”.

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Blogger: Caterina Ceresa

Caterina Ceresa
Autore e collaboratore de La Voce del Canavese nell'alto Canavese

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