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cani randagi

CUORGNE’. Pezzetto lancia la campagna contro l’abbandono degli animali

Arriva l’estate e, con lei, anche l’abbandono degli animali domestici e l’ascesa del fenomeno del randagismo. 

La Lav ha provveduto a effettuare un nuovo censimento in Italia a dieci anni dall’ultimo resoconto nazionale sul randagismo datato 2006 e pubblicato nel 2008 dal Ministero della Salute.

Non esistono però dati ufficiali resi pubblici che siano aggiornati e omogenei per questo fenomeno in apparente flessione ma ancora purtroppo diffuso nel Paese.

In base all’ultima stima diffusa dal Ministero della Salute nel 2012 i cani randagi in Italia sarebbero tra i 500 mila e i 700 mila. I gatti liberi sarebbero invece 2.604.379 secondo l’ultimo dato ufficiale del 2006. 

Alcuni Comuni, in questo contesto, stanno facendo la loro parte per monitorare questo fenomeno e adottare delle adeguate politiche di prevenzione. 

Tra questi c’è anche l’amministrazione comunale di Cuorgnè, che ha avviato proprio in questi giorni una campagna per sensibilizzare i propri cittadini sul tema dell’abbandono degli animali. 

L’abbandono degli animali è una piaga prima culturale e poi sociale – spiega, in una nota, il sindaco Beppe Pezzetto -. Gli animali da affezione abbandonati denotano non solo una forma disgustosa di crudeltà, ma spesso sottendono ad un comportamento deviato. Sono forme di ignoranza del dolore psico-fisico verso le razze diverse da quella umana. Tale fenomeno raggiunge il suo apice nel periodo estivo, ma si registrano in tutto il periodo dell’anno casi di abbandono che non è più possibile tollerare”.

Gli animali creano delle relazioni affettive verso gli uomini ed una interruzione brusca crea in loro una disperazione simile a quella umana, significa molto spesso lasciarlo ad un destino di sofferenza e di morte perché si ritrova all’improvviso in un luogo sconosciuto e senza più il riferimento della famiglia di cui faceva parte – prosegue Pezzetto -. Confusi, spaventati, nella quasi totalità dei casi sono destinati ad una morte atroce, nella migliore dei casi un investimento veicolare, nella peggiore una dolorosissima morte per denutrizione”.

Nonostante l’entrata in vigore della Legge n.189 nel 2004 che prevede la pena dell’arresto fino a un anno per il reato di abbandono o l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, molti sono gli animali che ad oggi vengono ancora tristemente abbandonati.

Per questo il Comune di Cuorgnè ha diffuso un vademecum per spiegare “cosa fare” nel caso in cui si veda un cane abbandonato.

Non devo restare indifferente – prosegue la nota dell’amministrazione -.  E anzi metto in pratica una serie di azioni che, oltre a salvare loro la vita, possono aiutarli a trovare una nuova famiglia amorevole e consapevole dell’impegno che si assume quando si decide di adottare un animale. Provo ad avvicinare l’animale, in modo dolce, mantenendo un tono di voce rassicurante e tendendo la mano aperta dal basso. Dopo essere riuscito a toccarlo devo procurarmi qualcosa per essere sicura che non scappi: una cintura o una corda possono diventare dei collari e dei guinzagli improvvisati per quanto riguarda il recupero di un cane. Devo avvisare il canile municipale o la Polizia Municipale che provvederà a contattare il Canile convenzionato per il recupero dell’animale ed il suo trasferimento in struttura o direttamente il Servizio Veterinario dell’Asl”.

I numeri utili da contattare per il Comune di Cuorgné, nel caso di animali abbandonati, sono: Canile di Caluso (tel. 011.983.32.30);  Polizia Municipale (tel. 0124.655257); il Servizio Veterinario dell’Asl To 4 di Cuorgnè (tel. 0124.654121); il numero unico di emergenza 112.

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